Two Mothers (2013) [Acchiappa sto film]

Se Two Mothers si potesse identificare con due colori, questi sarebbero il blu intenso dell’oceano australiano ed il rosso della sua nuda e calda terra.

Passione e malinconia si incrociano, si sfiorano ed infine si sposano in un opera prima letterale (Doris Lessing) e poi cinematografica (Anne Fontaine), dall’impatto fragile ma inarrestabile.

La trama di Two Mothers

Two Mothers è un film indipendente (Sundance 2013), che narra le vicende di due famiglie:. quella di Roz (Robin Wright), il marito Harold ed il loro figlio diciottenne Tom; e quella della vedova Lil (Naomi Watts) con il figlio Ian. Le due donne sono migliori amiche e così anche i loro figli, che crescono in una sorta di grande famiglia allargata, sospesa su un pezzo di paradiso tra spiaggia ed oceano.

Anche il paradiso, evidentemente, non è esente dal peccato, ed il peccato osa..

Two Mothers

Il film

Two Mothers non ha bisogno di mischiare le carte, è tutto piacevolmente palese: l’amore incondizionato tra madri e figli si trasforma, senza alcuna possibilità di controllo, in passione. Ian e Roz si ritrovano insieme, a ciò segue un tradimento vendicativo da parte del migliore amico Tom, che seduce Lil. Ma il rosso del desiderio in breve lascia il passo a quel blu semplice e sensibile che solidifica quello che poteva essere solo irrefrenabile bramosia. E la regia si adatta, cambiando inquadrature e sfumature.

Nel frattempo la vita reale sopraggiunge e costringe a scelte importanti. I due ragazzi, spinti dalle madri e consci dell’impossibilità nel risolvere la situazione, cercano di allontanarsi con la scusante del lavoro o per studi, tentando poi di adattarsi ad una vita tradizionale.

Le due madri invece non riescono ad abbandonare la chimerica cornice, nella quale dipingono il loro triste quadro, orfano dei due amanti.

L’amore è il più grande degli errori, ma senza alcun dubbio è l’unico che va commesso

Two Mothers

Ma nulla è ancora realmente definito, e così i giovani ritornano di tanto in tanto nella casa sul mare, quasi fosse una favola. Il tempo passa e le scelte non vengono fatte, così è la vita a farlo per loro.

Tom viene costretto dal lavoro a trasferirsi a Sydney e, pur continuando ad amare Lil, viene da lei spinto a lasciarla sposando una ragazza che lo ama. Roz a sua volta, invita Ian a fare lo stesso lasciandolo, ma la reazione del giovane è folle, tanto da rischiare la vita.

L’ultimo atto vede i due ragazzi, finalmente accasati, condividere un soleggiato pomeriggio assieme alle figlie e alle madri in quella spiaggia che fu galeotta, ed è qui che la pellicola libera sullo spettatore tutta la forza emotiva che fino a quel momento aveva trattenuto. Dove il rosso ed il blu si scontrano e poi si uniscono.

Rimasti soli, Ian e Roz dialogano circumnavigando volutamente qualunque argomento scomodo, fino a quando non decidono di smetterla. Il giovane ragazzo chiede alla donna al suo fianco, in un intenso scambio, di togliersi gli occhiali. Roz sorridendo esegue l’ordine, smascherando liberamente tutto il suo dolore e guardandolo con sincera intensità, dimostrando così che nulla è cambiato.

Two Mothers

Le lacrime negli occhi della donna sono l’immagine di quello che ci fa l’amore, che se vero è sempre incontrollato ed ingestibile. È come l’acqua intrappolata in una diga, dominata e resa razionale ma che all’improvviso arriva al culmine. Si ferma li, poco prima di straripare. Ed il bello è che, in qualche modo, ci illudiamo di saperla contenere.

 

PS: Nell’edizione italiana il film è tagliato degli ultimi quindici minuti (salvo la scena finale dei quattro protagonisti distesi al sole), dove le mogli di Ian e Tom scoprono la torbida relazione e se ne vanno con le figlie. A mio parere la scelta del taglio è azzeccata.

Trailer:

Dove trovarlo?

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Cosa dice la critica:

imdb6,2/10

rotten tomatoes41%

  • Trama
  • Realizzazione
  • Impatto
8.7
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Il tuo voto 1 (1 voto)
Max

Max

Vivere in un epoca dove i mestieri migliori (archeologo alla Schliemann, filosofo di corte e famoso pirata), non ci sono più, in favore di ben pagate noie, non ci resta altro che sognare. Socrate ed Erodoto ci insegnano che un ottimo metodo sta nel viaggiare, ridere e nutrire l'anima. Il cinema in parte risponde a tutte e tre le necessità in un mix travolgente che sa unire storie, sensazioni, colori ed illusioni in maniera assolutamente dirompente. Penso alla spacconeria negli occhi di Clint, al nichilismo di Allen, alle provocazioni di von Trier ed all'incanto dell'anima di Troisi.