Intervista a Emil e Valentina, re dei casting in Alto Adige

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Da qualche tempo, l’Alto Adige è diventata una meta assai ambita per produzioni cinematografiche televisive anche di un certo livello: basti pensare a Curon, il nuovo supernatural drama da poco uscito su Netflix, alla fortunata serie tv della Rai Un passo dal cielo oppure a film come La ragazza nella nebbia. Se queste opere hanno avuto (o stanno avendo) successo, parte del merito va anche a chi ha coordinato i casting e la produzione a livello locale: stiamo parlando dei membri della Eagle Service, società cooperativa di Laives diventata fin da subito un punto di riferimento nella ricerca e gestione del personale quale comparse, piccoli ruoli, controfigure, figurazioni speciali e attori per ogni progetto di natura cinematografica in Alto Adige e non solo.

Per saperne di più, abbiamo incontrato Emil Da Soghe e Valentina Iagrossi, detta “Dakota” per gli amici (del set), la coppia in amore e nel lavoro che assieme a Charly Pistoi formano il trio dei soci fondatori della Eagle Service.

Intervista a Emil e Valentina, re dei casting in Alto Adige

Ciao ragazzi, quando e com’è nata l’idea di fondare la vostra agenzia di casting?

Entrambi abbiamo iniziato come semplici comparse. Io, in particolare [Valentina, ndr], nel 2014 avevo partecipato come comparsa in Un passo dal cielo 3 volendo conoscere Terence Hill di persona. Siccome però l’esperienza mi è piaciuta più del previsto, nelle giornate che prevedevano più figurazioni mi hanno chiesto se avevo voglia di dare una mano. Ho conosciuto così Federica, la ragazza che mi ha insegnato questo lavoro. Sono stata poi richiamata per I figli della notte, film del 2016 diretto da Andrea de Sica in cui ho fatto l’assistente del capogruppo delle comparse (in gergo extra casting director). Galeotto fu il set, perché proprio qui ho conosciuto Emil che faceva la comparsa. Da allora abbiamo continuato su questa strada, e il nostro primo progetto insieme è stato La ragazza nella nebbia nel 2017. Volendo dare una struttura più concreta al nostro lavoro di casting, nel 2018 abbiamo fondato la Eagle Service, che offre anche altri servizi dedicati alle produzioni come spot pubblicitari, video musicali, servizi fotografici e così via.

Come funziona esattamente il vostro lavoro?

Di solito ci contatta prima la produzione e poi o l’organizzatore o il direttore di produzione che ci danno indicazioni sul progetto, sulla mole di lavoro e sul budget a disposizione. Successivamente entriamo in contatto con la regia, l’aiuto regia e l’assistente alla regia con cui collaboriamo in maniera fissa per tutto il progetto. Una volta pervenutaci la sceneggiatura, iniziamo le ricerche, informandoci sui dettagli e sull’aspetto che dovrebbero avere le persone che andranno in scena fondamentalmente senza mai parlare. I ruoli principali, infatti, vengono gestiti dal casting director, responsabile dell’elenco di attori da presentare al regista. In quanto referenti casting sul territorio, possiamo però supportare la regia fornendo contatti oppure organizzando giornate per casting e provini.

A quanto pare, le produzioni si trovano bene con noi e in tanti, da nord a sud, ci contattano a colpo sicuro: oltre a quelle italiane, abbiamo avuto modo di lavorare anche con produzioni estere, soprattutto tedesche. Gestire un numero così grande di comparse (alla fine di un progetto importante arriviamo anche a 700-800) è sicuramente faticoso, il nostro è un lavoro difficile che limita molto la vita sociale. È anche un lavoro senza orari: quando magari finiamo una notturna alle quattro del mattino, dobbiamo già pensare al giorno dopo, dal momento che fra i nostri compiti rientra anche la preparazione dei contratti, l’invio delle assunzioni, e così via. Ovviamente è necessario un grande lavoro di squadra e di coordinamento con tutte le altre figure professionali coinvolte, dal reparto costumi per gli abiti di scena alla parte amministrativa per le varie assunzioni e pagamenti.

La cosa più bella in assoluto?

Spesso i contro superano i pro, ma di assolutamente positivo c’è che si crea un legame con tutti: non solo con i membri della troupe, ma anche e soprattutto con le comparse con cui abbiamo un rapporto davvero speciale, tanto che alcuni ci vedono come dei genitori e chiamano “mamma” e “papà”. Pensate che ormai guardiamo un film solo per capire chi è apparso dove… Alcuni ragazzi li abbiamo visti letteralmente crescere: da persone timide e introverse, grazie all’esperienza sul set sono riusciti a farsi notare arrivando anche a ottenere dei piccoli ruoli. Se molti ci ringraziano ancora, con tanti che abbiamo conosciuto durante le riprese usciamo e ci divertiamo al di fuori del lavoro. Ah, ovviamente abbiamo ancora intenzione di offrire tutte le pizze che avevamo promesso, c’è stata solo una certa pandemia di mezzo…

Parlateci di Curon, la vostra ultima fatica.

