I Kill Giants (2017): il film Netflix tratto dall’omonimo fumetto

Presentato al Toronto International Film Festival 2017, I Kill Giants, adattamento live-action dell’omonimo fumetto edito in Italia da Bao Publishing, è ora disponibile su Netflix.

La trama di I Kill Giants

Barbara (Madison Wolfe) è una ragazzina solitaria dal sarcasmo pungente, che la rende agli occhi di insegnanti e compagni difficilmente gestibile. Ma Barbara nasconde un segreto: è una cacciatrice di giganti, e nulla deve distrarla dal suo compito.

Il film

I find Giants. I hunt Giants. I kill Giants.

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Diretto da Anders Walter, I Kill Giants è un film che può essere inscritto nel genere dei fantasy/thriller drammatici (come Il Labirinto del FaunoThe Hole, Le Cronache di Spiderwick e Un Ponte per Terabithia), che tratteggiano un dramma sociale o familiare dei giovani protagonisti, in stile Amblin, mescolandolo a toni fantasy, in alcuni casi utilizzandolo solo come metafora, altre volte rendendo reale quella fantasia.

Barbara è una ragazzina asociale con un intero mondo (dai fratelli in casa a insegnanti e studenti a scuola) che non comprende la sua missione, non crede nella sua forza, non capisce la sua dolcezza e non vede il suo dolore. Così si sviluppa silenziosamente un dramma giovanile, mentre qualcosa si sta preparando ad attaccare…

I Kill Giants ha il pregio di essere un perfetto adattamento del fumetto a cui si ispira (essendo la sceneggiatura dello stesso Joe Kelly, autore del fumetto), valorizzando ulteriormente la storia con l’effetto cinematografico.

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Se non avete letto il fumetto, I Kill Giants non è quello che pensate possa essere e nemmeno quello che pensate non possa essere

L’ottima regia e fotografia, insieme a degli effetti visivi dosati con furbizia, conducono lo spettatore in un viaggio ambiguo tra realtà e fantasia con ritmo lento e suspense, insieme ad un’incredibile interpretazione della giovanissima Madison Wolfe e una sempre brava Zoe Saldana.

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Un film, e un fumetto, che emoziona e colpisce per le tematiche forti trattate con la giusta poesia e semplicità, una storia di crescita personale, che mette di fronte al giovane (e ricorda all’adulto) la verità sul dolore e sulla vita, dando quella spinta necessaria ad affrontarlo…

L’infinitamente piccolo che affronta l’indescrivibilmente grande urlandogli contro con tutto il fiato in gola

 

Giants Spoilers & riflessioni by Marco

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Ci sono molti modi di affrontare un dramma. Alcuni affogano i dispiaceri nell’alcol, altri cercano di distrarsi tenendo il cervello impegnato in altro, altri ancora trasformano quel dramma in una creatura antica e colossale e le danno la caccia.

I Kill Giants è una storia già vista, il dramma visto da occhi innocenti, le contromisure del cervello per affrontare la sofferenza. Con una sapiente capacità di dosare gli indizi, una fotografia pazzesca e un’attrice davvero brava, riesce però a differenziarsi rispetto a film simili. Viene introdotta una componente quasi “thriller”, che ne migliora l’esperienza visiva e supporta la trama principale con dettagli impercettibili ma funzionali.

Il cielo sempre grigio quando è presente Barbara, i luoghi deserti nei quali solo lei è presente, un fitto bosco nel quale andare a caccia del proprio demone, ma sempre senza risultato. Sono tutti ottimi modi per sottolineare la solitudine e il dolore non realizzato, che si insidiano nel cuore della piccola ammazza giganti.

Lo stesso cuore, simboleggiato dalla borsa, racchiude in sé l’arma per superare il muro creato dalla mente per proteggerla dalla sofferenza. E quale arma è più adatta per infrangere muri, se non un martello gigante che Mjöllnir scansati?

Per tutto il film Barbara è consapevole che Covaleski, l’unica arma per sconfiggere i giganti, vada usato nel momento giusto. Limitarsi a cercare di sconfiggere i nostri demoni non basta per uscire dal dolore. Dobbiamo riuscire a capire che il dolore fa parte di noi, dobbiamo accettarlo.

Nonostante Barbara si impegni nel tenere la città al sicuro, gli antichi mostri continuano a tornare, a minacciarla. Perché in fondo non sono loro i veri nemici da sconfiggere. L’accettazione è il vero cattivo di questo film e, soprattutto per una ragazzina della sua età, accogliere il dolore è un’impresa titanica.

Soltanto quando avremo abbracciato la nostra sofferenza potremo salire le scale che ci portano nella stanza della realtà. Senza giganti, senza oscuri presagi: solo noi e la fonte delle nostre paure che, nel caso della nostra eroina occhialuta, è la malattia della madre. Quell’orrore che si cela in quella camera da letto, troppo potente per essere affrontato, tanto spaventoso da farci rintanare nello scantinato. Un peso troppo grande da sopportare, grande come un gigante.

Ed è proprio dalle battaglie più difficili che si imparano le lezioni più importanti. Con le parole del titano, Barbara riesce finalmente a rompere quel muro di negazione: “Tutto ciò che vive in questo mondo muore. È per questo che bisogna lottare e vivere con gioia, vivere l’attimo intensamente senza avere timore della fine. Negare questo è negare la vita stessa.”

Con queste parole nel cuore, la nostra mini Thor riesce a compiere un passo enorme per una persona della sua età: riesce a guardare in faccia al dolore, alla morte stessa della madre. Affronta quel momento difficile che, prima o poi, tocca ad ognuno di noi e lo supera con un coraggio che solo gli eroi più forti hanno. Dopotutto, ci sono momenti in cui devi chiedere a te stesso: “Voglio vivere la mia vita da codardo o da guerriero?” e anche lei, alla fine, ha scelto.

Consigliato a: coloro che apprezzano i film indipendenti, i film drammatici e i fantasy.

Trailer:

Dove recuperarlo?

È su Netflix. Corri.

Cosa dice la critica:

i kill giants imdb  6.2/10

i kill giants rotten tomatoes 80%

  • Trama
  • Realizzazione
  • Impatto
8.3
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Luke

Luke

Solitamente si fa chiamare Luke (ha proprio fantasia da vendere eh). La passione per il cinema lo accompagna dall'adolescenza, da quando curioso su cosa ci fosse oltre lo schermo si è appassionato anche di scrittura