La Babysitter (2017): slasher di una notte di mezza adolescenza

Il film che vi invitiamo a riscoprire oggi è una horror comedy del 2017, distribuita da Netflix e diretta da McG (regista monotono o innovativa I.A.?), The Babysitter.

La trama de La Babysitter:

Il giovane Cole (Judah Lewis) viene lasciato a casa da solo sotto il controllo della sua sensuale e nerd babysitter, Bee (Samara Weaving). Durante la notte la ragazza invita alcuni suoi amici, ma succede qualcosa di inaspettato sotto gli occhi di un Cole rimasto sveglio…

Il film

La Babysitter, nonostante un’ambientazione totalmente contemporanea, presenta uno stile che ammicca tanto agli Ottanta quanto ai Novanta (siamo in un videoclip degli Offspring?) e che si innesta nella tradizione da teen horror.

la babysitter

Il film sprizza stereotipi adolescenziali e follia da acidi da ogni inquadratura, mentre i personaggi si esprimono in modo sboccato, sintomo di un film con ragazzini in piena fase ormonale.

A condire il tutto, un delirio splatter esageratamente trash, dal quale spicca però il vero elemento forte del film, Lei: la babysitter, angelo custode del protagonista.

In classico stile home alone il bambino, colui che non dovrebbe essere una minaccia per un gruppo di adulti, diventa l’unica difesa di una casa, dalla quale in realtà dovrebbe fuggire se avesse un minimo di buonsenso, ma nella quale resta per affrontare il gruppo di assassini.

la babysitter

Questi ultimi, poi, sono un ribaltamento dei clichè da slasher classico: la ragazza goth, il nero sopra le righe, il palestrato e la cheerleader (a Bella Thorne si deve una sequenza soft porn decisamente surreale) non sono qui il gruppo di vittime del killer di turno, ma i carnefici pronti a tutto contro un ragazzino sfigato.

La regia di McG, apparentemente fuori controllo, è attenta ad ogni dettaglio della messa in scena, tanto che, nel momento in cui lo splatter anni ’80 lascia il posto all’horror d’atmosfera, in una sequenza tutta nebbia, luna e musica (ad omaggiare Carpenter), la fotografia passa da colori accesi e saturati a toni grigi e cupi.

L’ultimo atto del film, infatti, pone il protagonista davanti alle proprie paure grazie alla sua aguzzina, paradossalmente proprio quella ragazza dal sorriso angelico che sembrava avesse dovuto insegnargli ad affrontare il mondo.

la babysitter

Ecco cosa rappresenta The Babysitter: la disillusione della fine di un’estate adolescenziale, quando si comprende che non tutto gira intorno a te e che non puoi avere sempre ciò che vuoi.

La perdita dell’innocenza mentre in sottofondo suonano i Queen.

Un horror irriverente e surreale, che fa dell’autoironia, e della sua breve durata, un punto di forza, lavorando di rottura degli stereotipi tanto quanto fece uno Scream ai tempi d’oro, ma senza la stessa serietà, e nonostante questo pur sempre per un pubblico maturo, adatto a comprenderne le sfumature.

Consigliato a: gli appassionati di slasher movie, degli anni ’80 e ’90 e delle commedie irriverenti

Trailer:

Dove recuperarlo?

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Cosa dice la critica:

la babysitter rotten tomatoes72%

la babysitter imdb6.3/10

  • Trama
  • Realizzazione
  • Impatto
8.0
Luke

Luke

Solitamente si fa chiamare Luke (ha proprio fantasia da vendere eh). La passione per il cinema lo accompagna dall'adolescenza, da quando curioso su cosa ci fosse oltre lo schermo si è appassionato anche di scrittura