Toy Story 4 (2019): il coraggio di cambiare

Toy Story 4 è un film del 2019 diretto da Josh Cooley.

“Beato chi non si aspetta nulla, perchè non resterà mai deluso.”

Questa recensione parte con una frase di un quasi dimenticato poeta di fine 1600. Infatti come spesso e storicamente accade per il quarto episodio di una saga, l’aspettativa è ai minimi storici, particolarmente in questo caso. Toy Story 3 è stata a detta di molti la perfetta conclusione di una saga già spremuta fino all’osso dagli studi Pixar nell’ormai remoto 2010.

“I giocattoli di Andy sono passati a Bonnie, chiudiamola in bellezza”. Evidentemente dalle parti di Emeryville in California non la pensavano così e (SPOILER) possiamo volentieri smentire la frase di Alexander Pope.

La trama di Toy Story 4

Woody, Buzz Lightyear e il resto della banda balzano in una nuova avventura, dovendo accogliere anche l’ultimo arrivato nella stanza di Bonnie: Forky (doppiato egregiamente da Luca Laurenti). Durante il viaggio, vecchi e nuovi amici contribuiscono a creare momenti magici.

Il film

Spesso quando torniamo, diversi anni dopo la prima volta, a vedere una saga d’animazione, attiviamo in noi uno spirito critico eccessivo basato sul confronto coi capitoli precedenti, misto alla perdita del target di questo tipo di pellicole: i bambini coi loro relativi fini didattici.

Toy Story 4 è un mix leggero di diversi generi (avventura, commedia, anche un pizzico di horror) che incentra la propria vicenda sull’argomento delle scelte di vita. Degli umani? Ovviamente no, dei giocattoli!

“Se c’è una cosa che so, è che un giocattolo non smette mai di lavorare!”

Josh Cooley con un film degno del suo cognome ci svela un nuovo lato di Woody, ed esalta i suoi istinti paterni sia nella protezione di Bonnie, alla sua prima esperienza con l’asilo, sia in quella di Forky, alla sua prima esperienza con la vita a mo di Frankenstein, con domande esistenziali.

“Mi usano per la zuppa, l’insalata, magari con il chili, ma non sono un giocattolo! Sono spazzatura! Libertà!”

Le voci del “coro giocattoli” avranno diviso la critica; Toy Story 4 infatti prende una direzione forte di abbandono di molti (ma non tutti) giocattoli storici, a scapito del nuovo che avanza. Sulla nuova voce di Woody invece lo stivale gastronomico italico non può manifestare lamentele. Angelo Maggi fa un lavoro egregio degno della memoria dello scomparso Fabrizio Frizzi.

Con Angelo Maggi tra l’altro collaboreremo portando a Bolzano un suo spettacolo, completamente gratuito. Guarda qui!

Toy Story 4 è un film polivalente alla Inside Out (non per niente Cooley contribuì alla sceneggiatura) che ci spinge a non tornare indietro, a non mollare, ad essere presenti, a poter fare sacrifici. E’ un film mosso da un unico villain: le nostre paure sul futuro.

Chiunque guarderà Toy Story 4 troverà un elemento che parli di lui.

Consigliato a: tutte le età.

Trailer:

Cosa dice la critica: 

8.3/10

98%

 

 

  • Trama
  • Realizzazione
  • Impatto
8.7
Alessandro

Alessandro

Bolzanino di adozione, cresciuto a pane e Guerre Stellari, lo studio di Psicologia pare essere solo una copertura. Ama il genere biografico. Bambinone come Robin Williams in Jack, convinto come Ben Stiller in Zoolander e caparbio come Emile Hirsch in Into The Wild.