Black Panther (2018): la recensione dell’ultimo film Marvel

Black Panther è un film del 2018 diretto da Ryan Coogler e diciottesima pellicola del Marvel Cinematic Universe.

La trama di Black Panther

Dopo la morte del re del Wakanda, suo figlio T’Challa sale al trono e deve decidere che direzione dare al suo regno. All’orizzonte però si presenta una vecchia conoscenza.

Il film

Black Panther ci aveva già convinti al ciao. L’esordio del supereroe wakandiano nella pellicola corale Civil War aveva sicuramente soddisfatto molti spettatori. Il passo successivo era replicarsi in solitaria ed eccoci qui. Come non dare credito al regista Ryan Coogler che ci aveva già regalato splendide prove sia con Fruitvale Station che con Creed?

Ebbene siamo stati ripagati.

Questo Black Panther è un film abbastanza solido, con un ottimo ritmo e che mantiene alto il livello di intrattenimento pur ritagliandosi alcune riflessioni tra le più attuali e profonde dell’intero MCU.

black panther

Ed è questo uno dei valori della pellicola di Coogler. Nonostante una partenza sottotono, Black Panther rivela presto il vero focus della sua trama. La forza di un popolo sta nelle sue radici o nella sua spinta verso il progresso? La tradizione va difesa? Le antiche oppressioni vanno vendicate?

Black Panther sdogana in ottica mainstream circa 50 anni di riflessioni socio-culturali afroamericane e le riconfeziona in un megafumetto adatto a tutti sotto lo slogan spidermaniano “da grandi poteri derivano grandi responsabilità“. La necessità di recuperare le proprie radici, la difesa di una cultura, la vendetta contro l’oppressione per mezzo della violenza. C’è proprio tutto. Argomenti tanto cari a cineasti come Spike Lee e recentemente attualizzati anche da film come Moonlight. In questo caso però il linguaggio è adatto a tutti. Il messaggio, seppur nascosto, arriva a tutti e quindi, pur nella sua infantilità, è in grado di colpire a fondo. Ed è il pubblico dei blockbuster che più ne ha bisogno.

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C’è di più, perchè la riflessione sul Wakanda ed il suo posto nel mondo si presta anche a metafora delle ben più attuali responsabilità del mondo verso il problema dei profughi (e in modo anche abbastanza diretto).

In superficie il film invece gode di una trama abbastanza efficace, non priva di banalità.

Ciò che colpisce è invece la forza visiva di Black Panther e la qualità del suo cast.

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A livello tecnico c’è da apprezzare lo splendido lavoro fatto sui costumi, ma anche sulle scenografie. Molto belle anche le scene d’azione, ben coreografate, seppure in alcuni casi un po’ confuse (si veda la prima sequenza notturna). Particolare anche la colonna sonora, probabilmente tra le migliori dell’interno MCU (dopo Guardiani della Galassia ovviamente).

Il cast è invece un altro punto di forza del film. Un bel lavoro è stato fatto nella caratterizzazione dei vari personaggi. Il personaggiotdi T’Challa infatti non possiede il carisma necessario a reggere da solo l’intero film, ma è affiancato da ottimi comprimari. Tra questi la bella Nakia, la guerriera Okoye, sua sorella Shuri e il leader M’Baku. A questi si aggiungono due villain davvero travolgenti quali Killmonger, interpretato da Michael B. Jordan, e Klaue, interpretato da Andy Serkis.

Sorprende sempre vedere come la Marvel riesca ad inserire nei cast dei vari film il meglio del cinema contemporaneo. In questo caso le ottime intepretazioni di Chadwick Boseman, Lupita Nyong’o, Angela Bassett, Danai Gurira, Forest Whitaker e Martin Freeman.

PS: reggete fino alla fine dei titoli di coda perchè sono presenti ben due scene extra.

Consigliato a: i fan dei film Marvel e a chi ama action e avventura.

Trailer:

Cosa dice la critica:

6,8/10
98%

  • Trama
  • Realizzazione
  • Impatto
7.6
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Aaron

Aaron

Laureato in Scienze storiche all'Alma Mater di Bologna e smanettone informatico, ma da sempre appassionato di cinema. È un vero onnivoro e non c'è genere che non apprezzi. Primo film visto al cinema: Jurassic Park. Film preferito: Harry ti presento Sally.