Ven. Dic 13th, 2019

Captain Marvel (2019): un ultimo wow prima della fine

captain marvel

Captain Marvel (Brie Larson) Photo: Film Frame ©Marvel Studios 2019

Captain Marvel è un film del 2019 diretto da Anna Boden e Ryan Fleck. Si tratta del 21° film del Marvel Cinematic Universe e tra gli interpreti figurano tra gli altri Brie Larson, Samuel L. Jackson, Jude Law, Annette Bening e Clark Gregg

La trama di Captain Marvel

Vers fa parte di una potente squadra speciale della razza aliena dei Kree, ma non ricorda nulla del suo passato. Forse viene da un altro pianeta…

Il film

Diciamocelo chiaramente: in vista dell’imminente uscita fissata per il 24 aprile di Avengers: Endgame l’aspettativa verso questo Captain Marvel avrebbe potuto essere veramente bassa, complice forse anche lo scarso impatto mediatico e pubblicitario delle precedenti settimane. Ebbene se questa sensazione poteva non esserci nuova, visto il binomio Black PantherInfinity War, questa volta siamo di fronte ad una pellicola più accattivante di quella ambientata in Wakanda.

Il film parte a raffica, fin dai primi secondi. Anzi, va detto che il primo quarto d’ora è un vero casino.

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Captain Casino

Il film segue una strada molto più intricata di tutto quello che abbiamo visto fino ad ora, con un mix quasi letale di flashback e non flashback, presentati non per forza in ordine cronologico. La scelta, a prima vista azzardata, colpisce e travolge aggiungendo quel pizzico di originalità stilistica che è quasi sempre mancato nella maggior parte dei film canonici. L’accoppiata Boden-Fleck lavora bene e anche le scene più complesse funzionano e non annoiano.

Va inoltre aggiunto che la vena comica tipica delle ultime pellicole c’è, ma è meno ingombrante e più di fino. Da menzionare sicuramente il grande impatto sia della colonna sonora (una delle migliori dopo Guardiani della Galassia, alla faccia di Black Panther) che degli effetti speciali.

Captain Femmina

In era #metoo sono stati in tanti a scagliarsi contro la scelta di un supereroe donna per partito preso. Ebbene Captain Marvel è sicuramente il nuovo Black Panther in questo senso, e anche in questo caso il tema caldo viene trattato con estrema cura. Ottima la caratterizzazione. Carol Danvers è una superdonna poco stereotipata, che esalta il suo genere stando sempre con i piedi per terra. Una donna con le palle fotoniche (hehehe fotoni). Velati, ma abbastanza chiari, i riferimenti al polverone Weinstein con l’apice nell’ultimo confronto tra l’eroina e Yon-Rogg. Poco originale, ma di grande effetto l’invito a rialzarsi sempre, in ogni situazione.

Captain Villain

Forse una delle scelte più geniali e perfettamente contemporanee del film (rispetto al canone) è la scelta di mettere in discussione l’idea di villain. Il male è un concetto relativo. Guerra e pace sono privi di assoluti. Nel calderone rientrano anche temi attuali come quello dei migranti e sempreverdi come il diritto di non ubbidire agli ordini.

Captain 90’s

Belli i riferimenti agli anni 90 (e siamo certi sia solo un’apertura alla nostalgia dei 90’s che sarà tema caldo del decennio a venire). Ci sono le videoteche Blockbuster, le strizzate d’occhio ai film action di Schwarzy, i telefoni a gettoni, la connessione internet a velocità lumaca e la musica dei Nirvana. Ma poi: viene citato il Wifi nel 1995, come è possibile?

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Captain Continuity

La cosa più delicata di tutto il film è ovviamente il suo inserimento cronologico in un decennio che precede tutti i film che abbiamo visto fino ad ora. Va detto che la sceneggiatura riesce ad integrare quasi perfettamente il film nel canone, senza lasciare troppe incongruenze. Ovviamente suscita alcune domande pignole, ma va bene così. Bellissima comunque l’idea di mostrare come Fury ha perso l’occhio (per nulla in contraddizione con la sua rivelazione in Captain America: The Winter Soldier). Belli ed efficaci i riferimenti al Tesseract, a Ronan l’Accusatore e a Coulson. La vera domanda è: Captain Marvel si collega ad Agents of Shield o annienta la serie? Forse la soluzione è nell’ultima battuta di Ronan l’Accusatore.

Captain Brie

Brie Larson perfetta. Nei panni di Vers riesce a tirare fuori un’ulteriore sfumatura del parco eroi in tutina. Vers è sicuramente overpowered, capiamo finalmente come mai Fury affidi le sorti di tutto e tutti a lei tramite la scena del cercapersone. Cercapersone che tra l’altro funge da ponte temporale tra gli anni 90 ed oggi, elemento di collegamento fondamentale. Sarà interessante capire se l’eccesso di poteri di Vers e il suo averli scoperti in tarda età ed in modo approssimativo, potrà essere più di danno che di aiuto in un gruppo, quello degli Avengers, ferito dalle perdite seppur già consolidato. Insomma non sarà facile riassemblare i cocci.

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Captain Spoiler

Attenzione spoiler!
Occhio a non uscire troppo presto dalla sala, sono ben due le scene post-credits divenute oramai di tradizione! (a parer mio un filo deludenti). Da ricordare che il Tesseract entra in mano di Fury tramite il gatto dopo che lo stesso è passato tra le mani di Teschio Rosso nel 1942. Lo stesso Fury poi lo perderà a vantaggio di Loki nel primo Avengers. Interessante il plot twist del villain, frizzante la scelta di sviluppare il personaggio di Fury solo al ventunesimo film del MCU. Tutti noi ci siamo chiesti nel tempo come avesse perduto l’0cchio, nessuno avrebbe immaginato fosse ad opera di un “gatto”, notoriamente più minaccioso di un essere umano.

Il miglior film della Fase Tre del MCU? Come direbbe Fury “Non posso ne confermare ne smentire”

Consigliato a: a chi ha visto tutti gli altri film del MCU.

Trailer

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Cosa dice la critica:

5,8/10 (non affidabile)
85%

  • Trama
  • Realizzazione
  • Impatto
7.9