Unicorn Store (2017): sognare ad occhi aperti

Unicorn Store è una commedia drammatico-fantasy del 2017 diretta e interpretata da Brie Larson, con Samuel L. JacksonJoan Cusack.

 

La Trama

Kit è un’eccentrica ragazza che, dopo aver fallito come artista, torna a vivere a casa dei genitori e inizia un lavoro come impiegata. Tutto procede in scala di grigi finché non riceve una lettera che la invita al “The Store”, un emporio che promette di venderle ciò di cui ha bisogno. Nel caso di Kit, un unicorno.

 

Il film

Quando ho guardato il trailer di Unicorn Store mi sono detto che questo sarebbe stato l’ennesimo film sul crescere già visto e rivisto. Però ci sono Brie Larson e Samuel L. Jackson. Poteva essere di più… no, doveva essere di più.
Si parte con il solito cliché del protagonista troppo cresciuto per continuare a stare con entrambi i piedi nell’adolescenza. Kit è un’artista, lo è sempre stata, ma la sua creatività non sempre rispecchia il gusto del resto del mondo. Soprattutto non se è fatta di arcobaleni, glitter e unicorni. Certo, per una bambina di 8 anni va benissimo, ma se sei una trentenne che cerca di guadagnarsi da vivere, forse non è proprio la strada giusta.

 

Unicorn Store

Nello Unicorn Store, l’unico modo per realizzare i sogni della propria infanzia è crescere… forse

 

Brie Larson dimostra, man mano che prosegue con la propria carriera, di saper trasmettere sempre meglio l’umanità dei propri personaggi.
Samuel L. Jackson è il Willy Wonka della situazione, strambamente bislacco e volutamente sopra le righe, pur rimanendo del tutto credibile come venditore di unicorni.
Joan Cusack non poteva che interpretare il ruolo di una madre preoccupata ma con una vena “freak”,  che ricorda tanto quella che aveva come preside in School of Rock.
Anche il resto del cast aiuta a mantenere alto il livello di umanità generale. Un approfondimento maggiore dei personaggi poteva starci, ma forse avrebbe appesantito il film, che arriva comunque dove deve arrivare, con un buon ritmo.

 

Questo è merito anche di Brie Larson, non (solo) come attrice, ma come regista. Unicorn Store infatti segna il suo debutto dietro la macchina da presa e non è niente male. Nonostante si noti una mano acerba, Larson svela un inaspettato gusto estetico e si va ad aggiungere meritatamente al, purtroppo ancora esiguo, parco registico femminile.

 

La sceneggiatura in sé è forse l’elemento più debole del film. A differenza di altri film che trattano temi simili, Unicorn Store è meno fiabesco, rimane con i piedi ben piantati per terra, nonostante i glitter, ma risulta comunque un po’ ingenuo e adolescenziale nella scrittura. In effetti rispecchia molto la protagonista: la voglia di essere grandi c’è, ma è difficile arrivarci camminando sugli arcobaleni.

 

Unicorn Store

Il sogno ad occhi aperti di una regista in erba che tenta di dire la propria in modo bizzarramente colorato

Unicorn Store è un film indipendente, diretto da un’attrice alle prime armi con la regia, con un cast convincente e una storia che poteva dare di più ma, alla fine della favola, fa il proprio dovere e riesce pure a lasciare un messaggio in maniera credibile.

 

Consigliato a

Gli eterni bambini, quelli che hanno bisogno di un po’ d’ispirazione o a chi, semplicemente, voglia passare un’oretta e mezza in leggerezza.

Il trailer 

Dove recuperarlo

just watch

Cosa dice la critica

shazam! 6.0/10
shazam! 64%

  • Trama
  • Realizzazione
  • Impatto
7.2
Marco

Marco

Un panda batterista travestito da web designer, con la passione per tutto ciò che si può leggere o vedere a schermo, grande o piccolo che sia.