The Blues Brothers (1980): in missione per conto di Dio

The Blues Brothers è un film del 1980 diretto da John Landis.

La trama di The Blues Brothers

Dopo tre anni in carcere per rapina, Jake esce per buona condotta e ad aspettarlo c’è suo fratello Elwood. Il primo posto in cui si recano è l’orfanotrofio dove sono cresciuti, che rischia di essere chiuso a causa di $5000 di tasse arretrate. La suora a capo dell’orfanotrofio, Mary Stigmata, non vuole accettare denaro rubato, così devono pensare ad un altro modo per poterne racimolare.
Su consiglio del loro vecchio amico Curtis, i due fratelli si recano nella chiesa battista di Triple Rock, dove avranno una rivelazione che li porterà a riunire la vecchia banda per poter guadagnare onestamente denaro.

 

Il film

Per inquadrare meglio il film bisogna far luce su quello che è il background di Jake ed Elwood.

The Blues Borthers

I Blues Brothers non fanno la loro prima apparizione nella pellicola di Landis. Dan Akroyd e John Belushi si conoscevano già prima di girare The Blues Brothers ed entrambi lavoravano come comici per il celebre night show Saturday Night Live. Sia Dan che John condividevano una grandissima passione per la musica blues e infatti su idea di Howard Shore (sì, quell’Howard Shore) avevano cominciato a suonare nei locali e ad aprire gli spettacoli di Steve Martin coadiuvati da Paul Shaffer; Jake ed Elwood erano ormai fatti e finiti. Nel 1978 ci furono il primo album, il debutto ufficiale sempre al SNL e nel 1980 arrivò finalmente il film che tutti noi oggi conosciamo.

Sì! Sì! Gesù Cristo ha compiuto il miracolo! Ho visto la luce!

The Blues Brothers nasce senza un’idea precisa, costruita a braccio dai due protagonisti, che senza troppe aspettative hanno creato un film che neanche loro credevano sarebbe diventato così di culto, nonostante il  loro successo musicale.

Dal non rubare soldi per pagare le tasse dell’orfanotrofio al guadagnarseli onestamente – perché questo fondamentalmente è il nocciolo del film – succedono una serie di cose strane e assurde: situazioni tra il nonsense, il comico e l’azione, che aiutano a dare vita alla trama e a tenere alto il ritmo del film. A un certo punto si ritroveranno con personaggi alle calcagna che normalmente non hanno nessun nesso tra loro, ma che finiscono con l’allearsi pur di incastrare questi due soggetti che hanno fatto di tutto per intortare i poveri malcapitati incontrati sul loro cammino.

Una celebrazione del blues.

The Blues Brothers

Giustamente, devono riunire la vecchia banda per un nobile scopo ed ecco come salta fuori prepotentemente il loro essere musicisti e amanti del blues. Per dimostrare al mondo il loro vero amore verso questo genere musicale e celebrarlo a dovere, si sono avvalsi dei più famosi artisti blues e soul del tempo. Alcuni si sono limitati a dei cameo ormai indelebili, come James Brown nei panni del reverendo James, Ray Charles, proprietario di un negozio di strumenti, che ridona la vita ad un vecchio Rhodes suonandolo, o Aretha Franklin che in ciabatte e grembiule alla tavola calda implora il marito a “pensare” prima di scappare con gli amici di vecchia data. Altri, come Cab Callaway, Matt Murphy, Steve Cropper e Donald Dunn (per citarne alcuni), che interpretano loro stessi e sono la band dietro Jake ed Elwood, e non solo per finzione.
All’interno del film, per un fraintendimento, è presente anche una piccolissima parentesi country, ma quella è un’altra storia…

Un altro cameo degno di nota è quello di Carrie Fisher, all’epoca fidanzata di Akroyd, che nel film è la fidanzata visibilmente risentita di Jake, per essere stata mollata all’altare.

The Blues Brothers non solo è riuscito a smentire tutte le critiche negative ottenendo un successo gigantesco, ma è riuscito anche ad entrare nel Guinness dei primati come film detentore del maggior numero di incidenti d’auto. Niente male per un film senza troppe pretese!

Consigliato a: agli amanti della commedia insolita e e agli amanti della musica, in tutte le sue sfumature blu.

La scena cult:

Dove recuperarlo?

just watch

Cosa dice la critica: 

7,9/10
83%

  • Trama
  • Realizzazione
  • Impatto
7.6
Ilaria

Ilaria

Figlia di quegli anni '90 che hanno partorito le boyband, ma anche Twin Peaks. Cinefila in erba, musicista di giorno e divoratrice di serie tv la notte