The Irishman (2019): la perfetta equazione del vero cinema

Dimenticate le atmosfere chiassose di: The Wolf of Wall Street, mettete da parte persino la “Trilogia della Mafia”: The Irishman, il film del 2019 diretto da Martin Scorsese, è un crepuscolare e malinconico film di genere gangster, che ci propone un capitolo della storia americana raccontato magistralmente dal regista e dal “mostruoso” triumvirato attoriale protagonista: Robert De Niro, Al Pacino e Joe Pesci.

La trama di The Irishman

Frank Sheeran (Robert De Niro) è un camionista padre di famiglia, conosce per un caso fortuito Russel Bufalino (Joe Pesci), che gli propone un diverso tipo d’impiego: imbiancare case. Bufalino non è tuttavia un qualsiasi datore di lavoro, bensì il boss mafioso di Filadelfia, e la vernice rossa utilizzata da Frank…non è vernice. Nessun cancro alla Walter White, nessun traumatico soggiorno in Honduras alla Genny Savastano: Frank era un freddo e spietato soldato nell’Italia della Seconda Guerra Mondiale, ed ora è un freddo e spietato soldato al soldo della malavita. Grazie alla sua affidabilità ed efficienza, Frank si guadagna l’amicizia e il rispetto di Russel Bufalino prima, e in seguito l’affetto e la stima di Jimmy Hoffa (Al Pacino), sindacalista corrotto al quale verrà assegnato Sheeran come guardia del corpo da Russel stesso.

Il film

Già, l’amicizia è importante, è una bella cosa, ma in un ambiente malavitoso può essere posta al di sopra degli affari? Non occorre conoscere la storia contemporanea americana, o fare mente locale per scoprire che il nome “Jimmy Hoffa” lo abbiamo già sentito nell’esilarante Una Settimana da Dio per trovare la risposta.

the irishman 2019 netflix

Quella che potremmo definire la prima parte del film The Irishman ci viene raccontata da un ormai anziano e solo Frank Sheeran, ospite di una casa di riposo.

Non è una confessione, non è una giustificazione, è un racconto, il racconto di Frank, la storia di “come cazzo è iniziato tutto”.

Non ci sono salse o condimenti ad alterare il sapore autentico di una sorta di tragedia greca andata in scena chissà quante volte sul palco della storia umana. Tutto è scritto e diretto in funzione degli attori che hanno compiuto uno sforzo quasi disumano nel dare una concreta e convincente seconda vita a personaggi. Personaggi che, ripeto, sono realmente esistiti e hanno influenzato profondamente la storia americana contemporanea.

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In The Irishman convivono armoniosamente il già citato Frank Sheeran, il Russel Bufalino di un fenomenale Joe Pesci, diversissimo dal violento e psicotico Nicky Santoro di Casinò, incredibilmente umano sotto certi aspetti. Come i vani tentativi di ottenere l’affetto della figlia minore di Frank, conquistata invece dall’ultimo ma non meno importante Jimmy Hoffa di un irriconoscibile Al Pacino. Quest’ultimo riesce addirittura a risaltare ulteriormente regalandoci una performance indimenticabile, convincendoci con un personaggio sì corrotto, vulnerabile al proprio mostruoso ego, ma anch’esso ricco di sfumature. Sfumature che emergono non solo nel suo incredibile fascino che conquista la piccola Peggy e i numerosi sostenitori, ma anche nel sincero affetto nei confronti dell’amico/guardia del corpo Frank.

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In The Irishman veniamo rapiti dall’ineluttabilità della vicenda, veniamo preparati all’angosciante malinconia della seconda parte. Tuttavia la subiamo comunque, non è possibile sottrarsi tanto quanto è impossibile ai protagonisti sfuggire alle amare, quanto meritate, conseguenze delle loro azioni.

Si è parlato tanto, e tanto si parlerà ancora di questa monumentale opera targata Netflix molto più simile a C’era Una Volta in America che alla filmografia di Scorsese stesso. Sento profumo di Oscar, e scommetto che anche voi guardandolo, percepirete lo stesso aroma.

Consigliato a: chi vuole farsi incantare da un’opera monumentale degna dei grandi gangster movie del passato.

Trailer:

Se vi è piaciuto guardate anche…

C’era una volta in America, Casinò

Cosa dice la critica:

8,6/10
96%

  • Trama
  • Realizzazione
  • Impatto
8.0
Christian

Christian

Specializzato di ripresa per professione, regista per vocazione, doppiatore per passione. Ama Lynch, venera Tarantino, osanna Bergman e Leone, idolatra Kubrick e Nolan, ha gusti cinematografici variegati, critica categoricamente solo dopo aver approfondito...ma spesso se ne pente.