Il cinema di Lars von Trier: una persona non gradita

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Un po’ di storia di Lars von Trier

Lars von Trier figlio di.. nudisti, comunisti e atei, è un ragazzaccio danese che si crede onnipotente e obiettivamente fa dei film molto.. particolari. Uno di quelli che o ti piace o li dai fuoco (il che potrebbe anche piacerli, visti i gusti).
Prima ebreo, poi una volta scoperto che il padre non è il padre (il suo padre non quello celeste), diventa ateo. Ipocondriaco, torturato da innumerevoli fobie/fisse, come quella di lasciare la terra ferma o di viaggiare sempre con le stesse persone selezionate.

In pratica ha paura di tutto, tranne che di girare un film. Lars von Trier ha sofferto diversi anni di forte depressione tanto da dedicarci una trilogia di film: Antichrist (2009), Melancholia (2011) e il doppio Nymphomaniac (2014).

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Nel 1995 dà vita, assieme Thomas Vinterberg (film più famoso “Il sospetto” del 2012), al Dogma 95, un movimento cinematografico fondato su un decalogo di precise regole che si basano sostanzialmente sullo “spirito libero” e un forte rifiuto verso le nuove tecnologie che annacquano il senso del vero cinema. In più von Trier non sopporta i set preimpostati, tanto dal non utilizzarli nei suoi lavori.
Un esempio: durante le riprese di “Idioti” (Dogme#2: Idioterne), nel 1998 si presentò nudo, costringendo anche gli attori a spogliarsi a loro volta se volevano continuare a lavorare con lui.

Lars, ha avuto il coraggio di esporre al pubblico il suo lato oscuro,

usando angosce e paure come benzina per il suo talento.

Pare che Steven Spielberg gli avesse offerto l’occasione di lavorare a Hollywood, ma Lars von Trier rifiutò categoricamente in quanto “Gli Studios americani danno soldi ai registi per educarli a dimenticare il loro stile, nonostante fosse la ragione per cui li volevano scritturare”.
Si dice alcolizzato a periodi, in pratica quando non cerca di smettere.

Possiede anche una casa di produzione pornografica riservata al pubblico femminile, la Zentropa (anch’essa deve seguire le rigide regole del Dogma 95).

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Lars Von Trier a Berlino polemizza con i francesi in italiano

Si tratta di “una persona a cui è molto difficile stare vicino, racconta Charlotte Gainsbourg, una delle poche che ancora lo frequenta.

Ma sono le dichiarazioni i suoi mezzi di massima propaganda e, a dimostrazione che anche von Trier non si sottrae dalla regola del “tutto quello che viene prima del “ma” non conta niente” eccolo in un: “Non ce l’ho con gli ebrei, ma Israele è come un dito nel culo”. E ancora lo scontro con Björk che lo accusava di abusi sessuali: “Non è quello che è successo, tra noi due c’era solo una grande inimicizia”. In una dichiarazione di qualche anno fa invita i suoi fan a guardare i suoi lavori e a non ascoltare le sue interviste in quanto “se sapessi spiegarmi a parole non farei film“, ah e non guardate quegli degli altri, “sia mai che vi piacessero!

 

“A chi interesserebbe qualcosa creato dai Rolling Stones senza alcol o da Jimi Hendrix senza eroina?”

 

Infine il “von” naturalmente se lo è aggiunto lui. Ah è una volta ha dichiarato di essere nazista (ma per scherzo, si?), clamorose le sue dichiarazioni al Festival di Cannes nel 2011, l’anno prima aveva vinto con Dancing in the dark. Un bocconcino insomma.

Ma vediamo le opere di tale agent provocateur, partendo dagli albori. Era il 1984 e Lars correva nudo nei campi..

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Il Lars gaio

Il cinema di von Trier viene spesso diviso in quattro trilogie: la Trilogia Europea, la Trilogia del Cuore d’oro, la Trilogia Americana e la Trilogia della Depressione. Tutte intervallate da altri lavori, spesso documentaristici e anche serie tv.

 

La Trilogia europea

I primi lavori di Von Trier si basano soprattutto sul mezzo cinematografico, vedremo ambiziose scelte fotografiche e trame che strizzano l’occhio all’esoterismo e alla decadenza umana.

