Kill Bill vol.1 & 2 (2003) [ClassiCult]

Cult indiscusso nella filmografia di Quentin Tarantino, la storia di Kill Bill si articola in due puntate uscite a un anno di distanza.

La trama di Kill Bill

Una banda di criminali (la Squadra Assassina Vipere Mortali) irrompe durante le prove di un matrimonio, sparando a tutti i presenti, sposi compresi. La sposa ridotta in stato vegetativo, riesce a uscire dal coma dopo quattro anni. Inizia così la sua vendetta, che la porterà a scontrarsi coi cinque carnefici. L’obiettivo principale non può che essere il capo: Bill.

Il film

Potrei parlare delle origini. Di quando, sul set di Pulp Fiction, Uma Thurman e Tarantino gettarono le prime basi della caccia a Bill, sbronzi. Potrei parlare di precisione. Del fatto che La Sposa (Beatrix per gli amici), impiega cinque minuti esatti per sconfiggere gli 88 folli, seguaci di O-Ren. E, ancora, potrei parlare di piedi, che calzano sempre affiancati a Tarantino. Il punto è che da qualsiasi prospettiva decidessi di prenderla, un’analisi di Kill Bill non sarà mai abbastanza. 243 minuti pensati per un unico film, in seguito diviso in due volumi, usciti a un anno di distanza. Dieci capitoli, più prologo ed epilogo, divisi a metà con plot twist nel mezzo. L’intreccio studiato per non lasciare nulla alle supposizioni – eccetto un episodio, la bambina di colore che assiste alla morte della madre, Vernita Green, a cui viene data la possibilità di vendicarsi. Sono solo alcuni degli elementi che fanno di Kill Bill una storia memorabile.

Omaggio alla cultura orientale, le vicende dei film si articolano tra le isole nipponiche e gli Stati Uniti. È a Okinawa, infatti, che La Sposa (Uma Thurman) riceve la sua celebre katana, frutto del talento di Hattori Hanzo. È a Tokio, invece, che la stessa affronta O-Ren e i suoi 88 folli. Col personaggio di Pai Mei, poi, ci spostiamo in Cina. Storico guerriero fuggito dall’incendio al Tempio Shaolin a metà del 1600, è ripreso nella pellicola come maestro della Sposa. Un missaggio geografico e culturale, che converge nella struttura della protagonista rendendola quasi una super-eroina per doti e ostentazione.

Per comprenderne le gesta non serve andare lontano, basta il titolo

Ma per arrivare a Bill, l’uomo che ordinò la strage durante le prove del matrimonio di Beatrix, lei deve prima misurarsi coi restanti componenti della Squadra Assassina Vipere Mortali (D.V.A.S.).

kill bill

In ordine di apparizione: Vernita Green (Vivica A. Fox). Attende il ritorno della figlia da scuola, e mai si sarebbe immaginata che alla porta di casa sua (Pasadena, California) bussasse la Sposa, dopo quattro anni. Guarita dal coma causatogli da una pallottola in testa, Beatrix ha stilato una death list e Vernita occupa la prima posizione. Ciò che invece la Sposa non si aspetta è l’arrivo della figlia, che viene risparmiata. Molte speculazioni sono state fatte in rapporto a questo personaggio, e alla sua ipotetica vendetta in un terzo capitolo. Tarantino è risultato altalenante nelle dichiarazioni, anche se ha lasciato presagire che un ulteriore seguito è improbabile.

Poi abbiamo Elle (Daryl Hannah). Ha perso un occhio dopo aver mancato di rispetto il maestro Pai Mei (che già di suo odia gli americani, figuriamoci). Fa visita a Beatrix quando ancora è in via di guarigione su un lettino d’ospedale. La ragione? Iniettarle un veleno mortale e scongiurarne il ritorno.

O-Ren (Lucy Liu) è uno dei personaggi più approfonditi e – a mio parere – affascinanti nella pellicola. Alla sua caratterizzazione sono dedicate scene animate a cura di Production I.G, studio d’animazione giapponese famoso per Ghost in the Shell. Attraverso queste arriviamo a comprendere il suo passato.

È spalleggiata da 88 guardie (gli 88 folli) munite di katana

Negli anni ha raggiunto i vertici della malavita a Tokyo, roba che nella Yakuza in confronto c’è gente perbene.

Passiamo così al volume due e all’approfondimento del personaggio di Budd (Michael Madsen), fratello di Bill. A volta la mela non cade lontana dall’albero, ma nella famiglia in questione non è proprio il caso. Sembra anzi che sia scivolata in dirupo. Ubriacone, buttafuori in un night club, vive in una roulotte in un luogo arido non ben definito. L’unico oggetto di valore in suo possesso era una spada di Hanzo, ma l’ha venduta.

kill bill

Dulcis in fundo, Bill (David Carradine), l’uomo che ordinò il massacro. Sarei uno stronzo a svelare un solo dettaglio su questo personaggio, anche se il titolo è già di per sé uno spoiler (curioso). Vi basti sapere che è un filantropo, carismatico leader piuttosto acculturato e suona il flauto.

Possiamo dire che a influenzare l’intero operato sono due correnti ben distinte. Nel caso del primo volume è prevalente l’omaggio alla cultura orientale, mentre nel secondo ci avviciniamo più ad uno spaghetti-western. Oriente e occidente insieme per dare vita a una trama di per sé molto semplice. È innanzitutto lo studio dei personaggi il cavallo di battaglia, che mantiene l’attenzione dello spettatore anche nel caso volesse vedere consecutivamente i volumi. La colonna sonora ricercata non può che migliorarne la visione, con tracce che vanno da Bang Bang (My Baby Shot Me Down) di Nancy Sinatra, a Woo Hoo delle The 5.6.7.8’s, passando dalle collaborazioni col rapper RZA.

Trailer:

Dove recuperarlo?

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Cosa dice la critica:

Vol. 1

8.1/10

85%

Vol. 2

8.0/10

84%

  • Trama
  • Realizzazione
  • Impatto
9.7
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Rosario

Rosario

Emigrato dalla Calabria all'età di due anni, ha lasciato alle spalle la campagna trasferendosi in città. Dovendosi adattare alla nuova lingua, trova nel cinema un mezzo per condividere gusti e opinioni. Predilige fin da giovane il genere horror, trascorrendo interi pomeriggi a terrorizzare il fratello minore. Oggi studia psicologia.