JSA – Joint Security Area (2000): “Siamo tutti esseri umani”

JSA – Joint Security Area è un film del 2000 diretto da Park Chan-wook (Old Boy) e interpretato da Lee Byung-hun (I magnifici 7 remake) e Song Kang-ho (Memories of Murder, The Host e Snow Piercer).

La trama di JSA – Joint Security Area

Nella zona demilitarizzata coreana, detta Joint Security Area, due soldati nordcoreani sono stati uccisi e un terzo è rimasto ferito in una sparatoria. Il responsabile è un sergente sudcoreano, rimasto ferito a sua volta. Viene aperta una indagine per ricostruire la dinamica e il movente, ma sia il sergente che il soldato nordcoreano sopravvissuto forniscono due versioni differenti dell’accaduto.

Joint Security Area

Il film

Per chi conosce il cinema coreano, oggi JSA – Joint Security Area spicca per i nomi, già elencati in precedenza. Non solo è il film che ha reso Park Chan-wook famoso sia in patria che all’estero, ma il cast è composto da quelli che oggi sono dei nomi grossi del cinema coreano. È un po’ come dire guardare il cast di Platoon oggi.
Inoltre, il film è ambientato in un luogo molto sofferto della storia recente della penisola coreana, e tuttora è considerato uno dei maggiori punti caldi del mondo.

JSA è un ottimo thriller. Le basi vengono spiegate estremamente bene sin dall’inizio e, come ogni buon thriller, sembra che la soluzione sia a portata di mano… Però… però…
Ecco quindi che la narrazione inizia a rimbalzare dal presente al passato, mostrando quando sia noiosa, ripetitiva e insostenibile, la vita di un soldato di pattuglia su un confine demilitarizzato.
Da entrambi i lati si teme un’invasione, un attacco improvviso e violentissimo, che non arriva mai. E dalla tensione e la paura per un nemico sconosciuto, si giunge al sonno e alla ricerca di distrazioni.

Ad avvelenarci non è “l’altro” ma l’ideologia e la politica

In una situazione presa con troppa leggerezza, un soldato si ritrova con un piede su una mina e nessuno che possa aiutarlo. Verrà salvato poi dal più inaspettato e terribile nemico. Ecco quindi che un gesto di umanità, tra due soldati di due fronti, pone le basi di un improbabile scambio di messaggi e di incontri, che da entrambi i lati viene visto come l’unica occasione che i rispettivi paesi abbiano mai avuto per deporre l’ascia di guerra.

Joint Security Area parla di umanità, di guardare in viso l’ignoto dietro il volto di un nemico di cui non sai niente e che è uguale a te. Non mancano i momenti di tensione e di confronto sulle rispettive ideologie, ma tutto si appiana se ci si scambia una sigaretta, si gioca a carte o si parla delle propri amori lontani e delle aspirazioni che ci portiamo dentro. Ad avvelenarci non è “l’altro” ma l’ideologia e la politica.

Joint Security Area

Le interpretazioni lasciano già trasparire la forza sia della regia che degli interpreti: tutte le vicende vengono rappresentate con naturalezza o con estrema tensione. Un occhio di riguardo alla fotografia e ai tempi delle vicende, che riescono a rafforzare quei momenti duri o intimi in cui si plasma la nuova visione del mondo di questi soldati.

Piccola curiosità: Tarantino ha inserito Joint Security Area in una sua lista di film preferiti. Nella lista compaiono anche i già citati (e recensiti) Memories of Murder e The Host e tutti e tre hanno Song Kang-ho come interprete. Coincidenze? Qui sotto il video:

Joint Security Area, nonostante sia quasi un’opera prima, tratta un tema forte in maniera matura e senza andarci leggeri.

Purtroppo il film non è mai stato distribuito in Italia ed è recuperabile in lingua originale con sottotitoli o in lingua inglese.

Consigliato:

…se avete una certa umanità e sensibilità verso il prossimo.

Sconsigliato:

…se il film deve essere doppiato per forza di cose.

Trailer:

Dove recuperarlo:

Da qualche parte in streaming…

Cosa dice la critica:

imdb 7,8/10
rottentomatoes 77% – 91%

  • Trama
  • Realizzazione
  • Impatto
8.7
Lorenzo

Lorenzo

Cresciuto come tanti bambini degli anni '90 a pane e film di Bud Spencer, da sempre ama il cinema in tutte le sue forme. Programmatore di giorno e videoamatore a tempo perso, negli ultimi anni ha iniziato a detestare il cinema Americano da Blockbuster (salvo sporadiche eccezioni) e ad apprezzare i decisamente poco blasonati film orientali moderni. È finito che non ha più amici da invitare a casa per un film: preferiscono drogarsi.