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L’elemento del crimine (1984) – IMDB 6,8/10

Un detective inglese che vive al Cairo va da uno psicologo per far passare il mal di testa. Il dottore decide di ipnotizzarlo facendo riemeregere sconvolgenti dettagli di un’indagine del passato riguardante una bambina. Lo psicologo propone di utilizzare un metodo bizzarro, comportarsi come il killer..

Epidemic (1987)- IMDB 6,2/10

Un regista e uno sceneggiatore (interpretati da Trier e Niels Vorsel) sono alle prese con una trama apocalittica legata ad un’epidemia. Questa ad un certo punto accade veramente. Nel frattempo la sceneggiatura viene cancellata per errore..

Europa (1991) – IMDB 7,6/10

Nel 1945, un americano di origini tedesche va in Germania per aiutare la ricostruzione, suo malgrado rimane coinvolto in un piano di resistenza tedesca all’occupazione alleata (vista negativamente dalla trama). Molto forte la scelta della fotografia, buona parte del film in bianco e nero che si smorza in base alla tensione del momento.

 

La Trilogia del cuore d’oro

Questa trilogia, alla faccia del nome, non è certo piacevole. In particolare il destino dei protagonisti che, a causa del loro cuore d’oro, vanno incontro a un doloroso risultato.

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Le onde del destino (1996) – IMDB 7,9/10

La sempliciotta e religiosissima Bess sposa Jan, inquieto e ateo operaio. Questi ha un terribile incidente che non gli permette di muoversi dalla sedia a rotelle e convince la moglie ad avere degli amanti. Bess supera le avversità convincendosi che sia Dio a parlare attraverso la bocca del marito. Una martire moderna.

Idioti (Dogme#2: Idioterne) (1998) – IMDB 6,8/10

“L’idea base del film mi è venuta nel momento stesso in cui abbiamo scritto il manifesto. Ho pensato ad un gruppo di persone che scelgono di comportarsi come degli idioti, tutto qui”. Firmato Lars von Trier. Si parla di giovani intellettuali che si comportano come se fossero dei ritardati mentali, nel tentativo di mandare in cortocircuito il sistema conformista. Questo è forse il film che più rispetta i dettami del Dogma 95: è stato girato a spalla, con audio diretto, senza sceneggiatura precisa e quasi senza montaggio.

Dancer in the Dark (2000) – IMDB 8,0/10

Selma, un’emigrata dell’est Europa negli Usa deve abbandonare la sua passione per i musical per pagare le cure del figlio malato (lei ha la stessa malattia). I suoi risparmi vengono però rubati da un poliziotto che doveva aiutarla. Finale strappalacrime (e non in positivo). Protagonista e responsabile della colonna sonora Miss Björk. QUI LA NOSTRA RECENSIONE

La Trilogia americana

La trilogia americana non è girata in America, perché Von Trier ha paura di lasciare la terraferma. Primo punto. Secondo punto è la trilogia che darà notorietà internazionale al regista danese, per le caratteristiche del prodotto (straordinario) e grazie anche alla presenza di grandi attori.

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Dogville (2003)- IMDB 8,0/10

Salto di qualità di von Trier che completa il suo primo capolavoro. Dogville e poi Manderlay che ne è il sequel, usano un approccio minimalista, sono infatti ambientati completamente su un palco di teatro. Gli ambienti sono delimitati da segni in gesso e piccoli elementi scenografici. C’è lo spazio giusto per qualche letto, tavolini e sedie. Grace (una straordinaria Nicole Kidman) è la protagonista (ci sono anche Paul Bettany e Stellan Skarsgård), una donna che non trova conforto in un mondo, quello americano degli anni ’30, sulla soglia della ripresa economica ma senza speranze a livello umano, ed è inseguita da pericolosi gangster. Grace sembra trovarsi bene nel paesino, poi però sarà vittima di ricatti e violenze.

Manderlay (2005) – IMDB 7,3/10

Sequel di Dogville si riprende dalla fuga di Grace (ora interpretata da Bryce Dallas Howard, visto che la Kidmann è fuggita per sempre da Von Trier), che capita in un piccolo paesino dell’Alabama, dove vige ancora la schiavitù. Grace decide di rimanere per aiutare delle donne in difficoltà. Non finirà bene. Anche in Manderlay il film è completamente girato su un palco teatrale, questa volta bianco per risaltare meglio gli attori di colore (lo ha detto Von Trier naturalmente).

