Luglio 14, 2020

Guerre Stellari (1977): il film in cui non credeva nessuno, ma che ha cambiato il cinema per sempre

guerre stellari star wars episodio 4 una nuova speranza 1977

Guerre stellari è un film di science-fiction e fantasy del 1977 diretto da George Lucas ed interpretato da Mark Hamill, Carrie Fisher, Harrison Ford e Alec Guinness. È uno dei maggiori incassi della storia del cinema e ha vinto 6 premi Oscar: costumi, art direction, suono, montaggio, effetti visivi, montaggio.

La trama di Guerre Stellari

L’Impero governa l’intera galassia e Lord Vader ha il compito di spezzare l’ultima resistenza. La principessa Leia viene catturata da Vader, ma riesce ad affidare a due droidi un messaggio per il Cavaliere Jedi Obi-Wan Kenobi. Il messaggio però finisce in mano al giovane Luke Skywalker.

L’idea

George Lucas iniziò a concepire l’intera saga di Star Wars nei primi anni ’70, dopo aver abbandonato l’idea di realizzare un film di Flash Gordon. Nella testa di Lucas la storia si strutturava sempre di più come una space-opera molto più vicina alle saghe medieval-fantasy e alle leggende che alla fantascienza moderna. Gli stimoli vennero anche dalla lettura dei saggi di Joseph Campbell, che andavano ad indagare gli archetipi dei vari miti e leggende della storia anche dal punto di vista psicologico. Basandosi su queste idee Guerre stellari ambiva ad essere a livello globale il modello di tutta una nuova generazione di giovani.

«Il suo obiettivo era quello di mettere in risalto gli aspetti mistici e psicologici dei personaggi, che alla fine sono sempre quelli che assicurano il trionfo del Bene sul Male, come in ogni fiaba»

Ovviamente il primo film era molto diverso nelle prime bozze e ci vollero 2 anni per arrivare alla stesura finale così come la conosciamo. Per esempio nella prima bozza era già presente il personaggio di Mace Windu oltre a numerosi altri riferimenti che tornarono nella saga prequel. Luke Skywalker era un generale ed il protagonista doveva essere un certo Annikin Starkiller (avete presente no?). Alcune cose erano già certe però: tutto doveva girare intorno ad una principessa e a due droidi in missione all’interno di un impero galattico diviso tra cattivi e ribelli.

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Alcuni concept art della prima versione di Guerre stellari

D’altra parte i riferimenti per Guerre stellari provenivano dalle vicende storiche dell’epoca (la guerra in Vietnam), mentre molti punti della storia erano simili al film La fortezza nascosta di Akira Kurosawa.

La produzione

Nessuno voleva produrre Guerre stellari. La United Artists rifiutò, così fecero anche la Universal e la Disney. George Lucas però riuscì a convincere Alan Ladd jr., il capo creativo e futuro presidente della 20th Century Fox, e firmò un contratto per 150.000 dollari. Il budget del film era di 5 milioni. A distanza di un anno Lucas ricontrattò la possibilità di avere i diritti esclusivi sugli eventuali sequel e su tutto il merchandising. Una cosa di scarsa importanza all’epoca, ma lui vedeva lontano.

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Voleva attori sconosciuti per i ruoli principali e per questo motivo scelse Mark Hamill e Carrie Fisher, mentre per il ruolo di Han Solo era stato provinato Kurt Russel. Harrison Ford aveva lavorato con George Lucas in American Graffiti e Lucas gli chiese di essere presente al casting per assistere i giovani attori. Quando provò uno scambio di battute con Mark Hamill risultò perfetto per il ruolo di Han Solo e venne scelto. Per gli altri personaggi vennero invece scelti attori inglesi, dato che la maggior parte delle riprese si svolsero negli Elstree Studios di Londra. Alec Guinness era l’attore più conosciuto dell’intero cast, mentre Peter Cushing (Tarkin) e David Prowse (Darth Vader) erano veterani dei film horror della Hammer. Peter Mayhew (Chewbecca) lavorava in un ospedale e fu scelto per la sua incredibile altezza di 2m e 18cm.

Guerre stellari venne girato principalmente in Tunisia, nella Death Valley e a Londra.

Le riprese in Tunisia fuorono particolarmente sfortunate

Tra problemi ambientali e tecnici la produzione subì numerosi ritardi che si accumularono nei mesi seguenti.

La realtà era che Lucas proveniva dal cinema indipendente e voleva avere il controllo su ogni minimo dettaglio. Dalle interviste a cast e crew traspare il ritratto di un uomo visionario che vedeva anche gli attori come semplici oggetti da set. Non li dirigeva, chiedeva a loro di dire le battute o improvvisare. Probabilmente il lato geniale di questo regista gli permetteva di vedere qualcosa che nessun altro sul set era in grado di vedere.

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Troupe e attori pensavano di far parte di un film molto strano, una pellicola per bambini che non avrebbe mai avuto successo. Spesso gli stessi attori prendevano in giro George Lucas per come si comportava.

