Conan il Barbaro (1982): epica e leggenda con Arnold

Ordunque accorrete, o stolti, intorno al divampante fuoco. Vi condurrò in terre remote di tempi dimenticati, a narrar della pellicola del 1982 diretta da John Milius, nota con il nome di Conan il Barbaro, che avrebbe affermato il suo attore protagonista alla fama imperitura.

La trama di Conan il Barbaro

Nella mitica Era Hyboriana, antecedente alla Storia conosciuta, il giovane Conan (Arnold Schwarzenegger), del popolo dei Cimmeri, sopravvive allo sterminio della sua tribù. Da schiavo a gladiatore, attraverso foreste e deserti, Conan crescerà spinto dal desiderio di vendetta…

Il film

Conan il barbaro, uno dei personaggi più celebri emersi dalla penna di Robert E. Howard, capostipite dei generi letterari dell’heroic fantasy e sword & sorcery, può vantare una pluridecennale notorietà, vivendo nella letteratura sia in prosa che a fumetti (a partire dagli anni ’70 sotto etichetta Marvel) e anche al cinema.

Conan il barbaro

Nell’ormai consolidato immaginario collettivo, Conan, il barbaro dal petto gonfio, ha le fattezze di Arnold Schwarzenegger. Questo grazie al film che sarebbe poi approdato in sala nel 1982, dopo svariate e complesse vicissitudini produttive, diretto da Milius e scritto da Oliver Stone.

È innegabile: Arnold è Conan e Conan è Arnold.

Conan il Barbaro è un vero e proprio kolossal, produttivamente mastodontico, che stigmatizza la figura dell’eroe guerriero, tormentato dal desiderio di vendetta, in silenzioso viaggio tra sfarzosi palazzi e terre desolate. Schwarzenegger in questo giocò quindi un ruolo decisivo, con lo sguardo e il fisico perfetto per interpretare il burbero guerriero, ma privo di qualsiasi dote recitativa propriamente detta.

Ma il vero valore di questo cult del Fantasy si trova nella tecnica.

Conan il barbaro

Dalle primissime inquadrature, con la forgiatura di una spada, e dalla successiva scena del massacro tra le nevi, emerge immediatamente il tono epico e solenne del film. La regia di Milius riesce ad essere tesa quando serve, calma e riflessiva, al limite del poetico, senza mai tradire l’epica alla base di tutto.

Lo stesso non si può dire del suo seguito, godibile ma decisamente meno impattante, e del reboot… no, mi sbaglio. Non esiste alcun reboot di Conan, vero Jason Momoa?

Il film di Milius soffre comunque di un ritmo altalenante (vista anche la sua lunga durata) e di ingenuità narrative che mostrano l’invecchiamento della pellicola. A questo però rimediano le scenografie, curatissime e gigantesche, la crudezza dei combattimenti e l’utilizzo preponderante degli effetti meccanici, tra uomini-serpente, teste mozzate e enormi serpenti stritolanti.

Conan il barbaro

Ad accompagnare l’opulente aspetto visivo ci pensa l’asciuttissima sceneggiatura di Stone (rimaneggiata dallo stesso Milius) che lascia il suo protagonista in silenzio per buona parte del film (solo un bene, conoscendo Arnold), riuscendo comunque a tratteggiare efficacemente il suo animo tormentato, non disdegnandogli però una buona dose di ironia e autoironia (qualcuno ha detto cazzotti ai cammelli?)

Conan il Barbaro è un classico dell’epica e del fantasy, che soffre di troppe lungaggini e di un cast principale di attori non professionisti (al quale corre in aiuto James Earl Jones nel ruolo del carismatico villain, Thulsa Doom), ma che non può che lasciare lo spettatore soddisfatto per lo spettacolo a cui ha assistito, anche grazie alla potente colonna sonora.

Conan il barbaro

Per Crom! Recuperatelo

Consigliato a: gli appassionati del fantasy, della grande epica e di zio Arnold.

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Cosa dice la critica:

conan imdb 6.9/10

conan rotten tomatoes70%

  • Trama
  • Realizzazione
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8.0
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Luke

Luke

Solitamente si fa chiamare Luke (ha proprio fantasia da vendere eh). La passione per il cinema lo accompagna dall'adolescenza, da quando curioso su cosa ci fosse oltre lo schermo si è appassionato anche di scrittura