The Dreamers (2003): sesso, cinema e rivoluzione!

by Max
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The Dreamers è un film del 2003 diretto da Bernardo Bertolucci con Eva Green, Michael Pitt e Louis Garrel.

La trama di The Dreamers

1968, Parigi. Matthew, studente americano incontra due fratelli che lo mettono a contatto con quella rivoluzione culturale che la Francia prima e il mondo poi stanno attraversando. I tre si trasferiscono nell’appartamento lasciato libero dai genitori (se vogliamo un po’ una rivoluzione nella rivoluzione, nel liberarsi dei valori del passato) per vivere a tutto tondo le libertà che quell’epoca impone di conquistarsi.

 

Il film

Sullo sfondo della Parigi del 1968, ad un passo da una possibile seconda rivoluzione francese, si sviluppa la storia di tre ragazzi d’oggi, ma ambientata nel passato.

Sono passati 30 anni da quell’Ultimo tango a Parigi (1972) che sconvolse il mondo del cinema, e il buon Bernardo la ricombina grossa, di nuovo in quella città, di nuovo in un appartamento, di nuovo una rivoluzione, purtroppo, incompiuta.

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Nella narrazione del regista parmense si incrociano amore e storia, attraverso lo sconquassamento dei cuori di tre ragazzi che, alla ricerca di se stessi, ci mettono in contatto con un’epoca calda e confusa fatta di sollevazioni, progetti, sogni e violenza che hanno nell’incantevole ma fatale Parigi il punto di non ritorno. La Parigi dal motto “Vietato vietare” che da sola dice tutto.

“Prima di poter cambiare il mondo, devi renderti conto che tu, tu stesso fai parte del mondo. Non puoi restartene fuori a guardare dentro.”

Ma sconquassato fu anche l’avvio del progetto per Bertolucci, che dovette rinunciare prima a Di Caprio e poi Gyllenhaal per gli sconosciuti Michael Pitt e Louis Garrel, per non parlare della debuttante Eva Green, conturbante ma ancora tutta da scoprire. Ma come per Matthew (Michael Pitt), studente americano in “Erasmus”, mai scelta fu più azzeccata. Il ragazzo decide di passare qualche mese proprio sotto la Torre Eiffel per imparare la lingua (così dicono tutti), ma usando il tempo per accrescere la sua vera passione, ossia il cinema. Questo prima di incontrare Eva Green.

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Sarà proprio la settima arte a regalare a Matthew l’incontro con i gemelli rivoltosi: Isabelle (Eva Green) e Theo (Louis Garrel), conosciuti durante una delle tante proteste di piazza e dai quali mai più si separerà.

I tre creano un legame non solo “filosofico” ma, in perfetto transalpinismo, ci mettono anche quel pizzico di fisico che mai delude, e naturalmente cultura (dall’asserzione “ciao mamma, noi andiamo a studiare di sopra..”)

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Inutile dire che il ménage à trois è dietro l’angolo, anzi, da quell’indimenticabile angolo nero compare una Venere nuda che ricorderemo per le prossime sette vite. La perversione si mescola all’incoscienza, all’amicizia, alla voglia di cambiamento e al rifiuto di ogni limite. Il tutto mentre alla radio Edith Piaf canticchia il suo Je ne reggette rien cioè, “No, non rimpiango nulla“. Eh beh, Eh beh, Eh beh.

Un mix tra peccaminosa ed impossibile storia d’amore, e utopico/proibito sviluppo della società moderna

Anche se tutti noi ci siamo fissati su alcune scene.. il film di Bertolucci è tutt’altro che banale, sa infatti si essere sensuale ma racconta i sogni e le prospettive di una generazione che poteva e voleva cambiare il mondo (pur fallendo miseramente), sa parlare e mettere a confronto società e costumi differenti e, non dimentichiamolo, parla tanto anche di cinema (citazioni e  richiami non si contano, vedi la corsa al Louvre, la Venere di Milo e molti altri).

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Un grande plauso va alla protagonista Eva Green, non solo magnifico agent provocateur, ma personaggio dalle innumerevoli sfumature che usa la sensualità per comunicare, e non ci riferiamo solo all’indimenticabile tributo alla “Venere di Milo”, la statua greca a seno scoperto e con le braccia apparentemente spezzate (le avevate notate? dite la verità?), ma al suo impersonare perfettamente le mille caratteristiche di quegli anni, agitati e sognanti, poco inclini alla via di mezzo. Niente male anche Pitt che da ragazzo timido si trasforma in un rivoluzionario fatto e compiuto e anche il tenebroso gemello Garrel che sa ben mescolare le proprie qualità di seduttore e oratore.

Fa quasi spavento rendersi conto di quanto siano distanti i valori che i ragazzi di cinquant'anni anni fa portavano nelle piazze.

Anche con The dreamers, come per L’Ultimo tango a Parigi, Bertolucci andò incontro ad una serie di tentativi di censura, ma a differenza degli anni ’70 questa volta nessun rogo in piazza. Questa volta almeno, il motto “Vietato vietare”, figlio della fallita rivoluzione culturale del ’68, ha retto.

Piccola curiosità, The Dreamers è basato sul racconto di Gilbert AdairThe Holy Innocents“, lo scrittore scozzese ha anche scritto la sceneggiatura del film. 

Consigliato a...

Agli amanti del cinema, del bello e della spensieratezza. Ai sognatori.

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Cosa dice la critica

rotten tomatoes

60% 78%

imdb

7,2

The Dreamers (2003)
The Dreamers (2003): sesso, cinema e rivoluzione! 11

Titolo italiano: The Dreamers

Trama: 1968, Parigi. Matthew, studente americano incontra due fratelli che lo mettono a contatto con quella rivoluzione culturale che la Francia prima e il mondo poi stanno attraversando. I tre si trasferiscono nell’appartamento lasciato libero dai genitori (se vogliamo un po' un analogia con il liberarsi dei valori del passato) per vivere a tutto tondo le libertà che quell’epoca impone di conquistarsi.

Data di uscita: April 22, 2021

Paese: Francia

Durata: 109 min.

Regia: Bernardo Bertolucci

Attori: Eva Green, Michael Pitt, Louis Garrel

Genere: Drammatico

Totale
8.7/10
8.7/10
  • Trama - 9/10
    9/10
  • Realizzazione - 8/10
    8/10
  • Impatto - 9/10
    9/10

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