The Bang Bang Club (2010) [Acchiappa sto film]

Quando la storia si serve di luce, anziché inchiostro, per trascendere i limiti del tempo, stabilisce le proprie regole ai narratori prescelti. Regola numero uno: se non si è pronti ad accettare la responsabilità di quella luce, a domarla, essa finirà per accecare. La foto The vulture and the little girl è un esempio di tale potere, scagliatosi dietro al mirino di Kevin Carter sotto forma di premio Pulitzer, aka boom mediatico, nel 1993. Un’immagine che mise sul piatto della bilancia quel che è permesso all’uomo nell’arte: la scelta. Incluso Carter, altri tre fotografi formavano il Bang Bang Club.

La trama

The Bang Bang Club racconta la storia straordinaria e a volte straziante di quattro giovani fotografi e delle loro immagini, nei giorni precedenti la caduta dell’Apartheid in Sud Africa.

Il film

L’equilibrio tra l’auto-realizzazione e la testimonianza. Tra l’etica e la gloria. Sono questioni a cui non sempre viene data la giusta rilevanza. Catturare la luce laddove, inesorabilmente, i soggetti si spengono. E, soprattutto, diventare famosi grazie a quella luce. Non è un mestiere adatto a tutti, quello del foto-reporter, le cui competenze e conseguenze sono facce della stessa medaglia, quando si viene chiamati a testimoniare l’orrore. La guerra, qui, è interiore quanto esterna e, in entrambi i casi, fatale.

bang bang club
Human Torch, Greg Marinovich (Premio Pulitzer ’91)

Il Bang Bang Club prende il nome dal suono dei proiettili, dagli omicidi impressi su pellicola. E’ per questo motivo che Greg Marinovich, quando chiede per la prima volta di farne parte, viene deriso dai membri (Kevin Carter, Ken Oosterbroek e João Silva). “Vai a casa, non fa per te”. Col senno di poi, dopo il primo Premio Pulitzer che rese il gruppo celebre in tutto il mondo, non si sarebbero poi tanto preoccupati per l’età, né per il fegato richiesto. Fu proprio Carter ad accoglierlo per primo, a dargli fiducia. L’Apartheid stava volgendo al termine e a Nelson Mandela restavano da scontare pochi anni in cella. Parallelamente, le strade e i villaggi sudafricani erano bagnati dal sangue di vittime quotidiane.

Ha ragione, chi dice che il nostro lavoro è stare seduti e guardare la gente morire, ha ragione. – Kevin Carter

Per parlare di Kevin Carter non basta una tastiera, servono le immagini. Squilibrato, folle, tossicodipendente e artista: un Baudelaire che compone poesie luminose. Vuoi per assenza di autostima, vuoi per il posto di lavoro, va fuori rotta fino a perderla del tutto, nel momento in cui la gloria finalmente arriva. La domanda è se sia arrivata nel modo giusto. Dopo aver rotto i rapporti col Bang Bang Club, Carter intraprende un cammino solitario, sempre e comunque con la fotocamera al collo. Marzo del 1993. Il cammino si ferma di fronte a una bambina segnata dalla fame, piegata su se stessa. Una bambina la cui morte è attesa da un avvoltoio nelle immediate vicinanze.

kevin carter
The vulture and the little girl, Kevin Carter (Premio Pulitzer ’93)

L’opinione

Steven Silver mette in piedi un film di e sulla fotografia. Dal montaggio all’impatto visivo, passando per il cast e naturalmente i fatti narrati, The Bang Bang Club è uno dei migliori film reperibili in tema.


Consigliato: agli amanti della fotografia; a chi vuol conoscere la storia di Kevin Carter e del suo celebre scatto The vulture and the little girl.

Trailer:

Dove recuperarlo:

Acquisto: Amazon

Cosa dice la critica:

   7.0/10

   49%

  • Trama
  • Realizzazione
  • Impatto
7.8
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Rosario

Rosario

Emigrato dalla Calabria all'età di due anni, ha lasciato alle spalle la campagna trasferendosi in città. Dovendosi adattare alla nuova lingua, trova nel cinema un mezzo per condividere gusti e opinioni. Predilige fin da giovane il genere horror, trascorrendo interi pomeriggi a terrorizzare il fratello minore. Oggi studia psicologia.