Gio. Dic 12th, 2019

Balla coi lupi (1990): l’ultimo grande western americano

balla coi lupi

Balla coi lupi è un film di western del 1990 diretto ed interpretato da Kevin Costner, basato sull’omonimo romanzo di Michael Blake. Ha vinto 7 premi Oscar tra cui miglior film e miglior regia.

La trama di Balla coi lupi

1863. Il tenente John Dunbar compie un gesto ammirevole durante una battaglia e gli viene concesso di scegliere la sua prossima destinazione. Decide di essere inviato alla frontiera. Qui imparerà a conoscere i nativi.

Il film

Più o meno verso le metà degli anni ’80 Kevin Costner incoraggiò lo sceneggiatore Michael Blake, che aveva scritto Amore e morte al tavolo da gioco in cui lo stesso Costner aveva recitato, a tradurre la sceneggiatura di Balla coi lupi in un romanzo. Secondo Costner infatti il film avrebbe avuto più possibilità di essere prodotto in questo caso. Buona parte del romanzo venne composto proprio a casa di Kevin Costner che, appena terminato, ne comprò i diritti.

Da questo breve aneddoto si intuisce fin da subito quanto Kevin Costner tenesse al progetto di Balla coi lupi, tanto da arrivare poi a produrlo, dirigerlo ed interpretarlo (in realtà per il ruolo di Dunbar erano candidati Viggo Mortensen e Tom Berenger, ma alla fine se lo tenne Costner).

La grossa forza del film sta indubbiamente in questa suo essere una sorta di figlio benvoluto e non una mera produzione casuale. Punto d’arrivo di una cinematografia western “dalla parte dei nativi” iniziata nel 1970 con Piccolo grande uomo e Soldato blu, è la summa della revisione effettuata sul mito della frontiera americano.

balla coi lupi

Balla coi lupi è il punto di arrivo del grande western (anche se già irrimediabilmente mutato proprio dagli anni ’60 in poi), ancora in grado di far percepire la crudele epicità delle origini dell’America. Certo ci sono ancora western di qualità dopo il 1990 (uno su tutti il grande Gli spietati di Eastwood), ma si tratta di storie molto più intime. Kevin Costner invita lo spettatore a dire addio (chissà) a questo genere e lo fa in modo incredibile.

Il film è un’opera in quattro atti

Una prima breve introduzione con la follia della Guerra di Secessione e l’invio del tenente Dunbar alla frontiera; un secondo atto di riappacificazione tra l’uomo e la natura in cui Dunbar conosce il lupo “Due Calzini” e si ambienta; un terzo atto di incontro ed esperienza con i nativi, i Sioux Lakota; un atto finale a suo modo tragico con l’arrivo dei soldati americani e la necessaria separazione tra Dunbar e gli indiani.

balla coi lupi

In questi 4 atti e 3 ore di film, ma vi consigliamo di vederlo nella sua stupenda versione integrale di 236 minuti, i contenuti sono immensi. Balla coi lupi è un film pacifista, ambientalista, animalista o forse semplicemente umano. È un film sull’importanza di comprendere l’altro e sulla necessità di mantenere un equilibrio tra ogni cosa. Soprattutto è un film reale, capace di trasmettere realtà allo spettatore. Lo fa sia attraverso una perfetta presentazione dei nativi americani, sia mostrando il rapporto tra gli uomini e l’ambiente.

balla coi lupi

In un Cinema che ormai straripa di effetti visivi e personaggi digitali vale la pena di prendersi quattro ore di tempo e ricordare quando un lupo poteva accompagnare un uomo realmente e non aveva bisogno di essere riprodotto in digitale; scrutare le grandi praterie avendo l’impressione di essere realmente lì senza ipotizzare ricostruzioni fatte al computer; vedere una caccia ai bisonti da parte degli indiani e sapere che è stata fatta davvero con 2.000 animali e degli stuntmen, non ricreadola in CGI.

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Consigliato a: ai nostalgici degli anni ’90 e chi apprezza i film con un’anima.

La scena cult:

Dove recuperarlo?

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Cosa dice la critica:

8,0/10
82%

  • Trama
  • Realizzazione
  • Impatto
9.6