It (2017): più carisma per Pennywise

Restaurare un classico dell’horror è un’arma a doppio taglio. Puoi lasciare un segno in un pubblico ambizioso e nostalgico, o essere ferito dall’ambizione stessa. IT, di Andrés Muschietti, è un lavoro coraggioso e ben riuscito.

La trama

La storia la conosciamo tutti, ormai. Partorita dalla mente di Stephen King nel 1986, ha visto la luce tra le 1200 pagine che ad oggi compongono uno dei testi sacri dell’horror. Derry, nel Maine, è minacciata da una forza oscura, che si ripresenta ogni 27 anni. Il male ha un nome ed è Pennywise, un pagliaccio in grado di cambiare forma e rappresentare le più grandi paure di chi incontra. Dopo l’ennesima scomparsa in città, un gruppo di ragazzi (i Losers) cercherà di fermare la maledizione.

Il film

Il punto dal quale si è partiti è la chiave che sta dietro all’opera del Re: lo sviluppo dei personaggi. In tal senso, la prima mini-serie del 1990 era discretamente riuscita a raccontare un migliaio di pagine su grande schermo. A ventisette anni di distanza, le due ore e un quarto complessive costituiscono solo un primo nuovo capitolo. New Line Cinema e Warner Bros, infatti, hanno già rilasciato la data del secondo capitolo, che andrà a completare l’opera il 6 settembre 2019 (uscita USA). Ebbene sì, dovremo aspettare per vedere i Losers da adulti. Una nota di merito in questa prima metà va ad un’attenta caratterizzazione delle differenti personalità che costituiscono il gruppo. Uno sviluppo sia interno che esterno, dall’amicizia al rapporto familiare.

“Bill, se vieni con me galleggerai anche tu”

La scomparsa di Georgie segna pesantemente il fratello maggiore Bill. Ben presto le visioni iniziano a perseguitare i ragazzi, uniti dalla paura di essere i prossimi a finire su un manifesto. L’intero film può essere diviso in cinque macrosequenze. La scomparsa di Georgie è la prima, seguita dai primi incontri con Pennywise, nelle sue diverse forme. Si passa poi ad un affronto comune che porta, nella quarta macrosequenza, a un cambiamento dei singoli nel loro rapporto familiare. La quinta, infine, è costituita dalla completa evoluzione del gruppo. Il tutto galleggia sulle note di Benjamin Wallfisch, la cui colonna sonora meriterebbe una recensione a parte. Da Every 27 years a Beverly, passando per Georgie’s Theme, si parte dal drammatico per arrivare al terrore vero e proprio.

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Lo stesso autore si è detto stupito dal lavoro svolto dal talentuoso, giovane regista. Stephen King, infatti, ha rivelato di essere rimasto colpito sia dalle doti espressive di Bill Skarsgård (Pennywise, nel film), sia dalla regia di Muschietti. Ciò è inserito in un riadattamento che dà maggior risalto alla minuziosa cura dei personaggi alla base del libro, in primis. In secondo luogo, Pennywise ha acquistato carisma, arrivando al punto di essere desiderato dallo spettatore, più che temuto. Una vittoria caratteriale a discapito di un paradosso emotivo. La più evidente differenza col libro riguarda la collocazione temporale. Anziché partire dagli anni ’60, per arrivare al gruppo adulto ventisette anni dopo, qui si è partiti dal 1988, per arrivare ad un gruppo adulto ambientato ai giorni nostri, nel prossimo capitolo. Altre licenze di sceneggiatura hanno fatto sì che l’ago della bilancia pendesse maggiormente verso il genere horror, con un tocco fantasy ad insaporire l’atmosfera sul finale.

IT è un perfetto equilibrio tra commedia infantile e paura

Il bilanciamento tra commedia e terrore è più che riuscito. Merito soprattutto di un risalto al personaggio di Richard, interpretato da Finn Wolfhard (che già abbiamo potuto ammirare in Stranger Things). In veste di leader dei Losers, si pone in un ruolo di co-protagonista assieme a Bill, riuscendo nell’arduo compito di intrattenere un pubblico di tutte le età, con battute cliché adolescenziali. Un risalto è da sottolineare anche nel personaggio femminile di Beverly, ora interpretata dalla strabiliante Sophia Lillis. Peccato solo per il doppiaggio non sempre all’altezza dell’originale, evidente soprattutto nei personaggi di Stanley e Mike. Bill Skarsgård nel ruolo di Pennywise è ipnotico quanto inquietante. Una scelta più che azzeccata che, finora, sembra aver convinto tutti, dagli addetti ai lavori al pubblico, autore compreso. Come detto, una vittoria caratteriale a discapito di un paradosso emotivo: tutti vogliono vedere Pennywise. Tutti vogliono galleggiare.

Consigliato: a chi ha già avuto a che fare con l’opera e desidera un riadattamento fedele; a chi si approccia per la prima volta alle vicende di Derry.

Trailer:

Cosa dice la critica:

IMDb: 7,8/10
Rotten Tomatoes: 85%

  • Trama
  • Realizzazione
  • Impatto
8.5
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Rosario

Rosario

Emigrato dalla Calabria all'età di due anni, ha lasciato alle spalle la campagna trasferendosi in città. Dovendosi adattare alla nuova lingua, trova nel cinema un mezzo per condividere gusti e opinioni. Predilige fin da giovane il genere horror, trascorrendo interi pomeriggi a terrorizzare il fratello minore. Oggi studia psicologia.