La casa di produzione Indiana Production ci aveva contattato a metà dell’anno scorso per questa serie che sarebbe andata in onda su Netflix. Anche se all’inizio eravamo intimoriti da un progetto di tali dimensioni, sul set ci siamo trovati benissimo e l’intesa con tutti i reparti, dalla regia ai costumi, è stata eccellente. In questo caso per la produzione era particolarmente importante la scelta dei ruoli per le comparse, che dovevano avere una palette di colori e dei costumi ad hoc per un totale di circa 500 figuranti. Siamo stati soddisfatti perché abbiamo avuto la possibilità di far fare piccoli ruoli e figurazioni speciali a molte persone, cosa non sempre fattibile. Le riprese di Curon, che a nostro parere ha portato una ventata di novità nel catalogo delle serie italiane, si sono svolte lo scorso inverno nell’arco di tre mesi in Val Venosta, tra Curon e Malles, ma anche sul Lago di Caldaro, a Ora e a Senale-San Felice, e nonostante sia stato un progetto decisamente impegnativo, lo rifaremo altre mille volte.

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Cosa consigliate a chi volesse provare l’esperienza del set?

Il nostro consiglio è sempre quello di buttarsi: nel bene o nel male, fare la comparsa è un’esperienza che ti cambia, del resto noi ci siamo conosciuti così! Quando riusciamo a ritagliarci del tempo libero, torniamo a fare le comparse, perché è divertente oltre che stimolante. E poi ogni set è diverso a modo suo, è davvero un mondo a parte…

Iscrivetevi al casting, ci trovate sia su Instagram che su Facebook e siamo sempre reperibili nei limiti del normale. Noi non escludiamo nessuno a priori, ma diamo spazio a tutti, dai 0 ai 99 anni: dal nostro punto di vista, ogni persona è unica e tutti possono trovare il proprio ruolo sul set. Le figurazioni speciali, in questo senso, sono fondamentali: si tratta di comparse inquadrate in un ruolo ben preciso con una capacità specifica, come ad esempio saper andare in moto o a cavallo. È possibile così colmare la mancanza di qualità recitative con la bravura in un determinato settore. Ecco perché siamo molti interessati ai vostri hobby e a quello che fate nella vita. Inoltre, siamo riusciti a ridurre i tempi di ricerca e i costi di produzione grazie alla creazione di un database, ovvero un elenco di persone che hanno la priorità (ma non l’esclusiva) poiché rappresentano le prime scelte su cui ci basiamo. Ovviamente, se vi sono richieste particolari, ci rivolgiamo al di fuori di questa cerchia tramite ricerche specifiche. Grazie al nostro database possiamo mettere a disposizione di qualsiasi produzione una lista di facile consultazione che permette di farsi un’idea precisa dell’aspetto di una persona. Chiunque ci si può iscrivere gratuitamente compilando dei moduli e caricando alcune foto sul nostro sito.

Quali sono i vostri progetti per il futuro?

Oltre alle normali attività di casting, per quest’estate abbiamo in cantiere alcuni progetti di cui non possiamo rivelare molto. Detto ciò, vorremmo continuare la nostra collaborazione con il Cineplexx di Bolzano organizzando rassegne stampa, première ed eventi in sala sia pubblici che privati: grazie al supporto della direttrice, Marlene Sebastiani, di recente siamo riusciti a organizzare, in forma strettamente privata, la visione sul grande schermo della prima puntata di Un passo dal cielo 5 con le comparse che hanno partecipato nella serie. Forti del successo riscontrato, abbiamo ripetuto l’esperienza con l’ultima puntata. In questo modo, abbiamo reso possibile l’incontro di coloro che hanno lavorato alla serie, sia a livello di cast che di troupe, permettendo un confronto e uno scambio di opinioni impensabile in un altro contesto. Avremmo voluto continuare su questa scia con il documentario su Messner, ma i nostri piani sono stati interrotti dal Coronavirus.

Un giorno poi sarebbe bello accrescere la nostra società con dei reparti che coprano gli aspetti più rappresentativi dell’industria cinematografica, dalla recitazione alla post-produzione. L’Alto Adige, infatti, se da un lato sta vivendo un periodo assai prolifico dal punto di vista cinematografico, dall’altro soffre la mancanza di luoghi dove fare cinema. Anche se questo ipotetico spazio in cui vorremo dare l’opportunità a chi ha talento ma magari per timore o per mancanza di esperienza non si mette in gioco non si dovesse per forza chiamare Eagle Service, per noi sarebbe indifferente: non è certo il tornaconto economico che ci interessa, l’importante è unire le forze per dar vita a progetti comuni che valorizzino il territorio locale. Basti pensare a quanta cultura abbiamo qui in regione, a quante storie ci sarebbero da raccontare e su cui si potrebbero girare intere serie e film… Questo sarebbe il regalo più bello.

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