Rocky (1976): l’alba di un mito

Rocky è un film del 1976 diretto da John G. Avildsen, divenuto un classico grazie al grande successo che raccolse immediatamente, confermato anche dalle candidature e dai premi ricevuti agli Oscar.

La trama di Rocky

Protagonista della storia è Rocky Balboa, un ragazzo che per guadagnarsi da vivere combatte match di pugilato di basso livello e riscuote denaro per conto della mafia locale di Philadelphia. Grazie ad una furba campagna promozionale, gli verrà offerta un’occasione più unica che rara: la possibilità di affrontare il campione dei pesi massimi Apollo Creed. In questo percorso Rocky troverà la fiducia in se stesso e conoscerà l’amore della sua vita: Adriana.

Il film

Si tratta di uno di quei film fortunati scritti al momento giusto nel posto giusto. La sceneggiatura – scritta ed interpretata da Sylvester Stallone – piacque subito alla produzione, e creò uno dei personaggi più iconici di sempre.

Di cosa parla davvero Rocky?

Parla di alcuni dei temi preferiti dagli americani: speranza, seconde occasioni, rinascita, fama, amore. La fortuna di questa storia è che riesce a muoversi davvero bene tra queste varie tematiche, e lo fa mantenendo un visibile sfondo da film a basso budget (pensate che fu girato in meno di un mese con un budget da un milione di dollari).

C’è la storia del pugile che combatte per passione e sopravvivenza che piace agli amanti dello sport; c’è la stupenda storia d’amore che conquista i più sentimentali. In effetti la storia d’amore tra Rocky e Adriana è forse la parte principale del film. È nell’amore che Rocky si rivela per quello che è, scegliendo una ragazza timida ed introversa ignorata dai più. Il contrasto tra il bulletto mafioso e l’amante dolce e premuroso è quello che rende il protagonista un personaggio così completo ed amabile.

Rocky Balboa
Rocky Balboa (Sylvester Stallone) e Adriana Pennino (Talia Shire)

Stallone fu ispirato da un incontro di boxe realmente accaduto tra il leggendario Mohammed Ali Chick Wepner (pugile sconosciuto). Per qualche istante quest’ultimo mise al tappeto Ali alla nona ripresa, che poi però vinse comunque. Il fatto rimase comunque nella storia, per la sua imprevedibilità.

Cosa rimane oggi di questa icona?

Con l’ultimo capitolo della saga a cui Rocky ha dato vita, si è cercato di secolarizzare il personaggio attraverso i figlio illegittimo di Apollo. Il film del 2015 Creed” mostra che la storia è ancora attuale, soprattutto in un momento storico come il nostro in cui le opportunità certo non piovono dal cielo.

Oltre alla statua di Rocky posta alla fine della famosa scalinata di fronte al Philadelphia Museum Of Art (in cui Rocky termina le sue corse mattutine), alla colonna sonora rimasta nella storia e ai bicchieri colmi di uova crude da trangugiare, cosa rimane di questa icona?

Rimane un modello umano credibile che nel film, tra episodi eticamente positivi ed altri meno, non rinuncia a cercare ciò che ha un reale valore. Questa non è una pellicola che si guarda per gli effetti speciali o per fattori secondari alla sceneggiatura e all’interpretazione. I pugni che vengono sferrati rimangono visibilmente lontano dal viso che dovrebbero colpire.

La si guarda perché ci mostra che anche in condizioni di vita estremamente precarie non si può rinunciare alla propria dignità. Ci insegna che ciò per cui vale la pena combattere lo si trova nella quotidianità, fatta di umiltà e piccoli gesti preziosi. Tutto sommato è questo che ci rimane di Rocky Balboa.

Consigliato a: agli amanti dei film sportivi e sentimentali.

Trailer:

Dove recuperarlo?

just watch

Cosa dice la critica:

imdb 8,1/10

rotten tomatoes 93% / 61% (pubblico)

 

 

  • Trama
  • Realizzazione
  • Impatto
9.7
Sending
Il tuo voto 0 (0 voti)
Jacopo

Jacopo

Amante della filosofia e del cinema. Specialmente dei drammi in cui nascondi il singhiozzo ma poi ti esce col rinculo e si sente il doppio. Registi preferiti: Alexander Payne, Wes Anderson e Noah Baumbach. Film preferito: Will Hunting.