Tirannosauro (2011): un gigante passato in sordina

Sapete, no? Quei film che scovi per sbaglio, magari cercando tutt’altro. Film che ti colpiscono anche solo per il titolo, per la locandina. Un enorme scheletro di tirannosauro sotterrato. Sulla superficie due alberi, nel mezzo un uomo con una pala. In alto a destra, tra i riconoscimenti, “Sundance World Festival 2011“. C’è chi passa prima dal trailer (per chi vuole è in fondo), ma ho evitato pure quello. E pensando di divorarlo, mi sono reso conto che quello ad essere divorato, lentamente, ero io.

La trama di Tirannosauro

Un uomo, vedovo e disoccupato con problemi di alcolismo, è afflitto da una forte rabbia che lo porta verso l’autodistruzione. Tocca il culmine quando in un impeto improvviso uccide a calci il suo cane. L’incontro con una donna potrebbe essere l’ultima occasione per cambiare vita.

Il film

Già dalla trama si intuisce l’essenza drammatica della pellicola. Se siete alla ricerca di un film spensierato ed allegro, allora avete sbagliato titolo. Tirannosauro è un film girato con pochissimo budget, indipendente, per nulla scadente. Titolo d’esordio del regista Paddy Considine, il T-rex gli ha fatto guadagnare tre premi al Sundance del 2011 e altrettanti al British Independent, tra cui miglior film.

Sì, ma perché Tirannosauro?

Ora. Forse vi starete chiedendo “perché Tirannosauro?”. Ebbene il film una risposta ce la dà, ma dovrete aspettare, ed è difficile arrivarci per supposizioni. È intuibile invece che il gigante giurassico in sé, quello che tutti abbiamo temuto in Jurassic Park, nella trama c’entra gran poco. Forse la prima idea che ci facciamo è quella di una selvaggia brutalità, che unisce le vite di tre protagonisti. Joseph (Peter Mullan, lo “Swanney” di Trainspotting), il personaggio principale, che giudichiamo dalla primissima scena come alcolizzato e violento. Hannah (Olivia Colman), commessa fermamente cattolica, maltrattata dal marito. E James (Eddie Marsan, l’ispettore Lestrade di Sherlock Holmes), spietato marito di Hannah.

tirannosauro

Il film, attraverso le vicende dei protagonisti, ha la capacità di recarci imbarazzo. Lo fa senza l’utilizzo di artifizi, raccontando la cruda realtà di ciò che è possibile. Estremo, ma perfettamente possibile. Noi da spettatori impariamo a conoscerli, e di conseguenza ad immedesimarci nelle vite di ognuno. Acquisiamo di volta in volta diversi punti di vista, trascinati da un dramma che di volta in volta peggiora. È una pellicola senza buoni o eroi, costituita unicamente da villain, eccetto un bambino. Ma l’innocenza è solo l’eccezione che conferma la regola.

Consigliato a:

chi non giudica un film dai soldoni spesi in effetti speciali (perché non ce ne sono); chi è senza peli sullo stomaco

Sconsigliato a:

chi è facilmente impressionabile dalla violenza

Trailer:

Dove recuperarlo?

just watch
Cosa dice la critica:

7,6/10

83% – 84%

  • Trama
  • Realizzazione
  • Impatto
8.4
Rosario

Rosario

Emigrato dalla Calabria all'età di due anni, ha lasciato alle spalle la campagna trasferendosi in città. Dovendosi adattare alla nuova lingua, trova nel cinema un mezzo per condividere gusti e opinioni. Predilige fin da giovane il genere horror, trascorrendo interi pomeriggi a terrorizzare il fratello minore. Oggi studia psicologia.