Eurovision Song Contest – La storia dei Fire Saga (2020): l’Europa chiama

Eurovision Song Contest - La storia dei Fire Saga (2020): l'Europa chiama 1

Eurovision Song Contest: The story of The Fire Saga è un film del 2020 diretto da David Dobikin, con Will Ferrell, Rachel McAdams, Dan Stevens e la partecipazione di Pierce Brosnan.

 

La trama

In un piccolo paesino dell’Islanda, il giovane Lars (Will Ferrell)  rimane folgorato dalla performance degli Abba all’Eurvision e sogna un giorno di poter rappresentare il proprio paese al celebre contest.

Crescendo forma un gruppo con la sua migliore amica di infanzia Sigrit (Rachel McAdams), i Fire Saga. Ora che il sogno di partecipare e vincere l’Eurovision è condiviso, il duo decide di spedire il proprio pezzo alla commissione di selezione per il contest, finendo per essere fortuitamente estratto.

Eurovision Song Contest

 

La premessa

Per chi non lo conoscesse, l’Eurovision Song Contest è la gara canora più grande d’Europa. Nato nel 1956, coinvolge tutti gli stati europei e ogni anno si svolge nel paese del vincitore dell’anno precedente. Le pre-selezioni degli artisti si svolgono in modo diverso per ogni paese e la gara vera e propria si svolge su tre serate: due serate di selezione e la finale.
La gara canora ha un seguito enorme a livello mondiale e ogni anno il popolo di Twitter si riunisce a commentare uno degli eventi più attesi dell’anno. Il motivo?

IL TRASH

C’è anche del buono e del sobrio nelle tre serate, ma aspettatevelo quando meno credete e soprattutto a piccole dosi, perché il trash è il padrone di casa ed è anche questo parte del divertimento. Fuoco, fiamme, gente appesa al soffitto che vola, gruppi sadomaso, yodel, vestiti kitsch. Per rendervi meglio l’idea, allego una delle performance più memorabili: Verka Serduchka (sì, potrebbe tranquillamente essere Malgioglio sotto copertura).

Il film

Eurovision Song Contest: the story of Fire Saga è nato come omaggio alla gara, con lo scopo di introdurre gli americani al folle festival degli europei. Will Ferrell – protagonista e produttore – si è appassionato grazie alla moglie svedese che l’ha introdotto alla competizione nel 1999 e ha prestato anche la voce ad alcune delle canzoni cantate nel film.

Le premesse per essere una commedia coi fiocchi alla Ferrell ci sono tutte: l’ambientazione, il contesto, i protagonisti sgangherati che tra mille ostacoli riescono comunque a far avverare in parte il loro sogni, i personaggi di contorno al limite della caricatura. Il problema è nell’esecuzione.

 

Un’aspirante commedia a cui manca il guizzo.

 

Già dall’inizio abbiamo un problema con l’accento, perché nonostante sia ambientato in Islanda, una buona parte dei personaggi islandesi parla con un forte accento inglese. Purtroppo da questo punto di vista non è stata un’operazione riuscita come Jojo Rabbit.
La costante sfortuna che perseguita i protagonisti è un tantinello forzata, perché alle volte fa ridere a denti strettissimi, quasi digrignati e trascende il ridicolo al momento della gara vera e propria, così come altre situazioni.
Anche l’intrusione di Mita e Alexander nel rapporto personale tra Lars e Sigrit non funziona, sebbene ci sia un motivo (futilissimo?) alla base. Sembra che gli sceneggiatori (palesemente quelli di Boris) l’abbiano messa ”così, de botto” lì solo per creare dell’inutile scompiglio.
Non voglio dimenticare l’unico effetto speciale presente nel film, perché è talmente brutto da sembrare la grafica di un videogioco uscita male e si poteva trovare un’alternativa.

Eurovision Song Contest

Se mi concedete, due standing ovation a Ferrell – da appassionata dell’Eurovision Song Contest – le farei. La prima perché da americano – seppur con una visione “guidata” al contest – è riuscito a centrare perfettamente l’atmosfera trash della competizione e dei suoi partecipanti e ha creato performance che starebbero benissimo sul palco del contest vero e proprio. La seconda perché ha voluto omaggiare la diversità dell’Eurovision, invitando i partecipanti delle scorse edizioni a comparire nel film e lasciando al vincitore portoghese del 2017 Salvador Sobral l’unico momento poetico del film.

Una sorpresa però c’è stata: Dan Stevens nei panni del russo Alexander Lemtov, divertentissimo e sopra le righe, che potrebbe essere l’ospite d’onore perfetto per la prossima edizione dell’Eurovision, insieme ai Fire Saga.

Consigliato a: i fan dell’Eurovision sicuramente, agli altri se morite di curiosità

Trailer:

Dove recuperarlo?

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Cosa dice la critica:

Armageddon - Giudizio finale (1998): vinciamo noi Grace! 1 6,7/10
Armageddon - Giudizio finale (1998): vinciamo noi Grace! 2 60%

Totale
6.7/10
6.7/10
  • Trama - 7/10
    7/10
  • Realizzazione - 6.5/10
    6.5/10
  • Impatto - 6.5/10
    6.5/10