Malèna (2000): sulla bellezza e sulla calunnia

by Max
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Malèna è un film uscito nel 2000, regia di Giuseppe Tornatore, che lo produrrà nella sua amata Sicilia e con protagonista Monica Bellucci. Non fermiamoci qua, con la ovvia rievocazione di alcune rosee scene.. Malèna è un film potente. Si vero, tanti di noi lo ricordano per alcune (alcune?) scene di nudo di una delle icone della bellezza mondiale, ma che dico universale, la pellicola di Giuseppe Tornatore, se vista con la giusta attenzione, sa donarci emozioni purissime, seppur tragiche. È un film drammatico, molto, preparatevi.

La trama di Malèna

Sicilia, 1940. Come la follia ha un nome ed un cognome, anche la bellezza lo ha: mentre tutto il paese ascolta i discorsi di un certo Benito Mussolini, il giovane Renato scopre la bellezza, il suo nome Maddalena detta Malèna.

Il film

C’è un quadro che mi piace molto, si trova agli Uffizi (dove parlare di bellezza si fa presto) e si chiama “La Calunnia”, di Botticelli. Ebbene questo quadro ha cinquecento anni ma rappresenta perfettamente quel sentimento (e le sue conseguenze) che la meravigliosa Malèna subirà nella sua vita.

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La calunnia non esiste da sola, non può. Essa si ciba dell’ignoranza della gente, ma non l’ignoranza bonacciona, ma di quella che viene dal male. Nel quadro, per farla breve, Botticelli prevede la presenza di un cattivo giudice (con le orecchie d’asino), consigliato da Ignoranza e Sospetto, due personaggi che spifferano gratuite cattiverie alle sue orecchie. Poi ci sono il Rancore, un uomo brutto e incappucciato che porta con se Calunnia, una donna bellissima e ben acconciata da Insidia e Frode, che trascinano per i capelli  Calunniato, del tutto inerme di fronte all’odio della gente e che nulla può fare contro tutte quelle forze tra loro alleate. La calunnia impugna una grande fiaccola che non fa luce, simbolo della falsa conoscenza.

 

Chissà se Tornatore si è ispirato a quel quadro per rappresentare una delle scene più forti e dolorose e potenti del suo film.

Comunque. La storia si svolge nell’immaginario paese siciliano di Castelcutò (è stato girato a Siracusa e Noto, mica posti qualunque), ma tutto ciò che accade intorno è vero, verissimo.

Ci sono due forze in questo film, la prima è quella legata alla straordinaria bravura di Tornatore nel dare luce e vitalità alle immagini, e la seconda la sfavillante ma cupa bellezza di Monica Bellucci che riesce, non solo a catturare i nostri sguardi, ma anche a trasmetterci turbamento, emotività, invidia, sensualità, paura.

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Malèna ha appena perso il marito in guerra, è sola e bellissima, una combinazione che al tempo non giovava affatto, infatti otterrà prima le insistenti attenzioni maschili, che si trasformeranno come sempre in disapprovazione  non appena capiranno l’essere irraggiungibile, e poi l’invidia delle donne del paese, gelose dei loro uomini, oltre che della sua stravolgente bellezza. Il tutto ad aggiungersi all’esser vedova, quasi una colpa, lo stesso padre e il nuovo fidanzato la abbandonano, facendole vivere in poco tempo una parabola sconvolgente. Insomma un mix di ignoranza letale. Le rimarranno solo le intense occhiate del giovane Renato.

Ma Malèna è forte e trasforma le voci in realtà.
Sopravvive mentre il resto del mondo non fa altro che aspettare.

Malèna (2000): sulla bellezza e sulla calunnia 9

Questo il contesto, ma il film di Tornatore non si limita a dipingere, attraverso gli occhi di Renato scopriamo la vita di Malèna, la sua trasformazione e il loro rapporto che diviene sempre più intimo, e fragile.

Un film che parla di eventi, luoghi e azioni legate ad un mondo di settant’anni fa, questo è vero. Oggi una vedova di guerra non verrebbe certo trattata così. Ma il film parla anche di un sentimento che corre nei secoli e nei millenni, quello dell’invidia e della calunnia, ben rappresentato dalle azioni dei personaggi e dal dolore che questo provoca nella protagonista, una Monica Bellucci che parla pochissimo, ma trasmette sentimenti violentissimi. Usando la bellezza.

Malèna (2000): sulla bellezza e sulla calunnia 10
Queste sicuro poi voteranno DC

Odio, ignoranza e invidia si mescolano ed esplodono con brutalità contro quella donna, anzi contro La Donna, il suo essere riuscita a sopravvivere (e a vivere) nonostante tutto, il suo essere bella, desiderabile e libera, il suo essere diversa e invincibile.

Alla fine della guerra (e del film) Malèna avrà di fronte due scelte, quella di erigersi finalmente su tutti o scegliere di farsi accettare.

Consigliato a...

Amanti del cinema di Tornatore e chi vuole provare a ri(valutare) Monica Bellucci

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Cosa dice la critica

rotten tomatoes

84%

imdb

7,5

Totale
8.3/10
8.3/10
  • Trama - 8/10
    8/10
  • Realizzazione - 8/10
    8/10
  • Impatto - 9/10
    9/10

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