Joker: ecco perché possiamo paragonarlo a V per Vendetta

Joker, il film diretto da Todd Philipps e interpretato da Joaquin Phoenix di cui potete leggere qui la nostra recensione, pone le basi per quello che succederà nel prossimo futuro, con The Dark Knight, nelle strade di Gotham City. Ma prima di soffermarsi su cosa sarà, possiamo dare anche uno sguardo ad un film di qualche anno fa, tale V per vendetta (2005). Mica lo conoscete?

Questo approfondimento potrebbe contenere alcuni spoiler, per cui leggilo a film già visionato!

Gotham, una città allo sbaraglio

Nel corso della pellicola ci viene presentata una Gotham in subbuglio, dove il potere dei ricchi è troppo e le persone più povere si sentono schiacciate e soffocare da questo sistema.
Arthur Fleck, alias Joker, diverrà la figura di riferimento del movimento volto alla liberazione della città da questa disparità. Fleck è un rifiuto di questa società, il cui disturbo non viene concepito fino in fondo, né dalla sua analista, né dalla sua vicina di casa. Aspetto che nella prima parte del film potrebbe ingannarci e portarci a credere ad una versione “buona e compassionevole” del Joker.

Un intento nobile, ma che nasconde un’oscura realtà

Arthur, come verrà sottolineato più volte da lui stesso nel corso del film, si sente invisibile nella società in cui vive e quindi ci è subito chiaro come lui, in realtà, sia alla ricerca di notorietà, sottolineato anche dal desiderio di apparire in televisione. L’anchorman alla De Niro rappresenta chi ce l’ha fatta, Phoenix chi è ancora convinto di farcela (per inciso pare che i due abbiano litigato spesso sul set, addirittura che non si potessero vedere!).
Di fatto, durante la sua apparizione al Murray Franklin Show come fenomeno trash, non ci penserà due volte a cavalcare l’onda del successo per monopolizzare il movimento rivoluzionario in atto a Gotham, divenendo di fatto il Joker.

Pensavo che la mia vita fosse una tragedia, ma ora mi rendo conto che è una commedia

Ciò a cui Arthur punta, dunque, non è tanto l’eliminazione di questa disparità dalla città, come i cittadini hanno dipinto il suo volere, ma bensì la voglia di possedere lui le fila della città.

Ed è qui che può nascere il confronto con il buon V, in V per Vendetta, che ha messo a disposizione la sua vita per realizzare quell’idea a prova di proiettile condivisa da tutti i cittadini del Regno Unito. Joker invece opera solo e unicamente per se stesso e per il suo divertimento, in un sadico giochetto in grado di far emergere il suo vero io interiore, dall’accumulato rancore, derivante dalle diverse avversità della sua enigmatica vita.

Due idee simili, ma diametralmente opposte

Joker e V, sebbene rispettivamente anti-eroe ed eroe, possono vantare di portare lo spettatore dalla loro parte. Mentre la mobilitazione di V ha radici storiche e coinvolge l’intera popolazione di una sottomessa Londra, Joker arriva a fare una rivolta in modo quasi inconsapevole, toccando particolarmente squilibrati e gente problematica. In questo senso la nostra voglia di scendere in piazza c’è, ma si palesa più in forma di spettatori passivi.

Altro punto di paragone può essere quello della maschera. Entrambe con forte significato simbolico e allegorico, nel caso di V di fatto è un “pretesto ignifugo”, in quello di Joker è più una seconda pelle, che progressivamente diventerà prima e prenderà il sopravvento. Il fine ultimo di entrambi i personaggi è simile. Mentre uno attacca un simbolo architettonico in memoria di una polverosa congiura del 17esimo secolo, l’altro attacca un simbolo mediatico, esportando la sua macabra risata sui volti di chi assiste all’omicidio in diretta. Entrambi con una stessa potenza mediatica.

Il palazzo è un simbolo, come lo è l’atto di distruggerlo. Sono gli uomini che conferiscono potere ai simboli.

Infine sono incredibili alcune coincidenze “numeriche”. V per vendetta è ambientato a cavallo tra il 2019 e il 2020, stesso periodo dell’uscita di Joker nei cinema. Inoltre prima del concepimento di Matrix, i fratelli Wachowski scrissero una sceneggiatura per un riadattamento cinematografico del fumetto su V. Joel Silver, allora produttore del progetto, acquisì nel 1988 i diritti proprio di Mr.V, all’epoca detenuti indovinate da chi…

…dalla DC Comics. Alla fine non se ne fece nulla. In compenso nel 1999 nacque Matrix. Poco male aver aspettato una trentina d’anni!