Ritorno al futuro (1985): i segreti di un film leggendario

Ritorno al futuro è un film di fantascienza del 1985 diretto da Robert Zemeckis e con protagonista Michael J. Fox.

La trama di Ritorno al futuro

Il giovane Marty McFly è un adolescente che frequenta uno scienziato un po’ strambo di nome Emmet “Doc” Brown. Durante un esperimento con una macchina del tempo Marty si ritroverà catapultato nel 1955 senza sapere come fare ritorno.

Il film

Con cadenza regolare Hollywood ama omaggiare il cinema di circa trent’anni precedente. Si tratta di un fenomeno che oggi è presentissimo se si pensa al mito degli 80’s da cui sta prendendo riferimenti la tv ed il cinema di questo decennio (si pensi ai successi di Stranger Things e It per esempio). Anche gli stessi anni ’80 hanno avuto un intenso lato nostalgico con tantissime opere che recavano omaggio al cinema degli anni ’40 e ’50.

Ritorno al futuro sotto questo punto di vista è emblematico. Non solo è un enorme omaggio alla cultura degli anni ’50, ma la idealizza a tal punto da renderla irreale, praticamente un ricordo da cartolina o un vero e proprio museo turistico (con cui il protagonista interagisce). Ritorno al futuro è un film talmente stravagante, talmente denso di cultura americana che sembra assurdo possa aver avuto un tale successo al di fuori degli Stati Uniti. Eppure per un’intera generazione è stato fulminante (una carica da 1,21 Gigowatt oseremmo dire). Ma perchè?

Che diavolo è un gigowatt Doc?

Il merito principale va dato indubbiamente alla straordinaria sceneggiatura curata dallo stesso regista Robert Zemeckis insieme a Bob Gale. La struttura di Ritorno al futuro è un perfetto gioco ad incastro in cui non solo lo spettatore può scoprire i numerosi rimandi dal passato al futuro (e viceversa) tra immagini e dialoghi, ma anche essere aiutato nella comprensione di una storia a prima vista molto intricata. Ogni avvenimento e ogni soluzione sono presentati dallo script attraverso i dialoghi dei personaggi in modo spesso un po’ buffo, ma non troppo forzato.

Per esempio:

  • i rimandi al carattere di George McFly ed il suo rapporto da sottomesso con Biff Tannen;
  • la consegna del volantino per salvare la torre dell’orologio all’inizio del film;
  • la somiglianza di carattere dei McFly ed il superamento dei propri limiti sia da parte di George (sul fatto di diventare scrittore), sia da parte di Marty (sul fatto di suonare)

Ma gli esempi sono molti altri. La forza di questa struttura è di porsi esattamente come un gioco che diventa via via sempre più riconoscibile da parte dello spettatore. Questo avviene soprattutto nei capitoli successivi, dove la struttura rimane invariata e viene anzi esasperata (incontro con i parenti, risveglio da parte della partente femmina, lo sterco che cade su Biff Tannen, …).

Ogni personaggio di Ritorno al futuro è perfettamente caratterizzato. Sicuramente a farla da padroni sono i due protagonisti, Marty e Doc. Da un lato un personaggio giovane, interpretato da Michael J. Fox, con cui il pubblico riesce ad immedesimarsi facilmente, un po’ impulsivo e a suo agio con l’azione (chissà come sarebbe stato intepretato da Eric Stoltz); dall’altro un personaggio divertente come quello di Emmett “Doc” Brown, interpretato da Christopher Lloyd, molto espressivo e perfettamente in grado di comunicare al pubblico la gravità degli eventi.

Un momento… un momento, Doc. Eh… Mi stai dicendo che hai costruito una macchina del tempo… con una DeLorean?
Dovendo trasformare un’automobile in una macchina del tempo, perché non usare una bella automobile?

Iconica è poi la Delorean DMC-12 che dalla sua apparizione nel film è divenuta ormai un vero sinonimo di “macchina del tempo”. Incredibile pensare che originariamente il veicolo usato per viaggiare nel tempo dovesse essere un frigorifero. In effetti l’intera sequenza iniziale era molto più complessa e girava intorno ad un sito per test nucleari in cui il frigorifero otteneva l’energia necessaria allo spostamento nel tempo. Vi ricorda qualcosa? Steven Spielberg ha riutilizzato parte di quell’idea in Indiana Jones e il teschio di cristallo, in cui il famoso archeologo si salva da un’esplosione nucleare rinchiudendosi in un frigo.

ritorno al futuro

La sequenza iniziale definitiva è una lunga carrellata su diversi orologi presenti nel garage di Doc la scena ricalca l’incipt del film L’uomo che visse nel futuro di George Pal.

Tra gli orologi se ne può scorgere uno con un omino appeso ad una lancetta

Non solo si tratta di un chiaro rimando alla scena finale del film, ma l’idea viene direttamente dal film Preferisco l’ascensore, dove Harold Lloyd si ritrova appeso ad un orologio nel tentativo di scalare un grattacielo.

Ultima nota va dedicata infine alle musiche di Alan Silvestri che danno al film una carica non indifferente, soprattutto nelle due scene della Delorean sparata a 88 miglia orarie (il montaggio della sequenza finale è davvero da brividi!). A queste si aggiungono le bellissime canzoni di Huey Lewis and the News, oltre ad alcuni classici tra cui Mr. Sandman, Earth Angel e la grandiosa Johnny B. Goode.

Altre curiosità:

  • Il centro commerciale in cui Marty e Doc si trovano si chiama Twin Pines Mall. Quando Marty torna dal 1955 il nome è cambiato in Lone Pine Mall. Questo perchè nella fuga dal fienile del signor Peabody (appena arrivato nel passato) il protagonista sradica uno dei due pini con la macchina.
  • Nel 1955 al cinema di Hill Valley danno un film western con protagonista Ronald Reagan, l’attore che nel 1985 è presidente degli USA (come spiegato da Marty a Doc).
  • Alla fine del film quando Marty torna nel 1985 saluta un barbone sdraiato sulla panchina. Quel barbone è Red Thomas, candidato a sindaco di Hill Valley nel 1955.

E se vi piacciono i film sui viaggi nel tempo non potete perdere i nostri due articoli su Cinema e tv: paradossi temporali e quando trovarli e i 10 migliori film sui viaggi nel tempo.

Trailer:

Dove recuperarlo?

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Cosa dice la critica:

8,5/10
96%

  • Trama
  • Realizzazione
  • Impatto
10.0
Aaron

Aaron

Laureato in Scienze storiche all'Alma Mater di Bologna e smanettone informatico, ma da sempre appassionato di cinema. È un vero onnivoro e non c'è genere che non apprezzi. Primo film visto al cinema: Jurassic Park. Film preferito: Harry ti presento Sally.