Oliver Stone, i suoi migliori pezzi di storia

Un po’ di storia:

Il regista, famoso per i suoi film e per i suoi documentari storici, nasce a New York il 15 settembre del 1946, da papà ebraico ed agente di cambio, e mamma cattolica. Di conseguenza il buon Oliver seguì e studiò presso la Chiesa episcopale americana prima e poi in una scuola pubblica in Pennsylvania dove si diplomò.
Interessante il fatto che prima di divenire lo scomodo regista che è oggi, Oliver Stone si dedicò a diversi lavori (non particolarmente legati tra loro), come l’insegnante di religione, il marinaio, il tassista ed il soldato (Vietnam..). Insomma aveva le idee ben chiare fin da subito. Comunque in Vietnam alcune medagliette da niente, la Bronze Star Medal al valore, la Air Medal per aver partecipato a 25 assalti con gli elicotteri, e con la Army Commendation Medal. Achivement di tutto rispetto prima di essere arrestato in Messico per possesso di marijuana.

Oliver Stone con il suo battaglione in Vietnam

Nel 1971 si laurea alla New York University Film School, tra i suoi insegnanti un certo Martin Scorsese.
Famoso per diversi capolavori alla regia, tra i quali il fondamentale Salvador (1986), l’inarrivabile Platoon (1986), il successone Wall Street (1987), ma anche i più pattinati Nato il 4 luglio(1989), JFK (1991), Ogni maledetta domenica (1999) ed Alexander (2004). Da non dimenticare il film dedicato a Bush Junior, ossia W.

I documentari:

Se è vero che Oliver Stone è riuscito, con la sua regia, a raccontarci la storia, è anche vero che la sua passione sono le imprese di stampo cinematografico/giornalistico, veri e propri monumenti del genere, con protagonisti personaggi molto scomodi:. su tutti Fidel Castro, Yasser Arafat e Benjamin Netanyahu, Hugo Chávez e friends ed ultimamente quel simpaticone di Putin (trasmesso dalla rai in 150ma serata..).
Non faremo una classifica dei documentari perché non è possibile, cercheremo però di darvi una panoramica di queste vere e proprie imprese, sperando di incuriosirvi a tal punto dall’accomodarvi sul divano come se stesse per comparire Alberto Angela.

Comandante (2003)
In questo documentario Oliver e Fidel vagano per una Cuba splendida e felice dove il leader maximo raccoglie l’amore della popolazione, visita ospedali ed università. Tutto bene finché Stone non comincia a fare qualche domandina scomoda, ma senza esagerare. Da vedere per conoscere un Fidel finalmente a suo agio di fronte alle telecamere, meno rivoluzionario, più umano.

Persona non grata (2003)
Forse l’impresa più complicata. Si parla dell’infinito dramma della guerra tra israeliani e palestinesi in Terra Santa. Girato nel 2003 prende spunto dal fallito rappacificamento di Camp David nel 2000, che non ha ottenuto quella pace tanto sperata ne neppure una tregua. Stone viaggia tra Gerusalemme, Tel Aviv e Ramallah (capitale dell’autorità palestinese), ottenendo di intervistare sia Yasser Arafat. (presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese) e Benjamin Netanyahu (primo ministro d’Israele). Un po’ provocatorio ed un bel po’ istruttivo soprattutto per lo spazio dato ad entrambe le parti ed alla popolazione civile.

Looking for Fidel (2004)
La seconda parte del documentario, i due si stanno simpatici non c’è che dire. Looking for Fidel però è molto meno romantico del precedente, in esso Stone punta il dito sulla questione dei dissidenti cubani, questione aperta e legata all’antiterrorismo (anche in relazione con quello americano). Viene dato spazio anche ad un fatto di cronaca dell’epoca, quando tre cubani dirottarono un traghetto verso gli Stati Uniti.

A sud del confine (2009)
Ritorno in Sud America per un megadocumentario (non nella durata però, sempre limitata) dove Oliver Stone incontra la maggior parte dei leader degli stati sudamericani, tra questi spicca Hugo Chávez (presidente della Colombia), ma ci sono anche Evo Morales (presidente della Bolivia),. Cristina Fernández de Kirchner (presidentessa dell’Argentina), Luiz Inácio Lula da Silva (presidente del Brasile), Fernando Lugo (presidente del Paraguay), Rafael Correa (economista ecuadoriano) e Raúl Castro (Fratello di Fidel).
Molto interessanti i pensieri dei vari leader verso quel cambiamento che stava (ed oggi ne vediamo gli effetti non sempre positivi) vivendo il continente.

Usa – La storia mai raccontata (2012)
Nel 2012 Oliver Stone si occupò di una docu-serie riguardo la storia degli Stati Uniti, cominciando dalla Guerra fredda e la caduta del comunismo, la bomba atomica, il Vietnam, i vari presidenti moderni, come Bush e Clinton e il ruolo globale dell’America di oggi. Dieci puntate da circa un’ora ciascuno, un po’standard ma sempre con quell’occhio verso l’inchiesta che piace a tutti noi.

The Putin Interview (2017)
E poteva mancare lui? Oliver Stone si occupa finalmente del nostro continente e decide di intervistare l’uomo del momento, quel Vladimir Putin capace di far risorgere la Russia, rischiararla nello scacchiere mondiale e. se vogliamo, saper anche realizzare e ben gestire quei campionati del mondo di calcio del 2018.
Il modus operandi ricorda molto quello dedicato a Fidel, tuttavia la simpatia tra i due non è eccelsa e forse manca qualcosa alle domande di Stone, ci aspettavamo qualche sforbiciata capace di mettere un po’ in difficoltà quel personaggio tanto glaciale.

Curiosità:
Oliver Stone ha raccolto diversi premi durante la sua lunga carriera: ben 11 candidature all’Oscar, vincendone 3 volte:. Fuga di mezzanotte come sceneggiatore, Platoon e Nato il quattro luglio come regista. Tuttavia non è mancato anche ai Razzie Awards nel 1997 e nel 2004, come peggior regista per U Turn – Inversione di marcia e Alexander.
Sarà Oliver Stone il presidente della giuria della nuova edizione di Taormina Film Fest, in programma dal 30 giugno al 7 luglio 2019,. assieme ad André Aciman (sceneggiatore di Chiamami col tuo nome), l’attrice Laura Morante e Octavia Spencer,. protagonista di The Help e della serie Are you sleeping?.

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Max

Max

Vivere in un epoca dove i mestieri migliori (archeologo alla Schliemann, filosofo di corte e famoso pirata), non ci sono più, in favore di ben pagate noie, non ci resta altro che sognare. Socrate ed Erodoto ci insegnano che un ottimo metodo sta nel viaggiare, ridere e nutrire l'anima. Il cinema in parte risponde a tutte e tre le necessità in un mix travolgente che sa unire storie, sensazioni, colori ed illusioni in maniera assolutamente dirompente. Penso alla spacconeria negli occhi di Clint, al nichilismo di Allen, alle provocazioni di von Trier ed all'incanto dell'anima di Troisi.