La casa di Jack (2018)- IMDB 6,8/10

Ultimo atto della trilogia (doveva uscire nel 2007 ma Lars aveva la depressione), parla del serial Killer Jack, convinto che ogni suo omicidio sia un vero e proprio capolavoro. La polizia gli sta alle calcagna, anche se la sua cattura non è semplice. Col passare degli anni, però, Jack diventa sempre più disattento.

 

La Trilogia della depressione

Ed eccoci qui, alla celeberrima trilogia delle trilogie, quella della depressione che il buon Lars von Trier vuole assolutamente condividere con noi. Eh gliel’ha detto il medico (che ora ci viene il dubbio non sia quello de “L’elemento del crimine”?, chissà).

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Antichrist (2009)- IMDB 6,6/10

Ispirandosi a Nietzsche (l’avreste mai detto?) e con protagonisti Willem Dafoe (di nome Lui) e Charlotte Gainsbourg (Lei, per non sbagliarsi), von Trier ci porta nel suo lavoro più oscuro e potente (raggiunto solo dal Melanchonia di qualche anno dopo). In lutto per la morte del figlio, una coppia si rifugia in una casa nei boschi, lontana da tutto, nella speranza di risolvere i problemi che rischiano di distruggerli e riprendersi quanto prima. Andrà così? Haha, naturalmente no. Anzi, gli effetti della depressione colpiranno anche lo spettatore.

Melancholia (2011)- IMDB 7,2/10

Due donne a confronto, la sposina Justine (una superba Kirsten Dunst) e l’estroversa sorella (Charlotte Gainsbourg), mentre il pianeta Terra sta per essere colpito da un meteorite che lo distruggerà. Justine rifiuta il matrimonio, tradisce il marito, si licenzia e crolla in se stessa, solo Claire la aiuta ospitandola nella sua villa, in attesa della fine del mondo. A mio parere il film più “bello” e strappabudella di von Trier.
PS: ad interpretare Justine doveva essere Penelope Cruz, ma dovette rinunciare. Pare sia stato Paul Thomas Anderson a consigliare la Dunst a Lars Von Trier. Pensare il risultato senza lo sguardo magnetico dell’attrice di origini tedesco/svedesi è impossibile.

Nymphomaniac (2013) – IMDB 6,9/10 (VOL1) ; IMDB 6,7/10 (VOL2)

Ed eccoci al più chiacchierato film di Von Trier, lo scandaloso, immorale e pornografico Nymphomaniac, con un cast del tutto eccezionale: Charlotte Gainsbourg (ebbene si), Stellan Skarsgård, Uma Thurman, Willem Dafoe, Stacy Martin, Christian Slater, Shia LaBeouf (che inviò al regista diversi video di lui e la fidanzata in intimità per farsi scritturare) e molti altri. In una fredda sera d’inverno un uomo salva una donna dalla strada e la porta nel suo appartamento, dove lei inizia a raccontare (in 8 capitoli divisi in due film) la parabola erotico-drammatica della sua vita. Una ninfomane che confessa la depressione in chiave erotica ad un uomo vergine. Mica male eh..

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Il grande capo (2006)- IMDB 6,7/10

Film fuori trilogia ma a cui dobbiamo una menzione particolare, in quanto Lars Von Trier che gira un film comico (seppur grottesco) non si era mai visto. Si parla di un uomo che deve portare un’azienda alla fusione con un’altra, ma non vuole che si sappia che sia lui. Per questo ingaggia un attore che faccia la parte del “Grande Capo”, un personaggio immaginario inventato dal protagonista per evitare di prendersi troppe responsabilità. Con la scusa si parla di etica del lavoro, di conflitti e di rapporti umani.

In attesa del suo prossimo lavoro, pare che Lars Von Trier stia pensando a qualcosa di diverso, “per disintossicarsi dalle dipendenze e dall’ansia del suo cinema“, una sorta di corti in bianco e nero, da girare in Danimarca e solo con attori locali.

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