Aspettando Covenant: Alien – La Saga

LA GENESI: NASCE UNA LEGGENDA

Era il lontano 1979 ed un poco più che quarantenne Ridley Scott lancia nel mondo del cinema una pellicola destinata a diventare una pietra miliare nel filone fanta-horror: Alien.



Senza l’ausilio di computer grafica o effetti speciali all’avanguardia, Alien colpisce per la sua capacità di narrare una storia spaventosa, non lasciando mai un attimo di respiro allo spettatore, condotto tramite un crescendo di eventi in un viaggio di terrore e paura, che culmina nel finale liberatorio e speranzoso.


Gli spazi angusti, l’oscurità perenne, la costante minaccia dello xenomorpho, la paranoia che dilaga tra i membri dell’equipaggio. Tutti questi elementi hanno reso Alien un capolavoro del suo genere ed un punto di riferimento per tutti i film “a camera chiusa” (come ad esempio La Cosa o il più recente Devil),

Il grande successo del film e l’enorme potenzialità introdotta grazie all’accurato sviluppo della creatura aliena, lasciano moltissimi spunti non solo per un seguito ma per la creazione di un vero e proprio universo, fornendo alla Fox una delle creature più redditizie di sempre (insieme al suo “rivale storico” Predator).

Menzione obbligatoria al trailer, che senza nemmeno una riga di dialogo riesce a rendere perfettamente l’idea del film che si sta per andare a vedere:

LA CONSACRAZIONE: ESCONO FUORI DALLE FOTTUTE PARETI

Passa qualche anno e nel 1986 James Cameron (già noto principalmente come il papà della saga di Terminator) prende in mano le briglie del seguito: Aliens – Sontro Finale.

Stavolta l’approccio è diverso, ma comunque eccellente: si passa dal precedente uno contro pochissimi al molti contro moltissimi. Cameron si impone come un regista capace di gestire scene action memorabili e schiera miriadi di marines addestrati e incazzati contro un’intera colonia di xenomorphi mortali e senza scrupoli.

La cura maniacale per ogni dettaglio delle armi, i mezzi, le battute dei marines (moltissime quelle memorabili) e soprattutto lo scontro finale hanno lasciato un segno indelebile nel cuore di tutti gli amanti del fanta horror, dando ad Alien un più che degno successore ed un finale ottimo alla saga…. Oppure no….

RITORNO ALLE ORIGINI, MA NON COSI’ BENE…

Costellato da una pre-produzione disastrosa, da una serie di cancellazioni, modifiche e ri-scritture totali della trama, nel 1992 Alien 3 arriva nelle sale di tutto il mondo, diretto da David Fincher (all’esordio come regista, lo rivedremo anche su Seven, Fight Club e Zodiac).

L’intenzione che si può percepire guardando questo film è la volontà di ritornare agli spazi angusti, ai corridori stretti ed alla paranoia di non poter sfuggire, sentendosi costantemente insicuri in un ambiente fino a quel momento considerato “sicuro”.

Il film però, anche a causa dei moltissimi tagli con cui è arrivato nelle sale, risulta lento e poco coinvolgente, con personaggi caratterizzati in maniera grossolana che non portano mai lo spettatore ad affezionarsi. Un capitolo di cui potevamo tranquillamente fare a meno e considerato quasi all’unanimità superfluo. D’altronde, i presupposti stessi sono molto forzati e non sono totalmente coerenti con il finale lasciato dal suo predecessore.

Preso come film a se stante, Alien 3 non è nemmeno malissimo, tuttavia ha sulle proprie spalle il confronto obbligatorio con i suoi capitoli precedenti, e da ciò ne esce fuori con le ossa abbastanza rotte.

Tuttavia la Fox non è stanca e vuole tentare un ennesimo colpo al botteghino, prima di gettare la spugna.

QUANDO LA CLONAZIONE NON REPLICA L’ORIGINALE

A cavallo tra il 1997 ed il 1998 (dipende dai paesi di rilascio) arriva quella che cronologicamente vede l’ultima posizione nella saga degli Xenomorph, ovvero Alien – Resurrection (La clonazione qui in Italia)

Ormai svincolato dai canoni dei primi due film grazie al fatti visti nel terzo capitolo, Alien Resurrection si pone in maniera decisamente esagerata e cafona, enfatizzando al massimo le scene splatter (mai prima d’ora presentate in questi toni nelle pellicole passate) e costruendo una serie di personaggi uno più esagerato dell’altro. Anche la scala evolutiva degli alien non viene risparmiata da colpi di fantasia che molto spesso fanno dubitare della serietà degli sceneggiatori.

Sicuramente più godibile del capitolo precedente, anche grazie ad un ritmo sempre molto sostenuto, Resurrection decreta però il punto di arrivo della saga e si decide di fermarsi prima di introdurre ulteriori “idee” discutibili.

(Tralasciamo in questo articolo i due spin-off dedicati allo scontro con i Predator, concentrandoci unicamente sui capitoli dedicati esclusivamente agli Xenomprh)

DOMANDA: E PRIMA COSA C’ERA?

E’ il 2012 l’anno che molti dei fan di Alien stavano aspettando da tanto: arriva finalmente nelle sale, direttamente dalle manine del suo creatore originale, Prometheus, prequel della saga di Alien.
La scelta è giusta: essendo stati introdotti tanti (troppi) elementi lontani dalle idee dei primi due film, si vanno a narrare le vicende avvenute anni prima della storia vista sul Nostromo.
D’altronde, moltissimi elementi visti nel 1979 erano già lì, nessuno ci aveva spiegato come vi erano arrivati, quale fosse la loro utilità… Tante, troppe domande. L’uomo che vuole darci le risposte è proprio lui, Ridley Scott e per molti questa è già una garanzia.
Con un cast di tutto rispetto, Prometheus ritorna al filone di di paranoia / horror visto nei primi film (senza però riuscire ad arrivare mai allo stesso livello, compito sicuramente arduo anche per il suo stesso creatore) ed il film narra una storia tutto sommato discreta, ma ancora lontana dalle vette viste negli anni 80. In definitiva, Prometheus è il classico film che se non avesse nello script la dicitura “Sì, è il prequel di quel capolavoro di Alien” potrebbe anche funzionare. Tuttavia non è così e, complici alcune scelte non proprio azzeccate (soprattutto di molti personaggi secondari che paiono agire in preda al caso, questo persino prima che sopraggiunga il caos) il film non svetta tra i capolavori del genere.

ED ORA?

Attualmente, una nuova scintilla di speranza si è accesa nei cuori dei fan: poche settimane fa è uscita la locandina di Alien Covenant, sequel di Prometheus che ne riprenderà i passi, annunciando che intenderà fare da ponte con la saga classica ben più di quanto abbia fatto il film del 2012.
Non ci resta che incrociare le dita e, nel caso stavolta sia la volta buona, correre……
Perché nello spazio profondo, nessuno può sentirti urlare.
Mattia

Mattia

Programmatore di giorno, musicista di notte, affronta il tram tram della vita quotidiana a colpi di cassa e rullante