ClassiCult: Quattro matrimoni e un funerale (1994)

Quattro matrimoni e un funerale uscì nelle sale ventitré anni fa ottenendo un successo inaspettato  e strepitoso e ancora oggi rimane una delle commedie britanniche di maggior successo.

quattro matrimoni e un funerale

Charles fa parte di una compagnia di amici variegata con una cosa in comune: l’orgoglio di essere single. Insieme vengono sempre invitati ai matrimoni, ma nessuno di loro sembra destinato a sposarsi. Alla prima cerimonia di nozze a cui partecipano, Charles incontra Carrie, una bellissima ragazza americana di cui si innamora all’istante. Peccato che il tutto sembri però svanire in una notte ancora prima di iniziare.
Il secondo matrimonio è nato dal primo e riserva delle amare sorprese a Charles. Una è Henrietta, la sua ex più celebre. Tra i due non era finita nel migliore dei modi e anche questa volta lei finisce per scappare in lacrime. L’altra è Carrie, anche lei invitata alla cerimonia e ora fidanzata con un ricco scozzese, che si rivelerà essere il terzo matrimonio. Durante il ricevimento di quest’ultimo Gareth, fidanzato di Matthew, uno degli amici della compagnia, si sente male e muore ed ecco l’unico funerale del titolo.
Il quarto e ultimo matrimonio è proprio quello di Charles, che vedendo Carrie ormai come un ricordo lontano, decide di riprovarci con Henrietta, rivelandosi una pessima scelta.

quattro matrimoni e un funerale

Quattro matrimoni e un funerale è un’atipica commedia britannica.

Mike Newell vira su uno stile diverso dal solito black humor inglese, più leggero e scanzonato. Il continuo susseguirsi di matrimoni lascia spazio per un breve momento di respiro al funerale di Gareth, per poi riprendere con l’ultimo matrimonio e il suo fatale colpo di scena. È una commedia dal ritmo incalzante, fatta di situazioni e battute divertenti, merito dei personaggi, dei loro interpreti (Kristin Scott Thomas e Hugh Grant sopra tutti) e dello sceneggiatore Richard Curtis. Curtis infatti è il miglior autore di commedie inglesi come Notting Hill, Il diario di Bridget JonesLove Actually I love radio rock (di cui tre con Hugh Grant). Inoltre per la televisione ha creato quel simpatico individuo di Mr. Bean e ha scritto uno degli episodi a mio avviso più belli della nuova serie di Doctor Who: “Vincent e il Dottore”. Non a caso per questo film ha ricevuto la candidatura all’Oscar come miglior sceneggiatura. Curtis ha donato un lieto fine anche a tutti i personaggi secondari, che non vengono dimenticati né da lui, né dagli spettatori.

Quattro matrimoni e un funerale ci ha regalato delle scene ancora oggi memorabili, una l’opposto dell’altra. Da una parte lo “spiritoso santo” recitato da un insolito Rowan Atkinson nei panni di un prete in erba. Dall’altra il toccante e intenso elogio funebre di Matthew per il suo amato Gareth, unico momento drammatico dell’intero film.
Inoltre la pellicola rappresenta uno di quei casi non penalizzati dal doppiaggio. Il merito non è solo dei doppiatori, ma anche di chi nella traduzione e nell’adattamento dei dialoghi ha creato il soprannome di Henrietta per eccellenza: “Faccia di chiulo”, ineguagliabile persino dall’originale “duckface”.

Al vero amore! In qualunque forma o dimensioni si presenti a voi, con l’augurio che un giorno possiate dire con orgoglio: “Anch’io una volta sono stato amato follemente!” 

Consigliato a: agli amanti del genere, a coloro che cercano una commedia britannica diversa dal solito, ai sognatori che non smettono di credere nel vero amore.

Trailer:

Dover recuperarlo:

Acquisto/noleggio: DVD, BD, Apple iTunes

Cosa dice la critica:
IMDb: 7,1/10
Rotten Tomatoes: 95%

  • Trama
  • Realizzazione
  • Impatto
7,1
Ilaria

Ilaria

Figlia di quegli anni '90 che hanno partorito le boyband, ma anche Twin Peaks. Cinefila in erba, musicista di giorno e divoratrice di serie tv la notte