Trainspotting (1996): scegliete…la vita?

Trainspotting è il film che rese celebre il regista Danny Boyle, nonché la sua seconda pellicola. É tratto dall’omonimo romanzo di Irvine Welsh, che fa anche una comparsata nel film (è lo spacciatore di supposte di oppio).

La trama de Trainspotting

Rent, Spud e Sick Boy sono tre ragazzi dipendenti dall’eroina che, tra tutte le seccature che questa dipendenza comporta, tentano di tirare avanti alla meno peggio. E poi c’è Begbie, che dell’eroina non vuole saperne, perché a lui basta farsi qualche bicchiere e scatenarsi in una qualsiasi rissa a portata di pugno. Attraverso gli occhi dei nostri protagonisti scopriamo un mondo che ci riguarda tutti, eroinomani o no.

trainspotting

Il film

Trainspotting è tante cose, riassumerle è davvero un compito difficile che proveremo comunque a fare. A prima vista verrebbe da dire che si tratti principalmente di un film sull’eroina, cosa non del tutto errata, ma limitarci a questa considerazione sarebbe sbagliato.

Possiamo chiederci che cosa rappresenti l’eroina nel mondo che ci viene presentato. Rappresenta soprattutto la ricerca del piacere. Non di un piacere sereno, bensì di un’ondata di godimento abbastanza violenta da riuscire a contrastare una desolazione quotidiana insopportabile.

Quale desolazione?

Siamo cresciuti col mantra del “chi si droga è un debole”. Comodo, no? Così la tossicodipendenza non diventa più sintomo di un malessere anche sociale, ma rimane espressione di una “disfunzione” puramente personale.

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È soprattutto il personaggio di Rent a rivelarci qual è la desolazione da cui vuole fuggire. Si tratta di una desolazione che prende vita soprattutto nella sua famiglia. Il pranzo con la televisione accesa che parla al posto loro; l’eccitazione per l’acquisto di un nuovo elettrodomestico che distrae dai problemi imminenti; quella strana serenità sul viso di sua madre che però nasconde un’infelicità troppo dura da ammettere.

“Chi ha bisogno di ragioni

quando ha l’eroina?”

È con questa potente domanda che si conclude il famoso monologo iniziale. Volendo potremmo dire che Trainspotting sia, paradossalmente, una serie di ragioni per non scegliere l’alternativa all’eroina. Più volte nel film, infatti, il mondo esterno ai protagonisti – quello degli “adulti responsabili”, per intenderci – non appare così diverso dal loro. Se è vero che Rent fa uso di eroina, è anche vero che sua madre abusa di Valium.

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Ecco quindi che, anziché abbracciare l’ipocrisia dei suoi genitori – i quali, citando Thoreau,  “hanno vita di quieta disperazione”Rent decide di portare all’estremo quel malessere.

Il senso di tutto questo può essere spiegato chiaramente da un’affermazione dello scrittore David Foster Wallace che, parafrasandolo, ci dice: se le scelte di alcune persone vi sembrano estreme, è solo perché non capite che l’alternativa sarebbe ancora peggiore.

“Scegliete la vita”

L’ironica esortazione “scegliete la vita” si sta quindi riferendo ad una vita che in verità non è troppo diversa dalla morte a cui Rent e i suoi compagni rischiano di andare incontro.

Il mondo di Rent, Spud e Sick Boy risulta infatti speculare a quello dei loro genitori. Da una parte abbiamo eroina che scorre nelle vene, crisi d’astinenza e vagabondaggio; dall’altra abbiamo invece Valium, le luci accecanti dei centri commerciali, delle televisioni e i lobotomizzanti quiz televisivi.

In conclusione

La vita, in Trainspotting, è una terza via che non viene realmente menzionata. Se c’è un messaggio in questo film, si tratta proprio di questo: non puoi scegliere quello che non conosci. E se quello che conosci ti fa ribrezzo, è ovvio che sceglierai una via alternativa.

P.s. A scanso di equivoci: Don’t try this at home 😛

Consigliato a: chi vuole approfondire il tema del disagio sociale, soprattutto quello legato alle dipendenze

Trailer:

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Dove recuperarlo?

just watch

Cosa dice la critica:

8,2/10
90%

  • Trama
  • Realizzazione
  • Impatto
10.0
Jacopo

Jacopo

Amante della filosofia e del cinema. Specialmente dei drammi in cui nascondi il singhiozzo ma poi ti esce col rinculo e si sente il doppio. Registi preferiti: Alexander Payne, Wes Anderson e Noah Baumbach. Film preferito: Will Hunting.