Sab. Dic 7th, 2019

I 10 migliori film russi di sempre

In base alla famosa lista dei migliori film di sempre, stilata nel 2008 da “Empire”, abbiamo selezionato i primi 10 film russi, e c’è qualche sorpresa..

La rivista britannica Empire ha realizzato questa classifica appoggiandosi alle votazioni fatte da 10.000 utenti del suo giornale, da 150 esperti holliwoodiani e da 50 critici cinematografici mondiali sotto la supervisione di registi come Quentin Tarantino e Mike Leigh.

Niente da fare, se ve lo state chiedendo, i primi 10 posti sono tutti proprietà americana, da “Il Padrino” a “Fight Club”, passando da “Cantando sotto la pioggia” e “Le ali della libertà”. Al 14esimo posto il primo film straniero, si tratta del “C’era una volta il West” di Sergio Leone.

Steven Spielberg vince in scioltezza, con undici film dei 500 film sono tutti suoi, seguono in volata Martin Scorsese (8), Alfred Hitchcock e Stanley Kubrick (7), ai piedi del podio i mostri sacri Akira Kurosawa, Woody Allen e Billy Wilder (6), seguono Quentin Tarantino, Tim Burton, i fratelli/sorelle Coen, Brian De Palma, Francis Ford Coppola, Peter Jackson e Michael Powell/Emeric Pressburger tutti con 5 film.

Nella selva di questi capolavori ci siamo chiesti dove fossero i famosi e tanto spaventosi film russi, spesso dipinti come lunghi e noiosi (non sempre a torto..). Beh lunghi sono lunghi, ma preparatevi ad un tipo di cinema completamente diverso a quello americano, anzi non diverso è proprio il contrario! è folle e visionario!

1 – Andrej Rublëv (1969), di Andrej Tarkovskij

Quando la Russia si chiamava ancora Unione Sovietica al posto n° 36 appare il film di Tarkovskij, pluridecorato regista sovietico, che ha girato film come Stalker e Solaris. La storia tragica di Andrei Rublëv, pittore russo del Quattrocento e di quella del figlio di un prete, Boriska, che dichiara di aver appreso dal padre, in punto di morte, tutti i segreti per la costruzione delle campane. In realtà il ragazzo non sa nulla, ma la campana, alla fine, suona..

2 Va’ e vedi (1985), di Elem Klimov

Siamo in piena seconda guerra mondiale e il piccolo Florya si unisce ai partigiani bielorussi dopo aver rubato l’arma a un soldato morto. La vita di un ragazzo che oggi sarebbe stressato da compagni e videogiochi all’epoca prevede il sangue e la morte, esperienza che distrugge per sempre la sua innocenza.

3 Soy Cuba (1964), di Michail Kalatozov

La fierezza di Cuba e dell’Unione Sovietica in una sola pellicola. Diretta poco dopo la rivoluzione made in Che & Fidel, racconta la storia di quegli anni, diviso in brevi episodi si comincia dal regime di Batista e si arriva, attraverso le armi, alla rivoluzione. Non ebbe fortuna negli anni ’60, ma venne poi molto rivalutato in questi ultimi tempi, specie da Scorsese e Coppola che ne esaltarono la qualità.

4 Madre e figlio (1997), di Aleksandr Sokurov

Preparatevi a lunghi silenzi, questo è un film che deve colpire lentamente l’anima, ma va guardato nel momento giusto, pena la noia spaziale. In una paese della Russia vivono una madre malata e suo figlio che si occupa di lei. La madre pone continue domande sulla vita, mentre il figlio osserva i treni passare sognando di salirvi.

5 Solaris (1972), di Andrej Tarkovskij

No non è il film con George Clooney e la meravigliosa Natascha McElhone, che invece è il remake. Doveva essere la risposta sovietica a “2001: Odissea nello spazio”, diciamo che per fortuna (di entrambe) va in maniera diversa. Uno psicologo viene mandato alla Stazione Solaris per studiare atteggiamenti e risvolti psicologici di tre uomini rimasti sulla stazione per molto tempo,. ma finisce per essere catturato da strani fenomeni presenti sul pianeta che lo mettono in contatto con esseri irreali..

6 Arca Russa (2002), di Aleksandr Sokurov

Sinceramente ci chiediamo come sia possibile che “Arca russa” sia in questa posizione ma ne prendiamo atto. Esseri migliori di noi hanno deciso. Un viaggiatore (che mai vedremo durante il film, noi siamo i suoi occhi) vaga nel Palazzo d’Inverno di San Pietroburgo, l’Ermitage un tempo residenza degli Zar e oggi museo. L’uomo sembra invisibile ai tanti ospiti tranne che al marchese Astolphe de Custine,. che lo accompagna nel percorso attraverso tre secoli di storia russa (da Pietro il Grande a Caterina II, dagli zar ai visitatori moderni), in un piano sequenza lungo 90 minuti.

7 Il ritorno (2003), di Andrej Zvjagincev

Un salto nella vita di tutti i giorni con la storia di due giovani inseparabili fratelli, Vanja e Andrej, orfani del padre finchè lui non ritorna dopo un decennio di assenza. Una “trama latina” vista e diretta alla russa e capace di vincere il Leone d’oro alla 60ª Mostra Cinematografica di Venezia.

 

Ed ecco la sorpresa, non si arriva a 10, tuttavia ci siamo proposti di aggregare a questa classifica..

 

8 La corazzata Potëmkin (1925), di Sergej Michajlovič Ėjzenštejn

Non potevamo non mettere la fantozziana corazzata Potëmkin, tra i più famosi film russi di cui tutti parlano ma che nessuno ha mai avuto il coraggio di guardare. Ebbene si parla di tanto tanto tempo fa, quando i Russia cominciarono i motti rivoluzionari. (inizio ‘900) e l’incrociatore corazzato Kniaz Potemkin Tavricevskil vide l’ammutinamento dell’equipaggio (a causa del pessimo cibo) che si ribellò contro l’autorità dando inizio (dopo la strage di Odessa) alla rivoluzione russa del 1905. Si tratta di una delle pellicole più importanti del ‘900 ed è stata interpretata dagli stessi marinai russi della corazzata.

9 Moloch (1999), di Aleksandr Sokurov

E ancora Sukurov a tormentare le nostre fredde serata russe. Ancora un piccolo capolavoro. Siamo nella primavera del 1942, in un castello isolato, Eva Braun accoglie ospiti importanti: Adolf Hitler, il consigliere Martin Bormann, Joseph Goebbels con la moglie Magda.. Basta così?

10 Kin-dza-dza! (1986), di Georgij Danelija

Concludiamo con qualcosa di diverso, una folle commedia satirica ambientata in un mondo distopico.

 

Vi piacciono i film russi o affini? allora leggete la nostra recensione a “Educazione Siberiana”. Vi piacciono le classiche? Qui i 100 migliori film del secolo secondo The Guardian