Luglio 10, 2020

Apocalypse Now (1979): la guerra è cult e ora è un final cut

Apocalypse Now (1979): la guerra è cult e ora è un final cut 1

Apocalypse Now è un film del 1979 diretto da Francis Ford Coppola, interpretato da Martin SheenMarlon BrandoRobert Duvall, Laurence Fishburne e Harrison Ford.

La trama di Apocalypse Now

Durante la guerra in Vietnam un agente dell’esercito americano si avventura in Cambogia alla ricerca di un pericoloso tiranno, il colonnello Kurtz, un tempo soldato modello e ora disertore.

Apocalypse Now

In occasione del 40º anni dall’uscita nelle sale, Apocalypse Now è tornato in una versione restaurata e ri-editata per essere la versione finale e definitiva così come Francis Ford Coppola avrebbe voluto che fosse.

The Apocalypse tra narrazione e produzione

La Guerra del Vietnam è stata una guerra logorante e simbolo di un periodo storico di aperta contestazione e scontro ideologico e sociale internamente ai paesi del mondo occidentale.

In ambito cinematografico l’interesse per il conflitto è andato via via calando chiaramente, ma Apocalypse Now racconta principalmente la psicologia dei personaggi a schermo, più che il “Vietnam”. 

Apocalypse Now è uno di quei film dove la guerra non la “vedi” nelle battaglie epiche ed epocali dove si combatte con onore e per l’onore (tipo Hacksaw Ridge). Nel film non c’è onore, non c’è gloria, ma guerriglia, opportunismo e cinismo in tutti gli schieramenti coinvolti (con un accentuato criticismo verso Americani e Francesi).

“…non c’è onore, non c’è gloria, ma guerriglia, opportunismo e cinismo”

Le vicende sono costruite su questo cinismo, portato agli estremi dai personaggi. La particolarità è che l’ambientazione del Vietnam passa a tratti in secondo luogo, pur restando sempre presente. Da un lato sembra che le vicende possano essere scollegate dall’ambientazione, ovvero: la guerra è una merda ovunque essa sia. Ci saranno sempre sangue e sudore, fango e dolore. Dall’altro lato, la giungla e le imboscate di Charlie, danno un enorme senso di isolamento e di abbandono, elementi che hanno contribuito alla nascita sia del personaggio del capitano Willard (Martin Sheen) che del colonnello Kurtz (Marlon Brando). Le vere battaglie sono con sé stessi, nella propria mente.

In tutto questo, Apocalypse Now è un viaggio nella mente protagonista, già colmo di dubbi sul suo ruolo e sulla sua vita, in bilico tra l’amore e l’odio per le battaglie in QUEL Vietnam. Incaricato di rintracciare, identificare ed eliminare colonnello Kurtz, disertore e fondatore di un culto auto-centrico, si trova sempre più, man mano che si addentra nella giungla alla sua ricerca, ad essere simpatetico e concorde con i suoi metodi e il suo modo di pensare.

Apocalypse Now

Molti sono gli aneddoti sulla produzione travagliata del film, tra cui l’inizio delle riprese prima che la sceneggiatura fosse conclusa, le riprese durate un anno e mezzo invece che sei settimane, il montaggio durato due anni e aver quasi causato il fallimento della casa di produzione di Coppola. E ancora, l’infarto di Sheen dovuto all’alcol, la depressione e tentato suicidio di Coppola stesso e via dicendo. Al riguardo, nel 1991 è uscito il documentario Hearts of Darkness: A Filmmaker’s Apocalypse.

Il fatto che il film sia uscito nelle sale e’ un miracolo conoscendo l’industria cinematografica ed è stato possibile solo grazie alla dedizione e alla meticolosità di tutto lo staff, di cui, tra l’altro si ipotizza l’utilizzo di droghe per far fronte ad ansia e stress.

Seppur il film fu poi un successo in tutto e per tutto, da parte di critica e botteghino, la Final Cut risulta quasi essere la conclusione di quel titanico lavoro costato veramente caro a tutti coloro che furono coinvolti.

Now

Apocalypse Now è annoverato al 14 posto dei 50 film migliori di sempre secondo la rivista Sight and Sound (forse il nome non vi dice molto, ma in fatto di cinema è una istituzione). Ancor più incredibile il fatto che il film sia il più recente nei primi 15 posti, circondato da film storicamente rilevanti prodotti dal 1925 fino al 1968, tra cui spiccano, 2001: Odissea nello Spazio, , La Donna che visse due volte, Quarto Potere e La Corazzata Potëmkin.

Apocalypse Now non è pensato oggi per essere come un cinecomic di puro intrattenimento”

È ancora incredibile come il film riesca a far crescere l’anticipazione e l’impellenza di conoscere e vedere il colonnello Kurtz, attesa che non delude, con una grande interpretazione di Marlon Brando.

Resta il fatto che comunque, tre ore di film sono tante e la narrazione di Apocalypse Now non è pensata per essere snella e spedita. A tratti, seppur le sequenze siano necessarie a raccontare al meglio situazioni e personaggi, viene meno la componente di intrattenimento puro ed è facile scivolare nella noia. Ma il film non è pensato oggi per essere come un cinecomic di puro intrattenimento e va bene così.

The Final Cut

Al contrario della versione Redux, che include tutto il girato escluso dalla versione cinematografica, l’edizione Final-Cut rappresenta la visione perfetta e definitiva della visione del regista.

Presentato ad aprile 2019 al Tribeca Film Festival e della durata di 183 min, Apocalypse Now -- Final Cut presenta delle modifiche sia di montaggio delle scene sia una distribuzione e restauro dell’immagine e di tutto il sonoro a partire dal negativo originale.

Apocalypse Now

Consigliato…

ai fan della settima arte che ancora non lo hanno visto…

Sconsigliato…

… se tre ore di film sono un ostacolo insormontabile…

Trailer:

Dove recuperarlo?

Standard Edition:

just watch

Redux:

just watch

Cosa dice la critica:

Apocalypse Now (1979): la guerra è cult e ora è un final cut 3 8,4/10
Apocalypse Now (1979): la guerra è cult e ora è un final cut 4 98% -- 94%

Totale
9.3/10
9.3/10
  • Trama - 9/10
    9/10
  • Realizzazione - 10/10
    10/10
  • Impatto - 9/10
    9/10