Giovani carini e disoccupati… ancora oggi

Siete giovani carini e disoccupati? È da un po’ di tempo ormai – fine anni ’90 pressapoco – che il tentativo di definire le nuove generazioni non è più riuscito. Si passa da una descrizione melodrammatica al silenzio più totale. Sembra non esserci una via di mezzo.

Se voi che leggete siete, come me, figli degli anni ’90 – o giù di lì – sapete di cosa sto parlando. Magari non lo sapete spiegare in modo chiaro e coinciso, ma probabilmente condividete la stessa sensazione.

Non è nulla di metafisico o new age, anzi, non potrebbe essere più materialista di com’è. Siamo il risultato della bulimia culturale con cui siamo stati cresciuti. Mtv, biografie di cantanti e attori morti giovani e idolatrati subito dopo, notizie di violenza, gossip e necrologio patinato tutto vomitato nello stesso contenitore chiamato TV.

Nel 1994 usciva un film che queste cose le sapeva bene. Sto parlando di Giovani, carini e disoccupati (titolo originale: Reality Bites), un film di Ben stiller che ritraeva una gruppo di amici appena usciti dall’università in cerca di se stessi. Tra lavori occasionali e relazioni appena abbozzate, le loro vite assomigliano molto alle nostre.

Giovani carini e disoccupati

Il cast include – come potete vedere dalla foto – Winona Ryder Ethan Hawke, assieme anche a Ben stiller che ricopre sia il ruolo di regista che di coprotagonista.

La generazione del film sta vivendo il boom di quella cultura di massa che come uno tsunami avrebbe poi investito le nostre menti. Il punto sorprendente è che sembra parli di noi.

Giovani neolaureati, con la sensazione di non voler assomigliare alla generazione precedente, che oscillano tra l’egoismo di un’autoconservazione solitaria e il desiderio di fare qualcosa che abbia un significato più profondo.

Distinguere il sogno dalla realtà

Forse tempo fa sarebbe bastato un ritratto eseguito da un buon pittore, o la foto di un grande fotografo, o il libro di uno scrittore attento per rappresentare quello che succedeva in una porzione di mondo. Ora la realtà è diventata inafferrabile e non più riassumibile.

I nostri nonni avevano un sogno di libertà, i nostri genitori sognavano di avere un sogno. Noi abbiamo avvertito spesso la necessità di svegliarli da quei sogni – molto spesso veri incubi – che rischiavano di inghiottirli come sabbie mobili nella vita quotidiana. Così facendo non ne abbiamo sviluppato uno tutto nostro.

Giovani carini e disoccupati

D’accordo, ma allora quale alternativa? C’è il rischio che col tempo la voglia di maturare svanisca e si diventi la copia di ciò da cui si stava scappando. Questo sembra il destino dei nostri protagonisti, che oltre all’eccitazione momentanea faticano a costruire qualcosa di duraturo ed autentico.

Citando il discorso che Winona Ryder pronuncia nella prima scena alla sua cerimonia di laurea: “allora qual è la soluzione a tutto questo? Io…non lo so” (lo dice perché non riesce a trovare l’ultimo foglietto del discorso con la soluzione appuntata).

Giovani carini e disoccupati

In effetti forse non c’è mai stata una scorciatoia per comprendere il mondo in cui si è nati e cresciuti, ma sicuramente opere come Giovani, carini e disoccupati ci aiutano a ricordare da dove arriviamo per capire dove vorremmo andare.

Finale da Baci Perugina, ma, come le frasi dei Baci Perugina, tutto sommato ha un suo significato.

Ecco una scena del film:

 

Jacopo

Jacopo

Amante della filosofia e del cinema. Specialmente dei drammi in cui nascondi il singhiozzo ma poi ti esce col rinculo e si sente il doppio. Registi preferiti: Alexander Payne, Wes Anderson e Noah Baumbach. Film preferito: Will Hunting.