Cuba and the Cameraman (2017): Hasta siempre Fidel!

by Lorenzo
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Cuba and the Cameraman è un docu-film statunitense del 2017 scritto, diretto e co-prodotto da Jon Alpert.

La trama di Cuba and the Cameraman

Il film si concentra su Cuba e sul suo leader, Fidel Castro, dal 1975 al 2016 soffermandosi maggiormente sulle vite dei cittadini qualunque (dalla loro vecchiaia, al loro lavoro e il loro disagio economico) senza però tralasciare i fatti storici più rilevanti (la dissoluzione dell’Unione Sovietica, l’embargo contro Cuba e la politica internazionale).

Cuba and the Cameraman (2017): Hasta siempre Fidel! 6

Una volta scovato Cuba and the Cameraman su Netflix, è durato poco nella watchlist.

Sono stato a Cuba nel novembre 2016 e mi sono trovato a vivere la Storia in prima persona.

Quando il 25 novembre 2016 è venuto a mancare Fidel Castro si è anche chiuso quel capitolo fatto di personaggi e di battaglie ideologiche figlio del dopoguerra.

Aspettavo di vedere uno sguardo documentaristico sulla vicenda, soprattutto dopo averla vissuta nelle reazioni di un paese intero, dai 14 giorni di lutto nazionale, alle chiacchiere con ogni tassista, venditore, ristoratore o guida improvvisata.

Cuba ha mille storie da raccontare. Ogni incrocio ha qualcosa da dire e i Cubani sono… Cubani.

In preparazione al viaggio avevo letto parecchio, tra blog e considerazioni di europei residenti o studenti a Cuba e quanto appena affermato, più che voler essere una facile generalizzazione, vuole essere una definizione del loro senso di patriottismo e di identità.

Il film

Cuba and the Cameraman parte nel ‘75 con la prima visita di Jon Alpert. All’inizio sembra si concentri molto sulla figura di Fidel, ma questo non è un biopic. Le occasioni di avvicinarsi al Lider Maximo man mano vengono meno e ci si sposta in parte sulla vita di persone comuni, dal lavoro nei campi, ai ragazzi di strada e l’effetto che le vicende socio-politiche avevano su di essi. Tra gli intervistati si vede gioia, dolore, spensieratezza, disperazione, voglia di fuga, paura, orgoglio e fede cieca verso il Lider.

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E non si può non legare e sentirsi vicini ai personaggi, quanto si viene invitati a entrare in casa loro e aprono un frigo vuoto.

A Cuba, chi lavora nel turismo sono quelli che vivono bene. Come mi disse una collega, prima di partire: “Il Turista è sacro”. In Cuba and the Cameraman si sente quanto guadagna un medico, a Cuba. Quindi una persona con una profonda istruzione e grosse responsabilità. Ma chi lavora nel turismo guadagna di piu’.

Jon Alpert torna spesso a Cuba e ogni volta osserva e chiede cosa sia cambiato. Lo stesso regista ammette quanto significhi per lui ogni volta tornare a Cuba, rendendo il film estremamente intimo e poco didascalico.

Cuba and the Cameraman finisce per entrare nel cuore dello spettatore, perché mostra la vita normale, quella di tutti i giorni. Così lontana da noi e dalla nostra, eppure così vicina.

Consigliato…

… a chi è stato o vuole andare a Cuba. A chi vuole capire Cuba.

Trailer:

Dove recuperarlo?

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Cosa dice la critica:

Cuba and the Cameraman (2017): Hasta siempre Fidel! 9 8.2/10
Cuba and the Cameraman (2017): Hasta siempre Fidel! 10 100% – 92%

Cuba and the Cameraman (2017): Hasta siempre Fidel! 11

Titolo italiano: Cuba and the Cameraman

Trama: Il film si concentra su Cuba e sul suo leader, Fidel Castro, dal 1975 al 2016 soffermandosi maggiormente sulle vite dei cittadini qualunque (dalla loro vecchiaia, al loro lavoro e il loro disagio economico) senza però tralasciare i fatti storici più rilevanti (la dissoluzione dell'Unione Sovietica, l'embargo contro Cuba e la politica internazionale).

Data di uscita: November 25, 2020

Paese: Cuba, USA

Durata: 113 min.

Regia: Jon Alpert

Genere: Documentario

Totale
8.3/10
8.3/10
  • Trama - 8/10
    8/10
  • Realizzazione - 8/10
    8/10
  • Impatto - 9/10
    9/10

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