6 Febbraio, 2020

Il viaggio di Yao (2018): il Senegal e la povertà

Il viaggio di Yao (2018): il Senegal e la povertà 1

Il viaggio di Yao è una commedia di Philippe Godeau del 2018 con Omar Sy, attore franco-senegalese divenuto famoso in Quasi Amici. 

La trama di Il viaggio di Yao

Essere un attore francese di fama internazionale ma senza conoscere le proprie origini. Per Seydou tante domande sono rimaste irrisolte. Sarà la conoscenza di Yao, un nativo senegalese di 13 anni a fargli “da Cicerone”.

Il viaggio di Yao (2018): il Senegal e la povertà 2

Il “fattore Senegal”

Lo specchio che abbiamo su questo stato centro-africano è tremendamente conforme alla realtà. Veicoli in procinto di rottamazione, terre desolate, forti tradizioni tribali, grande povertà, senso del dovere, della comunità e del sacrificio. Un entroterra diametralmente opposto rispetto alla realtà apparentemente abbiente di Dakar. Una capitale che corre, in uno stato che cammina claudicante. 

Eppure basta poco; prendi una Peugeot sgangherata, oppure sali su un taxi di fortuna, superi bancarelle ed asfalto, finisci nel nulla più totale.

“Il destino è Dio che passeggia in incognito”

Il film

Pronti, via: lusso sfrenato, feste di compleanno con clown profumatamente pagati, piscine. A Seydou sembra non mancare nulla, tanto meno al fortunato figlio Nathan. Il Senegal è una realtà distante, alla quale però Seydou si avvicinerà quasi per caso, per un firmacopie del suo ultimo libro.

La sua fama ha contribuito a creare nell’immaginario collettivo di Dakar e provincia, un’immagine netta e pulita del classico uomo d’affari che ce l’ha fatta, che è emigrato da una terra poverissima e ha fatto fortuna. Questa corsa all’autorealizzazione è ciò che spinge Yao, un piccolo ma acculturato ragazzino, a raggiungere il suo idolo al firmacopie, combinando un incontro che cambierà per sempre la vita ad entrambi.

Il viaggio di Yao (2018): il Senegal e la povertà 3

I dialoghi ben costruiti fanno da padrone, fornendo al film un bel ritmo, scandito dalla riscoperta personale di Seydou, catalizzata dal contributo di Yao. Il loro rapporto diviene via via più stretto, legato in maniera speciale dal voler provare cose nuove, come andare al mare per la prima volta o ballare musiche popolari.

“Il vento arriva lento dal deserto perché trascina l’eternità”

Il viaggio di Yao sale di livello se il fruitore è stato come me in quei posti e ha potuto tastare con mano quanto si vede. Raramente mi è capitato di vedere trasposizioni cinematografiche così fedeli e così poco stereotipate.

Ogni singolo dettaglio è ben curato e denota uno studio meticoloso delle usanze e dei possibili scenari del territorio. In questo road movie abbiamo la possibilità di combattere il mal d’Africa anche se non vi abbiamo messo mai piede. Purtroppo non si può dire lo stesso volendo pensare ai sapori, odori e rumori del posto.

Trailer:

Dove recuperarlo?

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Cosa dice la critica:

Il viaggio di Yao (2018): il Senegal e la povertà 4 6,3/10
Il viaggio di Yao (2018): il Senegal e la povertà 5 73%

Totale
7.7/10
7.7/10
  • Trama - 7/10
    7/10
  • Realizzazione - 8/10
    8/10
  • Impatto - 8/10
    8/10