8 Mile (2002) [ClassiCult]

Nella nostra rubrica che raccoglie classici e cult, 8 Mile non poteva di certo mancare. Liberamente ispirato alla biografia di Eminem, è ad oggi uno dei migliori film sulla cultura hip hop.

Di cosa parla 8 Mile

Detroit, 1995. Siamo sulla 8 Mile Road, una strada malfamata della città che divide il quartiere bianco da quello nero. Jimmy Smith Jr. (Eminem), detto B-Rabbit, è uno dei pochi ragazzi bianchi che vivono nel quartiere nero che cerca di sfondare nel mondo dell’hip hop. Deve però fronteggiare problemi familiari, specialmente con la madre alcolizzata, il suo compagno Greg, la sua amata sorellina Lily e l’avviso di sfratto.

Il film

Siamo in uno di quei casi in cui la sorte spalleggia l’ironia. A dieci anni dalla direzione del film, a Curtis Hanson venne diagnosticato l’Alzheimer. Morto di cause naturali due anni fa, nel 2016, ha lasciato in eredità una pellicola indimenticabile. In pochi, sentendo parlare di 8 Mile, non hanno ben chiaro l’argomento. Detroit. Emarginazione. Riscatto. Ascesa. Ma, soprattutto, Eminem e Lose Yourself, B-Rabbit e hip hop.

Interpretare se stesso ad Eminem riesce bene. E’ convincente, energico, sicuro, e ha delle occhiaie che hanno fatto risparmiare diverse ore di trucco. Con un’ambientazione prevalentemente notturna, le ore di sonno si contavano sulle dita di una mano. In diverse interviste, lo stesso rapper ha dichiarato di aver fatto uso e abuso di sonniferi durante le riprese. Un abuso che è poi proseguito negli anni e terminato in un centro di disintossicazione.

8 mile

Il film parla del trampolino di lancio, più che dell’ascesa vera e propria. Tratta, in modo sublime, la maturazione e crescita dell’artista, in un ambiente tutt’altro che favorevole. Lavoro sottopagato in fabbrica, sorella minore cresciuta da una madre alcolizzata. Un avviso di sfratto. E poi? E poi si fa notte, poi c’è il rap.

“Look
If you had
One shot
Or one opportunity
To seize everything you ever wanted
In one moment
Would you capture it
Or just let it slip?”

Lose Yourself

Non solo ha vinto l’Oscar per la miglior canzone, ma è stata l’unica canzone rap ad averlo vinto (assieme a It’s Hard out Here for a Pimp dei Three 6 Mafia, arrivata tre anni dopo). Scritta tra una pausa e l’altra durante le riprese, è ad oggi la canzone più ascoltata e ricordata di Eminem. Il foglio di carta usato per scriverla appare nel film, in una scena dove il suo personaggio sta scrivendo mentre è sull’autobus. Tale foglio è stato poi venduto su eBay per appena 10.000 dollari. Nella prima strofa è riassunto gran parte del film, mentre nelle altre due sono presenti scenari futuri, successivi agli avvenimenti descritti nel plot.

 

Consigliato a: fan di Eminem e/o interessati alla cultura hip hop.

Trailer:

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Cosa dice la critica:

7,1/10
76%

  • Trama
  • Realizzazione
  • Impatto
8.2
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Rosario

Rosario

Emigrato dalla Calabria all'età di due anni, ha lasciato alle spalle la campagna trasferendosi in città. Dovendosi adattare alla nuova lingua, trova nel cinema un mezzo per condividere gusti e opinioni. Predilige fin da giovane il genere horror, trascorrendo interi pomeriggi a terrorizzare il fratello minore. Oggi studia psicologia.