Love Death + Robots (2019): Black Mirror, ma meglio

Love Death + Robots è una serie tv antologica del 2019, targata Netflix, creata da Tim Miller e prodotta da Joshua DonenDavid FincherJennifer Miller e Tim Miller.

La trama

La serie è composta, per ora, da una stagione di 18 episodi autoconclusivi, e ognuno di essi spazia tra la fantascienza, l’horror e la commedia.

La serie 

Love Death + Robots nasce come remake del film antologico fantascientifico Heavy Metal del 1981, diretto da Gerald Potterton. L’idea di David Fincher di realizzarne un seguito è perdurata negli anni, nonostante i problemi sorti durante il percorso. Tra questi troviamo l’abbandono da parte prima di Paramount e successivamente di Columbia e di Quick Draw Studio di Robert Rodriguez, che hanno portato ad un ritardo nella realizzazione. Numerosi registi importanti si sono detti interessati a girare i vari episodi, tra i quali Del Toro, Verbinsky, Cameron e Snyder. Ma anche qui, poi, nulla di fatto.

È grazie a Netflix che questo progetto prende finalmente vita, sotto forma di serie, ed è una formula che funziona. Ogni episodio è un mini mondo a sé, con una propria identità e un proprio modo di raccontare una storia. L’unico filo conduttore della serie è il titolo, dal quale ogni racconto trae spunto incorporando una o più parole nei temi trattati.

Love Death And Robots

Per il resto veniamo catapultati nelle situazioni più disparate: dai combattimenti clandestini tra creature mostruose, alle vacanze on the road padre-figlio, da interessanti ipotesi storiche, fino al racconto di un vecchio custode di una discarica. Netflix riesce a stupire, appassionare ma soprattutto, finalmente, a osare.

Alcuni episodi regaleranno trame intricate e colpi di scena finali degni di Christopher Nolan!

Una delle cose che più mi ha colpito di LD+R è il comparto tecnico. Gli episodi, infatti, non differiscono tra loro solo per quanto riguarda la trama e i temi trattati, ma anche per la tecnica visiva con la quale questi vengono presentati. Si passa dalla computer grafica pura, all’animazione più classica, fino alla tecnica mista (attori reali che interagiscono con animazioni 3D).

A prescindere dalla tecnica utilizzata, il denominatore comune è la qualità della resa visiva. Lo stile personalissimo e una cura per i dettagli maniacale, rendono ogni episodio un’esperienza che lascia a bocca aperta. L’episodio Mutaforma, in particolare, ha dei fondali che difficilmente sono distinguibili dalla realtà. Nell’episodio La Testimone, chi ha un occhio attento può riconoscere la mano alla regia di Alberto Mielgo, noto soprattutto per il suo lavoro con Spiderman: Into The Spiderverse, dove sono usati similmente la stessa dinamicità e gli stessi fumetti onomatopeici.

Love Death And Robots

Se penso ai prodotti che più si avvicinano a Love Death and Robots, il primo nome che mi salta in mente è Black Mirror. Entrambi usano temi e sviluppi di trama “shockanti” per colpire il pubblico. La differenza è che LD+R non ha la pretesa di sconvolgere a tutti i costi. Alcuni degli episodi contengono dei colpi di scena piuttosto inaspettati, però sono convinto che il fine ultimo sia quello di raccontare una storia pura e semplice. Un esempio lampante lo si trova in La Guerra Segreta che, in soli 16 minuti, riesce a coinvolgere così tanto lo spettatore da farlo sentire parte di quei militari, per condurlo verso l’epico finale.

Chi guarda viene così trascinato più “dolcemente” al punto di shock/riflessione, rispetto a una spinta quasi forzata come avviene spesso in Black Mirror, dove sembra sia più importante il colpo di scena a tutti i costi rispetto alla trama in sé.

Love Death And Robots

Nel cast di Love Death + Robots ci sono anche Topher Grace e Mary Elizabeth Winstead

Per chi avesse intenzione di dargli una possibilità, un piccolo appunto: in alcuni degli episodi sono contenute scene di nudo e scene splatter. Il tutto, però, senza essere forzato o fuori posto. Decisamente non è un prodotto per bambini, nonostante si tratti di animazione.

Consigliato a

Chiunque voglia rimanere estasiato da effetti visivi mozzafiato, storie allucinanti, ed epiloghi divertenti.

Trailer

Cosa dice la critica

imdb8.7/10
77%

  • Trama
  • Realizzazione
  • Impatto
8.9
Marco

Marco

Un panda batterista travestito da web designer, con la passione per tutto ciò che si può leggere o vedere a schermo, grande o piccolo che sia.