Payback (1999): La questione di principio spiegata da Mel Gibson

Payback – La rivincita di Porter è un film del 1999, di Brian Helgeland con protagonista Mel Gibson, prima punta d’avanti a Kris Kristofferson, Gregg Henry, Maria Bello e la sempre splendida Lucy Liu.

La trama di Payback:

Porter, Val e Lynn sono tre criminali dediti al furto violento. Dopo l’ennesimo, spettacolare, colpo però Porter (Mel Gibson) viene imbrogliato dal complice e dalla moglie, che gli spara convinta di ucciderlo. Purtroppo per loro guarisce, ha la vivida convinzione di vendicarsi e, soprattutto, riprendersi i soldi (70mila dollari e non uno di più, sia chiaro).

Payback

Il Film

In una Chicago sporca e cattiva, sostenuta anche dalla azzeccatissima scelta fotografica di mantenere un tono freddo, sguazzano criminali di ogni genere, tra questi il trio formato da Porter, la moglie eroinomane Lynn e l’amico di sempre Val. Come nelle più belle storie d’amore il Lancilotto di turno seduce Ginevra ed assieme cercano di fregare Artù. Nel primo momento questo funziona, Porter viene colpito più volte dai colpi di Magnum e lasciato agonizzare a terra ma, mentre i due se ne vanno con il malloppo (ben 140mila dollari) il buon Mel Gibson si riprende.

“Non molte persone conoscono il prezzo della loro vita. Io si. Settantamila dollari. Questo è ciò che hanno tolto a me e questo è ciò che mi riprenderò”

Porter è intenzionato a riprendersi i soldi e ricominciare una nuova vita, tuttavia dovrà vedersela con una città corrotta e crudele almeno quanto lui, prima di poter mettere le mani sui suoi veri nemici. Payback ci propone un Mel Gibson un po’ “Arma Letale”, un po’ “Ransom – il riscatto” ed anche un po’ Maverick vista la trama da Western urbano nella quale recita il suo pungente umorismo.

Payback

Brian Helgeland, regista e sceneggiatore norvegese, premio oscar con L.A. Confidential e scritturatore tra gli altri di Mystic River, ci presenta una trama verosimile con un cast azzeccato e tutto nella parte dell’antieroe (non risulta infatti esistere anima pia in alcun angolo), forse ad oggi più digeribile che vent’anni fa quando uscì.

“Le vecchie abitudini sono dure a morire, se non le elimini tu.. ti eliminano loro”

Frasi ad effetto, mafiosi senza scrupoli, poliziotti corrotti, prostitute d’alto (e pure basso) borgo, musiche, luci e fumi di sigarette da noir: tutto questo è Payback, pellicola che sa tenere bene per tutti i 100 minuti di durata, durante i quali Mel Gibson semina morte sui marciapiedi di una Chicago impassibile, sostenuto dalla nostra approvazione, ma non da quella dell’Organizzazione, la potente lobby della mafia cittadina. Insomma, un film che non stanca, non invecchia e a parer mio, continua a rimanere tra i migliori del genere, seppur non particolarmente considerato dalla critica.

Payback

Consigliato a chi:

A chi piace il genere “rivincita senza scrupoli” e quel bel faccione serioso di Mel (di cui abbiamo scritto anche QUI). Volendo completare l’opera è da vedere il film al quale fa riferimento: Senza un attimo di tregua (Point Blank) di John Boorman (1967).

Trailer:

Dove recuperarlo?

just watch

Cosa dice la critica:

7,1/10
54% Tomatometer – 69% Audience

 

  • Trama
  • Realizzazione
  • Impatto
8.7
Max

Max

Vivere in un epoca dove i mestieri migliori (archeologo alla Schliemann, filosofo di corte e famoso pirata), non ci sono più, in favore di ben pagate noie, non ci resta altro che sognare. Socrate ed Erodoto ci insegnano che un ottimo metodo sta nel viaggiare, ridere e nutrire l'anima. Il cinema in parte risponde a tutte e tre le necessità in un mix travolgente che sa unire storie, sensazioni, colori ed illusioni in maniera assolutamente dirompente. Penso alla spacconeria negli occhi di Clint, al nichilismo di Allen, alle provocazioni di von Trier ed all'incanto dell'anima di Troisi.