Paris is burning (1990): il drag a tutto tondo

Paris is burning è un documentario del 1990 diretto da Jennie Livingstone, incentrato sulla cultura gay alla fine degli anni Ottanta.

Madonna ha reso celebre il ballo ispirato alla pose di “Vogue”, ma RuPaul ha reso le drag queen parte della cultura popolare con la creazione di RuPaul’s Drag Race. Col crescere delle stagioni ha accumulato successo, pubblico e side – shows, diventando un vero e proprio fenomeno di massa (e ahimè, un business economico). All’interno dello show sono presenti citazioni, situazioni e termini che fanno parte della cultura drag e che senza guardare Paris is burning sono impossibili da cogliere.

Il documentario Paris is burning

Nella metà degli anni Ottanta essere gay, o transessuale era difficile. Ancora più difficile lo era per gli afroamericani, perché erano additati prima come “neri” e poi come gay. Molti di loro venivano rigettati dalle famiglie e si trovavano abbandonati a sé stessi; senza una famiglia e senza una casa, cercavano di sopravvivere come meglio potevano. Spesso c’era chi dormiva per strada, chi si prostituiva per poter racimolare denaro e chi riusciva ad appoggiarsi ad una House.  A capo c’era la “Mother” – la drag queen anziana -, che si prendeva cura dei figli adottivi e li proteggeva.

Se le houses permettevano loro di sopravvivere, i drag ball permettevano loro la cosa più importante: esistere. Per ovviare a un mondo dove si sentivano emarginati e non accettati, avevano creato un luogo di aggregazione unico nel suo genere. Nelle più svariate categorie,  i ragazzi sfilavano a colpi di vogueing e abiti confezionati, dove l’autenticità doveva prevalere. Categorie come “executive realness” dovevano rispecchiare alla perfezione i manager e gli yuppies degli anni. Chi non poteva permettersi di comprare gli abiti, li rubava, così come facevano con il cibo, per lo stesso motivo: per il bisogno. Ai drag ball potevano essere ciò che volevano, liberamente, non importa se solo per una sera. Travestirsi e sfilare non era solo una forma di divertimento, era un’urgenza, per ricordare a tutti e a loro stessi di esistere.

Per difendersi dalle critiche e dagli insulti – anche reciproci – avevano dei loro personali meccanismi di difesa: il reading e il shading. Il primo spiccava per l’ironia, poiché consisteva nell’esagerare un difetto e renderlo oggetto di scherno. Il secondo è quello di rispondere all’insulto con un altro insulto mirato. Così facendo nascondevano la loro vulnerabilità e si mostravano forti agli occhi del mondo.

Category is: realness.

L’autenticità è un fattore a cui la Livingstone ha tenuto molto. Le interviste sono schiette e struggenti, poiché i protagonisti confessano i loro trascorsi senza filtri. Le testimonianze raccolte provengono da quelle drag queen capostipiti delle houses, che con fatica e sudore sono riuscite a crearsi un nome. Dai ragazzi cresciuti per le strade, in continua lotta per ottenere una vita migliore. Dai ragazzi pieni di speranze, che sognavano di diventare delle supermodels of the world.

Oggi il mondo del drag si è evoluto e agli occhi di un estraneo ha una connotazione decisamente molto più artistica. Le queen vengono considerate delle performer a tutto tondo, pronte a dare spettacolo nei loro diversi generi di Drag e con le loro abilità. Grazie a RuPaul e il suo programma, modi di dire e atteggiamenti sono stati inglobati nel linguaggio e nell’immaginario comune (aprire il Twitter per credere!) e ha elevato lo status dei drag ball a vere e proprie sfilate. Non bisogna però dimenticare le vere radici del drag, nato principalmente dal disagio e da una forte necessità di esprimersi,

Paris is burning è fondamentale per capirne le origini e sensibilizzare le nuove generazioni – e non solo -, affinché possano capire la loro situazione e garantire alle persone omosessuali e transgender di esistere in totale libertà,  alla stessa parità di diritti.

Consigliato a: banalmente ai seguaci di RuPaul’s Drag Race, realmente a tutti, per conoscere e comprendere una cultura, che ormai è subentrata nella nostra.

Trailer:

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Cosa dice la critica:

paris is burning imdb 8,1/10

paris is burning rotten tomatoes100%

  • Trama
  • Realizzazione
  • Impatto
8
Ilaria

Ilaria

Figlia di quegli anni '90 che hanno partorito le boyband, ma anche Twin Peaks. Cinefila in erba, musicista di giorno e divoratrice di serie tv la notte