Blackface e censura nelle serie tv: quando è troppo, è troppo!

Enoughisenough

26 giugno 2020, navigando nell’internet un titolo mi salta all’occhio “Netflix e Hulu oscurano un episodio di Community per blackface”. Io, basito, clicco e leggo l’articolo. Finito di leggere ero incredulo, senza parole, paralizzato, come se mi fosse stato tolto qualcosa di mio. Questo perché era una situazione surreale, non potevo credere che una cosa del genere fosse realmente successa. Sembrava di essere in una sitcom.

Ora, per rendervi meglio l’idea, ecco un paio di informazioni sulla puntata in questione:

(stagione 2 episodio 14) – L’episodio in questione era una delle puntate meglio riuscite della serie, dove veniva affrontato un tema non indifferente: il suicidio. In tale episodio i protagonisti aiutavano un loro amico, tramite una partita a Dungeon and Dragons, a sconfiggere l’idea del suicidio. “Ma quindi dove sta il razzismo in questa puntata?” direte voi. Da…nessuna…cazzo…di…parte, la famosa blackface per cui l’episodio è stato oscurato non è altro che Chang (uno dei protagonisti) truccato da elfo oscuro, ovvero un personaggio fantastico. Capite l’assurdità della situazione?

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Era solo la punta dell’iceberg.

Ancora scosso vado a cercare articoli simili e qualche secondo dopo ecco l’altra bomba “3 episodi di Scrubs (“My fifteen seconds”, “My Jiggly Ball” e  “My Chopped Liver”) rimossi da Hulu e Netflix, qua la situazione si fa davvero assurda. Sembrerebbe infatti che tali episodi siano stati rimossi sotto richiesta di Bill Lawrence, ovvero il creatore della serie. Ora, consultandomi con i miei colleghi è saltato fuori, guarda caso, che neanche questi episodi fossero razzisti. Ma la cosa che mi ha fatto venire più i brividi è il fatto che sia stato il creatore a richiedere l’abbattimento di questi episodi. Questo significa che deve aver ricevuto una serie di pressioni e minacce non indifferenti, perché sono sicuro che anche lui sia dell’idea che tutto questo ha dell’assurdo.

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Il colpo di grazia…

Infine, per concludere in bellezza quel dannato pomeriggio di mezza estate, “I Simpsons non assumeranno più doppiatori bianchi per personaggi di colore” e fin qua può anche andarmi bene, a patto che il doppiatore assunto sia bravo e competente come lo sarebbe stato l’altro. Ma il fatto che il doppiatore statunitense, Mike Henry, di Cleveland Brown ne i Griffin si sia dimesso per queste questioni fa gelare il sangue. Credo che siamo tutti d’accordo a dire che quando un doppiatore smette di dare la sua voce ad un personaggio è come se questo perdesse parte della sua “anima”, almeno questo vale per me.

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Perciò, concludendo, secondo me si è di brutto superato il limite, specie parlando di serie-tv comiche. La gente non riesce più a capire cosa ha davanti, alla fine le basta avere un pretesto per indignarsi. La cosa che fa più male è che non credo si fermerà qua questa follia. Nei prossimi anni la situazione è destinata a naufragare ancora di più. Ormai il moralismo più estremo sta diventando la normalità, e così facendo ucciderà gran parte della libertà di espressione e di pensiero, dentro e fuori il mondo del cinema/serie-tv.