Smetto Quando Voglio ad Honorem (2017): la fine che non volevi arrivasse

Dopo 4 anni da quel folgorante inizio come colta e brillante commedia, la saga di Smetto Quando Voglio è giunta alla sua conclusione.

“Ecco a cosa gli serviva il cromatografo… sto pazzo s’è messo a produrre gas nervino!”

Il finale di Smetto Quando Voglio Masterclass gettava nuove ombre sulla vicenda in cui Pietro Zinni e la sua Banda si erano trovati coinvolti. Ci viene fatto capire che qualcosa è cambiato e, come sul finale profetico del primo Terminator di James Cameron, “c’è una tempesta in arrivo”

Smetto Quando Voglio Ad Honorem

Ad Honorem riprende subito i fili del discorso lasciato aperto col precedente, risultando per molti aspetti una vera e propria Parte II di Masterclass (come era ovvio visto che i due film sono stati girati in back to back). Dopo un prologo che ci offre l’ennesimo stupendo stunt action della Trilogia, il film ingrana subito la marcia e il ritmo si fa incalzante.

L’atteso e gradito ritorno di Neri Marcorè nel ruolo di Murena (il classico antagonista iniziale che arriverà ad essere un alleato/antieroe) consente di far luce su alcuni misteri..

Smetto Quando Voglio Ad Honorem

Il flashback risulta uno dei momenti emotivamente e drammaticamente più forti della Trilogia

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che mi ha ricordato il prologo di Godzilla di Edwards, 2014

Ah no, ci siamo sbagliati, la tempesta c’è già stata…e ha portato devastazione

A questo punto il film  imbocca la via dell’heist movie: la Banda deve evadere da Rebibbia, e come?

Ma attraverso la Banda larga (si questa l’ho studiata per giorni prima di scriverla..) ovviamente!

Smetto Quando Voglio Ad Honorem

La lunga e meticolosa preparazione del piano consente ad ognuno dei membri di ritagliarsi uno spazio per dire la propria, un’ultima volta. Menzione d’onore per l’antropologo di Pietro Sermonti, protagonista di una sequenza geniale che nobilita il personaggio.

Sibilia conferma per l’ennesima volta la sua grande maestria con una regia e un montaggio sempre più vicini in termini di action agli illustri colleghi d’oltreoceano.

Vero e proprio asso nella manica della vicenda è la capacità canora dell’Alberto di Stefano Fresi (che aspettiamo al varco dopo questa trilogia), in una sequenza con un’ottima gestione della tensione, pur regalando qualche stoccata di comicità

Smetto Quando Voglio Ad Honorem

Difficile immaginare che una trilogia action-comedy arrivasse a raccontare il pericolo di un attentato, ma nonostante tutto il tema viene ben gestito e mai gettato nel ridicolo.
Piccolo rammarico è il breve spazio dato al commissario Coletti interpretato da Greta Scarano, nel quale riesce comunque ad emergere..

“Perchè siamo sempre la tua Banda”

La Banda dei Ricercatori ha raggiunto qui l’apice dell’evoluzione: prima criminali per caso, poi con speranza di redenzione, infine eroi per necessità. E per farlo si decide di chiudere il cerchio, lì dove tutto è iniziato, almeno per il Pietro di Edoardo Leo (che garantisce nuovamente un’irresistibile prova attoriale).

“Loro vogliono solo tornare a casa”

Il climax costruito per tutta la durata del film (e del precedente) arriva all’apice con il confronto finale con il Walter Mercurio di Luigi Lo Cascio (una nome una garanzia), un villain da fumetto

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con cui è difficile non empatizzare almeno in minima parte (nonostante la deriva estremista), visto il destino riservatogli per la negligenza delle Istituzioni

Smetto Quando Voglio Ad Honorem

La critica e la denuncia ad un sistema ormai malato era una delle basi del primo Smetto Quando Voglio, e quella stessa aspra critica Sydney Sibilia la ripresenta prepotentemente nel finale di Ad Honorem, senza però arrivare a soluzione (questione fin troppo complessa da richiedere ad un film di genere)

Il finale risulta forse fin troppo affrettato in alcuni elementi, ma risulta comunque emotivamente molto potente. Non è stato solo il percorso di un gruppo di personaggi allo sbando, ma anche di uno sforzo di un gruppo di professionisti. Una scommessa, vinta.

Arrivati alle battute finali di Smetto Quando Voglio è inevitabile provare un senso di amarezza per la consapevolezza che quel mondo, quelle storie e quei personaggi sono arrivati alla fine e non torneranno più.

Ma Sibilia e soci hanno un ultimo colpo da assestare: alla fine il discorso generazione che ha tenuto in piedi questa Trilogia dal principio si allarga improvvisamente (come era giusto) anche alla mia generazione, con un neanche tanto banale sintomo di speranza.

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Ed ecco che, illuminati da quella famosa fotografia acida, due studenti non potranno far altro che concludere

“Ma poi una volta laureati che famo, c’hai pensato? -beh qualcosa ci inventeremo..-“


Consigliato a: tutti coloro che hanno già visto i primi due (ovviamente obbligatori per la comprensione di questo)

Trailer:

Cosa dice la critica:

smetto quando voglio ad honorem imdb  7,4/10

Sei curioso nonostante tu non abbia ancora visto i primi due? O forse ti sei solo perso l’approfondimento?

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8.3
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Luke

Luke

Solitamente si fa chiamare Luke (ha proprio fantasia da vendere eh). La passione per il cinema lo accompagna dall'adolescenza, da quando curioso su cosa ci fosse oltre lo schermo si è appassionato anche di scrittura