Escape Room (2019): non entrate in quella stanza!

Escape Room è un thriller psicologico del 2019 diretto da Adam Robitel e con un cast che comprende Deborah Ann Woll, Taylor Russell e Logan Miller. Il film si basa sugli omonimi giochi di fuga dal vivo.

La trama di Escape Room

Sei sconosciuti ricevono un invito per partecipare ad una “escape room” innovativa. Ma forse non è un gioco…

Il film

Negli ultimi anni è esplosa anche in Italia la moda delle “escape room” dei giochi live in cui si viene rinchiusi in una stanza ed è necessario risolvere degli enigmi per passare alla successiva ed infine uscire. Era logico aspettarsi che hollywood si buttasse a capofitto sull’idea e ne tirasse fuori qualcosa (insomma, hanno fatto anche un film su “battaglia navale”!).

Ebbene Escape Room è proprio l’inevitabile conseguenza dell’estremo desiderio di hollywood di rendere film ogni cosa. Con pregi e difetti.

Partiamo dicendo che Escape Room non è per niente un horror, per quanto venga spacciato come tale. A malapena lo era Cube – Il cubo, da cui trae diretta ispirazione, e questa è una versione molto depurata del cult di Natali. Anzi, verrebbe da dire che, pur somigliando tanto anche a film come Saw e Quella casa nel bosco, questa pellicola si avvicina quasi di più ai nuovi filoni young adult fantascientifici (tipo Divergent o Maze Runner) di cui probabilmente cerca di accalappiare il pubblico. Forse questo non è del tutto un male, ma visti i precedenti ci si poteva aspettare un po’ più coraggio nel “mostrare”.

escape room film

Già perchè viste le premesse, e il marketing, Escape Room sembrava davvero essere qualcos’altro.

Invece cos’è?

Praticamente abbiamo i soliti protagonisti con un pesante passato alle spalle. Alcuni di loro sono intriganti (tipo 2 su 6), gli altri sono un mix di luoghi comuni (l’indiano nerd, davvero?) o di antipatia.  Si ritrovano a dover combattere per la propria sopravvivenza in una serie di situazioni mortali da cui non tutti usciranno vivi. Insomma la solita trama pretesto per mostrarci una serie di situazioni assurde da cui i nostri “eroi” cercheranno di uscire indenni.

Però ci sono dei pregi.

Innanzitutto il film scorre via velocissimo. Seriamente, non vi accorgerete neanche che è passata la prima ora. Di questo va dato merito indubbiamente al modo in cui sono state strutturate le prime 3 “stanze” con lode alla terza, il bar, probabilmente la sequenza più riuscita di Escape Room. Gli enigmi sono ben ideati e le situazioni di pericolo sono eccellenti, anche se ai limiti dell’inverosimile. Il cast inoltre si sforza quanto basta per rendere credibile la pellicola. Su tutti Taylor Russell (già vista nella serie tv Lost in Space).

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Purtroppo nella parte finale tutto va a puttane. L’idea di partenza non viene rispettata, gli enigmi scompaiono e sembra di ritrovarsi in un nuovo Saw. Ma perchè? Il film inoltre ha la pessima idea di non concludersi. Opta per tre finali caotici e dà appuntamento ad un secondo episodio (che è già stato programmato nel 2020 visti gli ottimi incassi). Un finale più autoconclusivo con un leggero spiraglio al sequel sarebbe stato più ottimale.

Consigliato a: gli amanti dei thriller claustrofobici (e qui c’è anche un articolo dedicato a voi).

Trailer:

Se vi è piaciuto guardate anche…

Cube, Saw, Quella casa nel bosco

Cosa dice la critica:

6,4/10
48%

  • Trama
  • Realizzazione
  • Impatto
6.3
Aaron

Aaron

Laureato in Scienze storiche all'Alma Mater di Bologna e smanettone informatico, ma da sempre appassionato di cinema. È un vero onnivoro e non c'è genere che non apprezzi. Primo film visto al cinema: Jurassic Park. Film preferito: Harry ti presento Sally.