In una lettera ad un’amica Alec Guinness scrisse:

Cara Anne,

Sono in Inghilterra a girare. Non posso dire che il film mi piaccia. Ogni giorno che passa mi consegnano risme di fogli con nuovi dialoghi scadenti, nessuno dei quali rende il mio personaggio più definito o tanto meno sopportabile. Devo andare sul set e lavorare con un nano, un certo Kenny Baker (molto piacevole, e si lava in un bidet), il tuo connazionale Mark Hamill e Tennyson Ford (aspetta, non può essere il suo vero nome). Ellison, forse? (Ma no!). Beh, insomma, un giovanotto languido e slanciato che probabilmente è piacevole e divertente. Ma Dio mio, mi fanno sentire un novantenne – e mi trattano come se avessi 106 anni.

Ah, ecco, “Harrison” Ford. Mai sentito?

Alla Fox erano tutti agitati e si parlava spesso di Guerre stellari. Il budget aumentò da 5 a 11 milioni nel corso dei mesi. Verso la fine delle riprese Lucas ebbe un malore e in ospedale gli diagnosticarono ipertensione ed esaurimento nervoso.

La post-produzione

Le riprese terminarono nel luglio del 1976 con una data di uscita prevista per il Natale dello stesso anno. Il primo montaggio ed il lavoro sugli effetti visivi rivelarono subito che era necessario uno spostamento di data a maggio del 1977. La ILM (la ditta di effetti visivi creata da Lucas pochi anni prima) doveva fare il lavoro di un anno in 6 mesi, ma soprattutto doveva realizzare degli effetti speciali che nessuno aveva mai realizzato prima, in modo artigianale all’interno di un magazzino.

George Lucas licenziò un montatore, ne assunse due nuovi e si fece aiutare dalla moglie. Di fatto Guerre stellari venne salvato in post-produzione creando un ritmo perfetto e delle scene incredibili per l’epoca. Gran parte degli effetti sonori vennero realizzati campionando suoni ambientali e versi di animali. Per la voce di Chewbecca per esempio vennero mixati insieme i versi di orsi, cani, leoni, e trichechi.

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John Williams registra la colonna sonora del primo Guerre stellari insieme alla London Symphonic Orchestra

La ciliegina sulla torta fu assumere John Williams per la colonna sonora. Alla fine delle registrazioni aveva addirittura superato le aspettative di George Lucas.

Nei primi mesi del 1977 Lucas vennero eseguiti dei test screening. Alla Fox erano entusiasti. Lucas fece una proiezione privata con alcuni amici. Erano presenti Brian De Palma, John Milius e Steven Spielberg. Al termine l’unico soddisfatto era Spielberg, Brian De Palma era allibito.

Il film

Guerre stellari uscì nei cinema americani il 25 maggio 1977 in sole 32 sale (la media era intorno alle 400). Quel giorno il Chinese Theatre di Los Angeles fece il suo maggiore incasso giornaliero in 50 anni di attività. A fine estate i cinema che proiettavano Guerre stellari erano 1.069 e ad ottobre il film venne distribuito nel resto del mondo incassando globalmente oltre 400 milioni di dollari in un anno (con l’inflazione oggi sarebbero più o meno un miliardo e mezzo). Venne redistribuito ogni anno fino al 1982.

Ciò che rese Guerre stellari, o come lo conosciamo oggi Star Wars Episodio IV: Una nuova speranza, un successo mondiale va ricercato senz’altro nella sua trama e nella sua capacità di rinnovare il mercato.

La trama di Guerre stellari è il classico viaggio dell’eroe

Il protagonista è un giovane, affiancato da un vecchio saggio. C’è una principessa in pericolo (comunque una figura femminile più forte rispetto al solito dell’epoca), un antieroe burbero (Han Solo), due personaggi simpatici e divertenti (i droidi).

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Il bene e il male sono perfettamente delineati (almeno inizialmente), addirittura contrapponendo il bianco (i vestiti dei personaggi buoni) e il nero (Darth Vader). È una storia semplice ed efficace che mischia una moltitudine di generi: avventura, western, fantasy, fantascienza, commedia, dramma, ecc. Una storia che guarda a grandi e piccoli.

Il lavoro di immaginazione di Lucas portò per la prima volta sullo schermo, grazie agli effetti visivi, qualcosa che non si era mai visto prima. L’impatto fu incredibile e cambiò per sempre il cinema, portando a sperimentare sempre di più in quell’ambito.

Oggi Star Wars rimane un’opera da scoprire e rivedere, per nulla invecchiata (anche perchè George Lucas ha continuato a sistemarla con nuovi effetti e scene aggiunte), in grado di far sognare nuove generazioni.

Consigliato a: tutti, sperando divulgare sempre di più la magia di questa saga intramontabile

La scena cult:

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Cosa dice la critica:

Guerre Stellari (1977): il film in cui non credeva nessuno, ma che ha cambiato il cinema per sempre 1 8,6/10
Guerre Stellari (1977): il film in cui non credeva nessuno, ma che ha cambiato il cinema per sempre 2 93%

Totale
10/10
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  • Trama - 10/10
    10/10
  • Realizzazione - 10/10
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  • Impatto - 10/10
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