Conan il ragazzo del futuro (1978): la serie anime cult di Miyazaki

conan il ragazzo del futuro

In questi giorni di quarantena forzata ho rispolverato quello che a mio avviso è uno dei capolavori della produzione di animazione mondiale, realizzato da quel geniale regista nipponico che risponde al nome di Hayao Miyazaki: Conan il ragazzo del futuro. Per chi non conoscesse questa serie anime, prodotta in Giappone nel 1978 e liberamente tratta dal romanzo di fantascienza dello scrittore statunitense Alexander Key The Incredible Tie (pubblicato nel 1970), faccio un breve riassunto di seguito.

La trama di Conan il ragazzo del futuro: un mondo fatto di isole dall’Isola Perduta a Hyarbor e Indastria

La storia di Conan il ragazzo del futuro racconta le vicissitudini di Conan, un ragazzino dodicenne dotato di una forza sovrumana e di buoni sentimenti, e del suo incontro con Lana, sua coetanea, fuggita da una nave diretta verso l’Isola di Indastria. L’ambientazione è post-apocalittica, nell’arco temporale cha va dal 2028 al 2030, vent’anni dopo la fine della Terza Guerra Mondiale, scoppiata nel luglio del 2008.

Conan vive su un’isoletta (che lui stesso chiama l’Isola Perduta), unico abitante assieme all’anziano nonno, ed è nato dopo l’apocalisse nucleare che ha provocato la distruzione di gran parte della popolazione mondiale e ricoperto quasi tutte le terre. I due vivono in quelli che sono i resti del razzo che avrebbe dovuto far fuggire il nonno e un gruppo di altre persone (fra le quali gli stessi genitori del ragazzo) verso un altro pianeta, nel tentativo di salvarsi dalla distruzione nucleare, ma che a causa di un’avaria li ha fatti precipitare su quell’atollo sperduto in mezzo al mare. L’Isola Perduta era inizialmente inospitale e desertica, ma nel giro di poco tempo la natura torna ad avere il sopravvento rendendola florida e rigogliosa. I parallelismi con la situazione che stiamo vivendo adesso, con un calo drastico del traffico autostradale, aereo e navale a livello mondiale e con tutti i filmati che si vedono circolare in rete dei delfini a Venezia e dei cinghiali in Sardegna – tanto per fare alcuni esempi – sono davvero impressionanti.

La fuga di Lana (attenzione: i prossimi due paragrafi contengono spoiler!)

La storia di Conan il ragazzo del futuro, composta di 26 episodi della durata di 24 minuti circa ciascuno, prende inizio quando Conan, tornato da una battuta di pesca (fra le grandi doti del ragazzo c’è anche quella di avere una resistenza incredibile in apnea, che lo porta già nel primo episodio a nuotare nei resti sommersi di una città a caccia di uno squalo che sta facendo razzia di tutti i pesci vicini alla costa della sua isola), trova sulla spiaggia una ragazzina svenuta, portata dalla corrente e fuggita da chissà dove.

conan il ragazzo del futuro

Il ragazzo corre allarmato ad allertare il nonno, in quanto vede per la prima volta in vita sua un altro essere umano. Lana viene soccorsa e curata e i due scoprono così di non essere gli unici abitanti rimasti vivi sul pianeta, in quanto Lana racconta di provenire dall’isola di Hyarbor (High Harbor nel romanzo originale) dove tanti superstiti si sono riorganizzati in villaggi e vivono di agricoltura, caccia e pesca.

Ben presto però si scopre da dove e perché Lana stava fuggendo: arrivano infatti dei militari a bordo del Falco (un idrovolante arancione sospinto da un’unica elica) capitanati da Miss Mosley, Vice-Direttrice dell’Isola di Indastria, un’isola in decadenza, grigia ed inquinata, ad alta tecnologizzazione e guidata dal perfido Direttore Lepka. Lana deve essere rapita in quanto nipote del dottor Rao, l’ultimo scienziato che sarebbe in grado di utilizzare l’enorme potere dell’energia solare, che potrebbe riportare l’isola di Indastria ai fasti di un tempo (e al dominio incontrastato del mondo). Lana è infatti in grado di contattare telepaticamente il nonno Rao, oltre che di parlare con i gabbiani (e questa caratteristica sarà fondamentale per salvare verso gli ultimi episodi proprio Conan).

Oltre il Mare Rabbioso l’inizio delle avventure di Conan

Il nonno e Conan si oppongano al rapimento, ma senza successo: il nonno rimane gravemente ferito e sul letto di morte esorta Conan a fuggire dall’isola perduta, andare a liberare Lana e farsi nuovi amici. Conan parte così per cercare Lana, costruendosi una barca di fortuna e riuscendo ad attraversare il Mare Rabbioso inizierà la sua avventura. Approdato all’isola della plastica, un’isola che gli abitanti di Indastria utilizzano per rifornirsi di schiavi e di materia prima da riconvertire in energia, si imbatterà con il primo amico, il coetaneo e selvaggio Jimsey, un ragazzo ghiotto di rane dal cuore grande e dotato di una simpatia unica (le sue espressioni e i suoi atteggiamenti non potranno non strapparvi più di un sorriso).

