Ven. Dic 13th, 2019

The Fantastic Four (1994): vita e morte del film di Roger Corman

fantastic four

“Vedi, quel film era stato pensato per non esser visto da nessuno”

Era Stan Lee, intervistato dal Los Angels Magazine nel 2005, all’uscita del film sui Fantastici Quattro firmato Tim Story, a ripetere mestamente quelle parole. E si riferiva ad un progetto tragicamente buffo, un film produttivamente dannato, che non venne mai distribuito in sala. I Fantastici Quattro, di Roger Corman.

Un film prodotto, girato e ultimato tra mille peripezie, con una data d’uscita e annunci di una distribuzione che poi non avverrà mai.

La trama di  The Fantastic Four:

Reed Richards (Alex Hyde-White) è uno scienziato che lavora ad un acceleratore di particelle. Per il suo progetto è necessaria l’energia di una cometa, e per imbrigliarla Reed organizza una spedizione nello spazio insieme al pilota, e suo grande amico, Ben Grimm e ai fratelli Storm. Il fallimento della missione avrà ripercussioni sui loro corpi…

La Produzione

Negli anni ’80 il mercato cinematografico si era trovato a fare i conti con i primi film di supereroi provenienti dalle pagine dei fumetti americani.

stan lee e l'incredibile hulk

Ed ecco che questo racconto inizia nel 1983, a Los Angeles, con il produttore tedesco Bernd Eichinger a colloquio con Stan Lee. La proposta di Eichinger è la realizzazione di un film ispirato ai Fantastici 4, ma i diritti di sfruttamento saranno disponibili solo 3 anni dopo, e sarà allora che la Compagnia di Eichinger li acquista, per appena 250.000$ (o così vorrebbero le leggende).

Per gli anni successivi Eichinger è alla ricerca disperata di finanziatori per il progetto, ma per un film con personaggi simili è necessario un budget consistente, per il costo degli effetti. La scadenza dei diritti è ormai vicina (dicembre 1992) e per preservarne i diritti Eichinger dovrebbe iniziare per tempo le riprese del film.

Ma quale film? L’impresa è titanica, tutti si sono tirati indietro, e nonostante i primi successi dei cinecomic DC (con Donner e Burton), nessun personaggio Marvel è ancora mai approdato sul grande schermo.

Per necessità arriva l’illuminazione. Eichinger contatta Roger Corman. Andare dal Maestro produttore di film di serie B significava solo una cosa: l’obiettivo non era più farne un grosso film, ma girare qualcosa a basso budget che potesse avere almeno una parvenza di successo.

roger corman

Corman raccoglie un piccolo budget, viene coinvolto un regista di video musicali, Oley Sassone, e un cast di attori minori, emergenti. Tra set riciclati, magazzini in disuso, costumi creati con poco e in poco, tutti i coinvolti non vogliono perdersi quest’occasione. Un film di Hollywood basato sugli eroi Marvel. La grande occasione. Già…

E a dicembre 1992 le riprese possono iniziare. Durano nemmeno un mese, mentre i successivi saranno destinati alla produzione degli effetti visivi. Il budget è talmente inesistente che David e Eric Wurst, autori delle musiche, finanziano in parte di tasca loro la registrazione della colonna sonora con l’orchestra (indubbiamente uno degli elementi più meritevoli e pregiati del film).

L’insabbiamento, come nei migliori thriller

Locandine, copertine di riviste, tour promozionali per il cast e infine uno spazio al Comic-Con di San Diego, e a gennaio 1994, I Fantastici Quattro prodotti da Roger Corman sarebbero arrivati al cinema.

Un mese prima dell’uscita, Eichinger aggiornò la troupe, spiegando che il film non sarebbe uscito. Era un fallimento. Poi il silenzio.

fantastic four

Con i mesi e gli anni successivi le storie in merito alla pellicola si susseguirono e stratificarono, contraddicendosi anche tra loro, mentre altri tentativi di produrre un film sul quartetto si arenarono.

Tempo dopo, nel 2003, Eichinger vendette il film ad Avi Arad, da poco amministratore di Marvel Entertainment (a lavoro sui film di Daredevil e Spider-Man). Una volta in mano ad Arad le copie del film sparirono totalmente, probabilmente temendo che la presenza di una produzione così infelice e a basso costo potesse affossare gli attuali progetti Marvel.

Il documentario “Doomed! The Movie: The Untold Story of Roger Corman’s Fantastic Four”, uscito nel 2015, riflette, coinvolgendo Corman, il cast e gli altri membri della produzione del film, sull’assurdità del fatto. Ogni ingranaggio al lavoro era convinto, nonostante la ristrettezza dei mezzi e dei tempi di star lavorando davvero ad un film che sarebbe uscito nelle sale cinematografiche, che sarebbe potuto essere un successo come un fallimento.

Rispetto a moltissimi progetti simili, distribuiti solo per il mercato home video, o bloccati sul nascere per il pessimo risultato, o frenati per la loro natura controversa, I Fantastici 4 non era un film, ma uno stratagemma contrattuale, spacciato per film sia per chi ci lavorò sia per chi lo attendeva in sala.

Il film

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Una missione assurda e quasi impossibile, quella di fare un cinecomic in un’epoca in cui era difficilissimo anche solo concepirne l’idea, con un budget risicato e su un gruppo di personaggi non semplici da adattare per lo schermo, come erano (anzi, sono, visti gli infelici risultati successivi) I Fantastici Quattro.

Il risultato è un film che tenta di riportare, in modo ingenuo ma fedele, su schermo estetica e spirito dei Fantastici 4 di Stan Lee e Jack Kirby del ’61. Nonostante la trama banale, da pilot di una serie tv anni ’80, e le derive trash e kitsch obbligate dai limiti di budget, il risultato non sarebbe nemmeno fallimentare.

Fugaci inquadrature, guizzi recitativi in mezzo alla mediocrità del cast e alcuni momenti ben orchestrati, mostrano la dedizione e il cuore impiegato da una produzione ignara del suo destino.

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La drammaticità e la dolcezza con cui viene brevemente raccontato il Ben Grimm/Cosa (tanto pupazzoso quanto spaventoso) impegnato ad accettare ciò in cui è stato trasformato, così come l’azzeccata gestione del personaggio del Jeweler (furba trasposizione dell’Uomo Talpa fumettistico), che con i suoi sgherri sembra uscito da 1997: Fuga da New York, sono esempi lampanti del potenziale che il progetto avrebbe potuto avere se meglio strutturato.

Il vero valore di questo Fantastic Four si ritrova però nella colonna sonora, semplice ma estremamente suggestiva

Ad allietare i fan storici poi troviamo caratterizzazioni ed estetiche aderenti al canone fumettistico, a partire da un Dottor Destino mai così teatrale, con diverse inquadrature che si soffermano leonianamente sul dettaglio degli occhi sotto la maschera (nonostante si tratti di un tizio che va in giro con un accappatoio verde).

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A crollare totalmente sono però lo scontro finale, che mostra le enormi debolezze degli effetti visivi e della regia d’azione, e la conclusione fin troppo affrettata per un film che poneva le proprie premesse in modo nemmeno troppo discutibile.

Consigliato a: agli appassionati dei cinecomics, dei Fantastici 4 e del cinema puro realizzato con mezzi poveri ma con passione

Dove recuperarlo?

Proprio qui, su Youtube, nella sua unica forma ufficiale ed integrale.