I Peggiori (2017): una commedia action con i giustizieri

Si apre con un pandino tra le viuzze napoletane impegnato in un concitato inseguimento, che inseguimento non è. Perché I Peggiori è un cinecomic, ma anche una commedia, amara e ambigua.

Lo Chiamavano Jeeg Robot e Smetto Quando Voglio restano, per quanto riguarda gli ultimi anni, i due maggiori esempi di un movimento del Cinema Italiano che, affondando le sue radici nella nostra società, cerca di sperimentare tornando al cinema di genere che per decenni l’America ci ha invidiato (e copiato), con cui i suoi attuali cineasti sono stati svezzati e che attualmente sembra sappiano far solo loro. Ma non è così.

E I Peggiori, di Vincenzo Alfieri ne è un’ulteriore dimostrazione.

La trama de I Peggiori:

Napoli. Massimo (Lino Guanciale) e Fabrizio (Vincenzo Alfieri), sono due fratelli squattrinati e senza prospettive che si barcamenano come possono nella speranza di garantire un futuro migliore alla sorella tredicenne. All’improvviso un goffo tentativo di rapina si trasforma in un’occasione di rivalsa agli occhi della gente comune del quartiere, e i due tenteranno la via dei giustizieri mascherati, inimicandosi un’intransigente commissario di polizia…

Il film

Ma cos’è I Peggiori?

i peggiori

Si potrebbe definire una semplice commedia italiana (e molti elementi e difetti della pellicola lo dimostrerebbero), o un action su dei vigilanti sfigatissimi che vengono assoldati per vendicare i piccoli soprusi della società, o magari più semplicemente si potrebbe definirlo spaghetti cinecomic.

I Peggiori emula e cita i noir, gli action (e sì, anche i film con eroi mascherati), ma nel farlo sa si dover prendere la via della farsa e della commedia.

i peggiori

E quindi con modestia e passione, ogni momento si riempie di battute fulminanti, citazioni (questa è la mia voce da Batman) e ottime dinamiche tra i personaggi, come la sorellina dei due inetti protagonisti che parla in dialetto napoletano nonostante abbia fratelli romani.

Personaggi  più stereotipati, come lo è l’algido commissario di polizia (interpretato da un Biagio Izzo perfettamente calato in un ruolo più drammatico), e altri meno, come lo schizzatissimo Massimo interpretato da in modo fantastico da Lino Guanciale, popolano questa commedia che ironizza sul suo genere di riferimento, pur rispettandone le caratteristiche di base (lo scontro con il villain, l’ascesa e la rivalsa degli “eroi”).

Nonostante questo, in alcuni momenti il film si anima di toni più cupi, con le tematiche sociali che esplodono in tutta la loro veridicità (e come potrebbe essere altrimenti per la storia di due giovani che annaspano nella società italiana odierna, in una Napoli urbana e suburbana?) e ancorando prepotentemente questo film di genere alla società italiana.

i peggiori

Il film mantiene un ottimo ritmo per tutta la sua breve durata, calando forse sul finale, leggermente affrettato e goffo, genuina dimostrazione di un’esperimento di genere che non è un arrivo, ma solo uno dei sempre più presenti tentativi di rivalsa del Cinema Italiano degli ultimi anni.

Ma perché trattarne ora? Perché qui si cerca di rimediare alle sconfitte (noi non preveniamo, noi vendichiamo -ah no, film sbagliato-), e nonostante il suo pregevole coraggio, I Peggiori non ha avuto il giusto successo, mentre il suo giovane regista/attore/sceneggiatore tornerà a breve al cinema con un altro noir metropolitano, Uomini D’oro con Fabio De Luigi ed Edoardo Leo.

Quindi il consiglio è di scoprire, o riscoprire, I Peggiori. Non è troppo tardi. E poi si parla di due romani che fanno i vigilanti a Napoli con ginocchiere, parastinchi e maschere di Maradona. Siete ancora qui?

Consigliato a: gli appassionati di film di genere, delle commedie action, o a chi apprezza le sperimentazioni nel cinema italiano

Trailer:

Dove recuperarlo?

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Cosa dice la critica:

kubo e la spada magica imdb6.3/10

  • Trama
  • Realizzazione
  • Impatto
7.8
Luke

Luke

Solitamente si fa chiamare Luke (ha proprio fantasia da vendere eh). La passione per il cinema lo accompagna dall'adolescenza, da quando curioso su cosa ci fosse oltre lo schermo si è appassionato anche di scrittura