Good Morning, Vietnam (1987) [ClassiCult]

Alla fine del 1987 esce nelle sale americane Good Morning, Vietnam, la prima commedia che riuscì – a dieci anni dalla fine del conflitto – ad essere trasmessa al cinema, raccontando agli americani non solo la storia del cronista di guerra Adrian Cronauer, ma anche una visione decisamente diversa dalle pellicole dello stesso tipo alla John Wayne..
Siamo ancora negli anni della Guerra Fredda e la strisciante censura made in U.S.A. è ancora ben presente: si ai film di guerra (come Rambo e Full Metal Jacket) ma no alle commedie (che avevano un pubblico molto più vasto) riguardo il Vietnam.

L’escamotage è dietro l’angolo, lo sceneggiatore Mitch Markowitz presenta una sceneggiatura generica, senza spunti, lasciando a Robin Williams l’obbligo di improvvisare. Ne viene fuori un capolavoro.

Good Morning, Vietnam è Robin Williams nella sua più folle lucidità.

La trama di Good Morning Vietnam

Il film parla dell’invio del giovane dj Adrian Cronauer a Saigon, nel pieno del conflitto, con lo scopo di risollevare le truppe. La personalità del Disc Jockey è talmente effervescente da trascinarsi dietro non solo le truppe ma anche buona parte del comando americano. Tuttavia i suoi metodi, che corrispondono ad un favoloso dialogo a braccio via radio e all’uso del Rock & Roll, vanno in contrasto con i suoi superiori, anche perché Cronauer – mascherando il tutto con la forza delle risate – racconta la verità.

Good Morning, Vietnam

Il suo “GOOOOD MORNING, VIETNAM!”, sconvolge e ridefinisce le regole del gioco.

Il film

Nel frattempo c’è tempo anche per una spassosa storia d’amore tra lo stesso Cronauer ed una giovane vietnamita della quale si innamora a prima vista. Per conquistarla si finge un maestro d’inglese.

La situazione degenera quando il bar vicino al comando viene fatto saltare dai vietcong, portando la guerra alla sua vera e brutale realtà. Naturalmente a Cronauer viene vietato di diffondere la notizia e naturalmente l’ordine viene ignorato. Con una splendida performance in diretta, il cronista comunica alle truppe dell’attentato, sbeffeggia Nixon ed il senso di una guerra insensata dall’altra parte del mondo.

Good Morning, Vietnam

“Incontriamo notevoli difficoltà a trovare chi è il nemico. Chiediamo alla gente se è il nemico e se dice sì gli spariamo. Trovarci il nemico è come andare a caccia con Ray Charles”.

Good Morning, Vietnam è un film che segue l’anima ribelle del suo protagonista, saltellando sulle note Rock e divenendo comicamente virale: una scheggia impazzita ed irresistibile, che combatte la guerra con la forza dell’ironia e che ci manca profondamente.

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Cosa dice la critica:

7.3/10

82%

 

  • Trama
  • Realizzazione
  • Impatto
8.7
Max

Max

Vivere in un epoca dove i mestieri migliori (archeologo alla Schliemann, filosofo di corte e famoso pirata), non ci sono più, in favore di ben pagate noie, non ci resta altro che sognare. Socrate ed Erodoto ci insegnano che un ottimo metodo sta nel viaggiare, ridere e nutrire l'anima. Il cinema in parte risponde a tutte e tre le necessità in un mix travolgente che sa unire storie, sensazioni, colori ed illusioni in maniera assolutamente dirompente. Penso alla spacconeria negli occhi di Clint, al nichilismo di Allen, alle provocazioni di von Trier ed all'incanto dell'anima di Troisi.