conan il ragazzo del futuro

Da qui in poi si incontreranno tutta una serie di personaggi sia principali che secondari, a partire dal comandante del Barracuda (una nave che rifornisce Indastria di plastica da convertire) e dal suo equipaggio, il Capitano Deis, doppiogiochista e sempre pronto a fare i propri interessi personali ma forse anche il personaggio più complesso di tutta la storia. In Conan il ragazzo del futuro non mancano scene che, riviste oggi, non possono non far riflettere su come sia radicalmente cambiata la sensibilità con cui vengono trattate tematiche rivolte ai ragazzi: da Jimsey che sull’isola di plastica fuma i tabataba (delle sigarette che, in bocca ad un ragazzino di dodici anni, forniscono alla scena un’aria grottesca), fino ad arrivare ai comportamenti a dir poco ambigui del Capitano Deis (un adulto di trentacinque o quarant’anni) che, rimasto solo sottocoperta con Lana, cerca di sedurla offrendole una cena romantica.

Conan mette d’accordo tutte le generazioni

Per seguire il resto della storia e tuffarvi nell’affascinante mondo di Conan vi invito a recuperare questa bellissima serie e vedervi tutti gli episodi. Io, che appartengo alla generazione nata nei primi anni Settanta, l’ho fatto: l’ho seguita quando è uscita per la prima volta in Italia nel 1981 (l’anno prossimo saranno 40 anni!); poi l’ho fatta vedere qualche anno fa a mia figlia (che appartiene alla generazione dei giovani nati nella prima decade del decennio 2000-2010); infine me la sono rivista in questa quarantena assieme a mio figlio, nato proprio nel 2008, quando il mondo di Conan esplodeva a causa della Terza Guerra Mondiale. È piaciuto a tutti: a dimostrazione che un cartone animato, se ben fatto, non ha né età né genere.

conan il ragazzo del futuro

Il mondo di Conan il ragazzo del futuro è un mondo nel quale è evidente sin da subito il contrasto tra buoni e cattivi: i primi raffigurati da coloro che vivono a contatto con la natura, con valori semplici e il duro lavoro, i secondi rappresentati invece dalla peggiore tecnologia e dall’industrializzazione selvaggia, quelle che distruggono tutto ciò che è stato creato dalla natura ma che sono destinate – in fondo – alla sconfitta. Anche le scelte cromatiche rispecchiano questa suddivisione: colori brillanti e solari caratterizzano i paesaggi naturali, ricchi di dettagli; colori grigi e oscuri rappresentano invece il mondo tecnologico, messo sempre in cattiva luce per come viene utilizzato dall’uomo per fare del male e dominare i propri simili.

Il primo doppiaggio in italiano, del 1981, è stato diretto dall’indimenticabile Enzo Consoli, colui che, oltre a dare la voce al Capitano Deis ha dato la voce ad altri indimenticabili personaggi della mia infanzia: dall’Ispettore Zenigata nella prima serie di Lupin III fino al dottor Leonard McCoy nella serie classica di Star Trek; la voce di Conan nel primo doppiaggio era invece di Marco Guadagno, semplicemente bravissimo. Esiste anche un ridoppiaggio del 2007, più fedele rispetto all’edizione originale e che porta il doppiaggio anche di alcune (poche in realtà) scene tagliate nella prima edizione.

conan il ragazzo del futuro

In Conan il ragazzo del futuro tutto è perfetto: dalla storia, alla caratterizzazione dei personaggi, alle musiche. La colonna sonora si rivela essere infatti di incredibile fattura, con una ricchezza di dettagli che mette in luce l’accuratezza di questa produzione, in cui nulla sembra essere stato lasciato al caso. Malinconica la sigla finale in giapponese, con un lungo filare di alberi disegnati a china che scorrono in loop a fianco di un viale soltanto abbozzato, mentre in italiano è bellissima la sigla iniziale, cantata da Giorgia Lepore, che riassume le atmosfere di tutto il cartoon. Se non ci fosse stata questa bellissima canzone, ci avrei visto altrettanto bene la classica “Noi non ci saremo” scritta da Francesco Guccini alla fine degli anni ’60 e portata al successo dai Nomadi di Augusto Daolio, canzone contro la guerra dalle grandissime analogie con il nostro cartone animato.


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Sigla:

Cosa dice la critica:

Conan il ragazzo del futuro (1978): la serie anime cult di Miyazaki 1 8,7/10
Conan il ragazzo del futuro (1978): la serie anime cult di Miyazaki 2 ND


Scritto da Stefano Zuliani

Conan il ragazzo del futuro (1978): la serie anime cult di Miyazaki 3

Name: Conan il ragazzo del futuro

Description: La storia di Conan il ragazzo del futuro racconta le vicissitudini di Conan, un ragazzino dodicenne dotato di una forza sovrumana e di buoni sentimenti, e del suo incontro con Lana, sua coetanea, fuggita da una nave diretta verso l’Isola di Indastria. L’ambientazione è post-apocalittica, nell’arco temporale cha va dal 2028 al 2030, vent’anni dopo la fine della Terza Guerra Mondiale, scoppiata nel luglio del 2008.

Totale
9/10
9/10
  • Trama - 8/10
    8/10
  • Realizzazione - 10/10
    10/10
  • Impatto - 9/10
    9/10