3 Febbraio, 2020

Odio l’estate: 13 citazioni dei film di Aldo Giovanni e Giacomo che forse vi siete persi

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ATTENZIONE ATTENZIONE!

Se non hai ancora visto il film, evita la lettura di questo articolo poichè conterrà spoiler! Se invece lo hai già visto, leggi qui la nostra recensione completa. Se sei arrivato infine a questo articolo, vuol dire che sei un vero e proprio guru dell’amore, quasi come Ferradini!

Partiamo subito dunque con le 13 citazioni in Odio l’estate dal trio e da Massimo Venier!

Apertura e chiusura

La scena iniziale di Aldo seduto in carrozzina si chiude a fine film con il canestro direttamente dalla sedia a rotelle. La modalità di quella scena è la stessa di apertura e chiusura di Chiedimi se sono felice. Uno sul palco, l’altro sul palcoscenico della pallacanestro.

La pallacanestro

Aldo appunto apre il film con una partita con se stesso a pallacanestro. “Mandatemi gli agenti Brioschi e Rezzola”. Ed è subito 3 contro 3 con la municipale. Chiedimi se sono felice?

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A proposito di forze dell’ordine…

A seguito del disguido sulla prenotazione della vacanza, i tre finiscono dal maresciallo Michele Placido a discutere sul misfatto. Luce soffusa, tapparelle abbassate, clima quasi un po’ da…gangster americani!

La malattia di Aldo

Per tutta la durata del film Aldo nasconde alle famiglie un segreto. Non un’amante, non un anello di ddiamanti, bensì una malattia terminale. Il tema della malattia è il movente che permette la risoluzione di Chiedimi se sono felice, con la conseguente discesa nel profondo sud dei litiganti Giovanni e Giacomo, al fianco di Marina.

L’ospedale

Proprio a seguito della malattia, Aldo viene ricoverato in ospedale. Niente maglia di Ronaldo, ne purtroppo di Sforza. Niente 4cc di placebo ne professoroni, effettivamente lì il fan service sarebbe stato eccessivo.

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La quadratura del cerchio

Le manie e la gestualità di Giovanni ne hanno da sempre caratterizzato i personaggi. Dopo pantegane e topi morti, questa volta è il turno dei cerchi. Meticolosi, precisini. Giovanni.

Cane + macchina = ?

Ad un certo punto del film la moglie di Giacomo fa un piccolo incidente con la macchina. La microtensione di quei frame in sala ci ha fatto subito pensare ad un cane investito, un po’ per sbaglio come successo con Ringhio. Per fortuna nessun “cane più bello del mondo” viene coinvolto, bensì solo uno specchietto laterale. Così è la vita!

Cane + scarpata = ?

Brian è il cane scomparso di Aldo. I 3 sono alla ricerca disperata del labrador. La stessa li spinge fino ai piedi di una scogliera. Il cane viene ritrovato abbastanza agevolmente e in dolce compagnia, ma un po’ tutti avremmo voluto scendere, salire, rocce franabili, developparci e arrotarci.

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Il viale alberato

Per andare in cerca di Brian, i 3 prendono un viale alberato con la macchina. In Puglia. Al suo termine non c’è un suocero con un fucile a pompa, bensì il povero cane scomparso. Anche se quel brividino lì ci è salito…

Ciao Carlo e grazie del Garpez!

Qualche cespuglio

Prima del viale alberato ci sono diversi cespugli. Una strada nel bosco, non una via principale. Non so, ci ha ricordato tanto la fuga in macchina in Così è la vita prima dell’incidente, voi che dite?

Subaru SW

Aldo, Giovanni e Giacomo sono “separati” per gran parte del film. La ricerca del cane prima e del figlioccio di Giacomo poi, spinge i capifamiglia a viaggiare molto, su e giù per l’Italia. Aldo come sempre non guida, la nostalgia è tanta, le lacrime pure. Le citazioni sarebbero tante; un vaffanculo, un non ce la faccio troppi ricordi, o una Subaru Baracca. Il sentimento è sempre quello.

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Quella colonna sonora…

Capossela, Silvestri, i Negrita e oggi Brunori Sas. Ebbene questo cantautore di Cosenza ci ha conquistati più di Massimo Ranieri, sarà interessante seguirne il percorso. Anzi, a fine febbraio parte il suo tour, trovate le date e i prezzi qui!

Ce la giochiamo a pallone, Italia -- Marocco!

Tutti abbiamo provato almeno una volta a replicare in spiaggia il tuffo a volo d’angelo di Aldo aka Rolando (i capelli del figlio ci hanno ricordato proprio tanto il Rolando dell’Inter di Mai Dire Gol). A quella scena la sala era divisa in tre. Chi piangeva, chi rideva, chi urlava al miracolo. Grazie ragazzi. Ben tornati.

E per i più nostalgici, eccovi la scena completa. Così potete rigustarvi il gesto atletico della rovesciata. Che belle citazioni, ma intanto come abbiamo fatto a perdere 10 a 3?