Black Mirror 4: cosa ho appena visto?!

Black Mirror ci aveva conquistati stagione dopo stagione e noi ne avevamo parlato qui. Da quando era approdato su Netflix nessuno ne era rimasto immune. Le sue storie sulla tecnologia – capaci di tenerti incollato allo schermo e allo stesso tempo farti riflettere per giorni interi – erano il punto forte dello show. Con l’annuncio della quarta stagione si erano create delle grandissime aspettative.

Ricordate quella volta dopo aver visto Shut up and dance – con Bronn de Il trono di spade e James di The end of the f***ing world (Jerome Flynn e Alex Lawther) – di come siete corsi a coprire con un post-it la telecamera del vostro laptop? Ricordate anche la volta prima con Nosedive quando avete provato a pagare in social rating il cassiere del supermercato? Ma soprattutto, riuscite a ricordarvi il senso di angoscia che vi hanno lasciato episodi come The National Anthem e White Bear? Benissimo.

Dimenticate tutto.

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Cosa è successo a Black Mirror?

Su sei episodi ce ne aspettavamo almeno uno che fosse all’altezza dei precedenti. Invece, contro ogni previsione, quasi nessuno si avvicina minimamente ai livelli dei precedenti e con enorme sorpresa, alcuni sono ben lontani del tema principale su cui si basava la serie: la tecnologia.

Il concetto del trasferimento di coscienza l’avevamo conosciuto in White Christmas, lo speciale natalizio con Jon Hamm e Oona Chaplin del 2014, dove la coscienza di Greta veniva trasferita in un controller destinato a gestire la sua smart house. USS Callister (4×01) e parte di Black Museum (4×06) utilizzano lo stesso trasferimento di coscienza in due modi diversi. Il primo avviene attraverso la riproduzione del DNA all’interno di un videogioco dalla realtà aumentata. Il secondo ne racchiude due a sua volta: attraverso l’esportazione diretta della coscienza da una persona a un’altra e addirittura la sua sopravvivenza eterna.

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Hang the DJ (4×04) ha come protagonista un sistema virtuale di dating dalle regole severe, con una svolta inaspettata e il finale alla San Junipero.
Arkangel (4×02) e Black Museum sono quelle che si avvicinano di più a quello che era in origine lo stile di Black Mirror, senza però lasciare quel senso di profonda inquietudine caratteristico di ogni episodio.
Crocodile (4×03) ci pone di fronte ad un chip di archiviazione dei ricordi simile a quello di The Entire History of You (1×03), ma rispetto allo svolgimento della trama è qualcosa di decisamente irrilevante. Metalhead (4×05) è il più noioso. 40 minuti di nulla cosmico in bianco e nero con dei cani-robot sguinzagliati dietro l’unica protagonista (no, non c’è nessun contesto).

La fine è vicina?

Nonostante le grandi premesse e i grandi nomi dietro gli episodi (Jodi Foster fra tutti), la nuova stagione di Black Mirror certamente delude. In tutto questo tempo sembra che gli sceneggiatori abbiano brancolato nel buio e per sopperire alla mancanza di idee abbiano rielaborato vecchi stralci di sceneggiatura, con parodie al limite del ridicolo (vero USS Callister?) e dei risultati scadenti.

Onestamente non la rinnoverei. Se le premesse sono le stesse di questa stagione, o peggio, lascerei tutto così com’è, senza compromettere ancora di più la sua qualità.

 

  • Trama
  • Realizzazione
  • Impatto
5,8
Ilaria

Ilaria

Figlia di quegli anni '90 che hanno partorito le boyband, ma anche Twin Peaks. Cinefila in erba, musicista di giorno e divoratrice di serie tv la notte