Il re leone (2019): tra i bambini di ieri e quelli di oggi

Il Re Leone è il film del 2019 diretto da Jon Favreau e realizzato in CGI fotorealistica. È il remake del film d’animazione del 1994 sempre della Disney.

La trama di Il Re Leone

Simba, giovane leoncino da poco affacciato alla vita, cerca di fare colpo sul padre Mufasa, re della savana. Un perfetto scenario per Scar, fratello del re, che con qualche abile sotterfugio riesce ad incastrare il leoncino e provocare la morte del sovrano, convincendo poi il piccolo a scappare.

“Hakuna Matata?”

“È il nostro motto!”

“E cos’è un motto?

“Niente. È un matto col botto!”

L’opinione di Alessandro

Pare difficile, per gli affezionati all’originale, potersi innamorare del live action. Partendo dal cambiamento dei doppiatori (anche se inevitabile) ed arrivando persino al cambiamento di qualche piccola scena, un vero fan Disney avrebbe di cui lamentarsi. Ad esempio Marco Mengoni come voce di Simba adulto! Abbastanza inadeguato.

Il film conserva in ogni caso il fascino della storia originale, con una realizzazione che lo rende a tratti un vero e proprio documentario.

La scena di Scar circondato dalle iene, in cui egli si dichiara futuro re, è stata piacevolmente rivisitata, sostituendo la canzone con un discorso ai limiti della dittatura, che risulta però di più semplice comprensione, quasi a voler sottolineare la gravità delle parole.

In generale, per poter apprezzare appieno il film, bisogna fare uno sforzo. Abbandonarsi alla pellicola ed evitare di paragonarla a quella precedente! Dopotutto se per molti Il Re Leone del 1994 rimarrà “l’originale”, c’è da pensare che per i bambini di oggi, magari, il Re Leone di riferimento sarà quello del 2019. E dopotutto… Perché no?

L’opinione di Aaron

A partire dalla confusione intorno al termine “live action” questo remake del Classico Disney del 1994, ennesimo capitolo di una lunga serie di riadattamenti della Casa del Topo, è quello che suscita le maggiori perplessità.

Va detto, la qualità tecnica è quasi impeccabile, anche se all’occhio più esperto non sfuggirà l’incapacità di rendere perfetta l’animazione del pelo. Ne è passata di acqua sotto i ponti dal primo lungometraggio fotorealistico realizzato in CGI (è stato quella schifezza di Final Fantasy nel 2001).

Disney di fatto ri-anima il suo Classico d’animazione più apprezzato di sempre e non cambia, quasi, una virgola alla storia, al copione, alle scene. Per quanto sia difficile non emozionarsi vedendo sotto nuova forma la scena iniziale del film, l’alba, gli animali e la canzone Circle of Life, ad un certo punto la visione non diventa altro che il solito freddo gioco nostalgico privo di particolari novità interessanti. Pochi i guizzi e quasi tutti relativi alla coppia Timon-Pumbaa che vengono caratterizzati ancora meglio in questa nuova versione (e che possono godere di un bellissimo doppiaggio italiano di Edoardo Leo e Stefano Fresi) e al personaggio di Scar, ancora più profondo in questo remake. Assurda la scelta di affidare il doppiaggio italiano di Simba a Marco Mengoni, bravissimo nella canzone, ma vergognosamente piatto nei dialoghi.

Al di là di tutto questi remake ci continueranno a portare al cinema incuriositi e pieni di nostalgia, ma i risultati sono spesso privi di anima e di dubbio rispetto verso quelle opere originali a cui fanno riferimento.

Consigliato a: tutti

Trailer:

Se vi è piaciuto guardate anche…

Aladdin (2019), Penguins (Disney nature)

Cosa dice la critica:

7,1/10
53%

  • Trama
  • Realizzazione
  • Impatto
7.7
Alessandro

Alessandro

Bolzanino di adozione, cresciuto a pane e Guerre Stellari, lo studio di Psicologia pare essere solo una copertura. Ama il genere biografico. Bambinone come Robin Williams in Jack, convinto come Ben Stiller in Zoolander e caparbio come Emile Hirsch in Into The Wild.