Arancia meccanica (1971): l’infinita immutabilità della violenza

by Max
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Arancia meccanica è un film del 1971  drammatico, distopico e con quel pizzico di grottesco tanto caro a Stanley Kubrick che ne è il regista. Tratto dall’omonimo romanzo di Anthony Burgess del 1962, è interpretato da Malcolm McDowell, Patrick Magee, Michael Bates e Warren Clarke.

La trama di Arancia meccanica

Arancia meccanica è ambientato in un mondo distopico e parla della storia di Alexander DeLarge, un ragazzo a capo di una banda, atta a compiere ogni genere di azioni criminali, con particolare attenzione a far si che queste siano estremamente violente. Ahilùi viene però arrestato e sottoposto, in cambio della libertà, ad un trattamento che lo condiziona alla non violenza..

Il film

Tutto comincia con quelle scritte bianche su sfondo colorato che neanche un powerpoint dell’87, segue la musica psichedelica di Wendy Carlos “Music from a Clockwork Orange” che stordisce fin da subito lo spettatore e poi quegli occhi che rimarranno per sempre nell’immaginario collettivo. È Alex, il protagonista, che fin da subito si presenta al pubblico:

“Eccomi là. Cioè Alex e i miei tre drughi. Cioè Pit, Georgie e Dim. Eravamo seduti nel Korova milkbar arrovellandoci il gulliver per sapere cosa fare della serata.

Il Korova milkbar vende ” latte+ “, cioè diciamo latte rinforzato con qualche droguccia mescalina, che è quel che stavamo bevendo.

È roba che ti fa robusto e disposto all’esercizio dell’amata ultraviolenza.”

Follia e latte, un mix perfetto, non a caso qualche anno dopo ci penserà Tarantino ad affidarlo al maniaco Hans Landa di Waltz, in Bastardi senza gloria.
Arancia Meccanica. Già il titolo deve farci pensare. In inglese “Clockwork Orange” è tipica dello slang cockney, il dialetto londinese e significa “sballato come un’arancia meccanica” o “a orologeria come una bomba”. Insomma un titolo azzeccato.

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Alex e i suoi drughi (da Droog, che dal russo significa “amico”) sono un gruppo di sbandati, che vagano per Londra con l’unico scopo di seminare il caos, e prendersi ciò che desiderano, sempre con la violenza come leit motiv. Picchiano un anziano clochard, violentano una ragazza, si scontrano con altre bande rivali e “visitano a sorpresa” case private. Il tutto con la musica di Mozart e Beethoven ad assisterli. E quel fischio alla Negan..
Punto di ritrovo il Korova Milkbar, luogo di perdizione, frequentato non solo da sbandati ma anche dalla creme della creme londinese, ricchi e famosi ma con la stessa moralità di Alex e i suoi fratelli. Insomma la feccia dell’umanità a sorso di latte.

In Arancia Meccanica Kubrick non le manda a dire alle nuove generazioni e ai governi degli anni '70.

Ma non è tutto rose e fiori, Alex circondato da personaggi inetti, compresi i genitori, l’ufficiale giudiziario che dovrebbe assisterlo, e i “tutori della legge”, viene arrestato. L’incipit cade e qui comincia un altro film.
Nel carcere il ragazzo si trova nel paradiso del maniaco (compresi i poliziotti e cappellano naturalmente), con altri come lui e anche peggio e ciò lo porta alla follia. Unica via di scampo la religione e il programma rieducativo chiamato Ludovico.
Il metodo consiste nel visionare estrema violenza fino alla nausea, in modo da condizionare sistematicamente il pensiero fino a mutarlo irrimediabilmente. Alex finirà per divenire incapace di compiere violenza (e odierà pure l’amato Beethoven, nel film chiamato amichevolmente Gran Ludovico Van).

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Ma a ciò corrisponde qualcosa di ancora più pauroso, la mancanza di libero arbitrio. Solo il prete disapprova (sarà stato luterano?), ma senza risultati.
Alex sarà ora libero di uscire, ma la sua libertà finirà con quei passi, che lo porteranno a subire vessazioni da tutte le sue ex vittime, dai famigliari e dagli amici (che hanno scelto tutti la professione delle famigerate guardie, ma guarda un po’).
Alex rimane un violento, ma verso se stesso. Esternamente pare pacifico, ma dentro brucia, come un meccanismo di autodistruzione inarrestabile. Un’arancia (fuori) meccanica (dentro).

La cattiveria di Alex era umana, la sua non-violenza è invece remissiva

La società borghese, pronta a barattare qualunque cosa in cambio del quieto vivere, anche un governo reazionario in cambio della libertà personale, ha creato un non-uomo. Anziché (ri)educarlo all’equilibrio, lo ha diseducato alla violenza.
E il finale di Arancia Meccanica è chiaro, la visione di Alex, mentre stringe la mano alla perbenista e corrotta autorità, è un’apparizione estasiante del suo pensiero latente, una liberazione fatta di sesso e violenza.
Nulla è realmente cambiato.
L’istinto umano non può essere soppresso, è troppo potente e puro. .

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Curiosità:

Prima curiosità:
Nel 1971, alla sua uscita, Arancia Meccanica ebbe elogi da parte di Federico Fellini e Akira Kurosawa, ma enormi critiche dalla classe politica un po’ in tutto il mondo, tant’è che ancora oggi, 2020, il film è, udite udite, vietato in Inghilterra. Non vinse quasi nulla nonostante le quattro candidature all’Oscar, le tre ai Golden Globe e molti altri. Tuttavia vinse il Nastro d’Argento a Taormina, lo stesso anno dove venne premiato un altro film scandalo!! l’Ultimo tango a Parigi di Bernardo Bertolucci con Marlon Brando e Maria Schneider.
Noi ci capiamo(vamo?) di più.Arancia Meccanica, Arancia Meccanica, Arancia Meccanica, Arancia Meccanica.

Seconda curiosità:
A 50 anni dalla pubblicazione del libro di Anthony Burgess nel 1962, nella zona di Bracciano, nel Lazio, dove l’autore aveva una casa, viene ritrovato un manoscritto dell’autore che ne contiene una sorta di “sequel” non terminato dal titolo “The Clockwork Condition”. Il manoscritto è successivo all’uscita del film 10 anni dopo e vuole esplorare il “panico morale” della società degli anni ’70, esplorando l’effetto della tecnologia, dei media, del cinema e della televisione sull’umanità.

Consigliato a...

Amanti del cinema di Kubrick, ma fa parte anche dei film da vedere una volta nella vita e ad Halloween!

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Cosa dice la critica

Arancia meccanica (1971): l’infinita immutabilità della violenza 10

Titolo italiano: Arancia Meccanica

Trama: Ambientato in un mondo distopico è la storia di Alexander DeLarge, un ragazzo a capo di una banda, atta a compiere ogni genere di azioni criminali, con particolare attenzione a far si che queste siano estremamente violente. Ahilùi viene però arrestato e sottoposto, in cambio della libertà, ad un trattamento che lo condiziona alla non violenza..

Data di uscita: October 30, 1971

Paese: Stati Uniti/Inghilterra

Durata: 136 min

Author: Stanley Kubrick

Regia: Stanley Kubrick

Attori: Malcolm McDowell, Patrick Magee, Michael Bates, Warren Clarke

Genere: Drammatico, Grottesco, Fantascienza

Totale
9.3/10
9.3/10
  • Trama - 9/10
    9/10
  • Realizzazione - 9/10
    9/10
  • Impatto - 10/10
    10/10

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