Trainspotting 2: dipendenti dal passato

In Trainspotting 2, a 20 anni dal giorno in cui scappò con tutti i soldi di un grosso colpo, Rents torna a Edinburgo e riallaccia i rapporti con i vecchi amici. Le cose non sono cambiate poi molto…

Sono passati davvero vent’anni da quelle corse lungo le strade di Edimburgo. Venti da “Lust for Life” e “Born Slippy“, venti dagli eccessi di un gruppo di drogati, venti da “choose life…”. Eppure ecco di nuovo qui la compagnia al completo in Trainspotting 2.

Avevamo lasciato Rents (Ewan McGregor) in fuga con un malloppo rubato ai suoi amici dopo aver “scelto” la vita che aveva sempre criticato. È cresciuto, non si droga più (forse), ma torna nella città della sua giovinezza. Un’infarto, un lavoro inconcludente, la voglia di trovare un modo per stare a galla. Certo il primo approccio con i vecchi amici che aveva tradito non è dei migliori. Spud (Ewen Bremner) è rimasto un tossico, Sick Boy (Jonny Lee Miller) si è dato ai ricatti pornografici e Begbie/Franco (Robert Carlyle) è rinchiuso in galera da vent’anni.

In Trainspotting 2, Danny Boyle riprende il film che l’aveva fatto conoscere al grande pubblico e cerca di aggiornarlo ai tempi, puntando più all’effetto nostalgia che alla ripresa delle vecchie tematiche. O forse no? Il gruppo di antieroi di Trainspotting ben interpretava una situazione sociale, quella della tossicodipendenza. Ma anche un tentativo di anticonformismo che rimaneva solo sulla carta.

trainspotting 2

Trainspotting 2 prende alcune tematiche e le evolve.

La dipendenza del nuovo secolo non sembra essere più l’eroina, ma è il passato stesso. I personaggi di questo sequel vivono di nostalgia, di passato. Lo stesso Spud, rimasto un fedele tossicodipendente, riesce a superare la sua “malattia” sostituendo l’eroina con la narrazione degli episodi della giovinezza. Ricordare il passato è davvero la nuova eroina? Sembrerebbe proprio di si, e una breve riflessione sull’argomento è proprio riservata al nuovo personaggio femminile di Veronika (Anjela Nedyalkova).

Boyle limita a questo la morale del film. Non vuole provare a dire nulla di più, probabilmente perchè sa che a questo punto ritornare ai discorsi di vent’anni fa risulterebbe ipocrita fuori contesto. Ciò non è un male. Il tuffo nel passato funziona. I personaggi sono davvero perfetti, di nuovo. Gli ammiccamenti al film precedente funzionano e non sono per nulla pesanti. L’idea di rivedere dei vecchi amici che tentano di stare a galla nella modernità con vari escamotage è vincente, funziona. Si può dire quel che si vuole, ma Danny Boyle non ha perso il talento, ricalca il vecchio stile da videoclipparo, si imita, ma a volte crea delle scene incredibili (su tutte quella nel cesso della discoteca è geniale) o semplicemente divertenti.

Forse è un peccato che ci si sia ispirati così poco al romanzo vero sequel di Trainspotting (Porno, di Irvine Welsh), ma anche questa storia originale, che prende spunto sia da quel libro che dall’originale Trainspotting, funziona molto bene. Grande prova del cast (con Robert Carlyle sempre mitico) e di nuovo una grande colonna sonora (con graditi ritorni).

PS: torna il discorso di culto “scegli la vita…”, aggiornato ai tempi, ma abbastanza slegato dalla trama principale.

Voto: 8,0

Per saperne di più

Aaron

Aaron

Laureato in Scienze storiche all'Alma Mater di Bologna e smanettone informatico, ma da sempre appassionato di cinema. È un vero onnivoro e non c'è genere che non apprezzi. Primo film visto al cinema: Jurassic Park. Film preferito: Harry ti presento Sally.